La vita vera di Malavita di Andrea Zauli

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La panchina di un parco dopo una lunga passeggiata e sullo sfondo tre uomini. Ridono, gesticolano, uno tiene in mano un taccuino e, ogni tanto, si ferma a riportare su carta qualcosa che non deve scappargli. La vita vera, a volte, ha bisogno di essere messa per iscritto, di avere un posto dove stare e lasciarsi raccontare, leggere. “Malavita” di Andrea Zauli è “un pezzo di vita”, non un semplice libro o un’intervista, è la pacca sulla spalla che dai a un amico che non ha le forze per andare avanti; è la buonanotte che dai a tua figlia dopo averle sistemato le coperte; la lacrima che hai asciugato per tenerla nascosta agli altri. “Malavita” è vita vera, la vita di Antonio e Stefano che Zauli ha deciso di cristallizzare in questo progetto editoriale dalle fattezze giornalistiche e l’intensità di un discorso interiore in cerca di salvezza. Il fil rouge di questo flusso di coscienza è la malattia, la peggiore, quella che non va mai detta ad alta voce, perché “porta male”: il cancro. Le parole dei due protagonisti diventano le parole di chi legge, perché è sincero il richiamo che dedicano allo schiaffo in faccia che ti arriva quando, il referto, ti dice che sei tu, questa volta, a dover combattere quel processo di cellule impazzite, quel groviglio inverso alla vita.

Le domande dell’autore sono come il tocco delicato di chi bussa a una porta: chiedono permesso, ma scavano e arrivano fino al nocciolo. “Di libri sul cancro se ne sono già stati scritti tanti. Ma nessun testo in circolazione dà contemporaneamente la parola a due persone che si oppongono al ‘mostro’, al ‘cattivo inquilino’, al ‘criminale’, con modi, tempi e risultati differenti. Fratelli di chemio e di speranza, Antonio e Stefano sono l’uno di qua e l’altro di là dal confine della guarigione. Un confine sottile, temuto e sognato. Per i lettori è la scoperta di un punto di vista unico proprio perché duplice, trovandoci sia l’esperienza di chi è guarito che quella di chi forse non guarirà mai. Per i protagonisti il libro è un viaggio nel tempo, essendo il presente di Antonio simile al passato di Stefano”, ha dichiarato Andrea Zauli, padre di un progetto che vede il patrocinio del Comune di Faenza, dell’Istituto Oncologico Romagnolo e della Regione Emilia Romagna. Tra i finanziatori, la cooperativa Zerocento e lo IOR stesso.

Nonostante il tema trattato, le pagine di Malavita scorrono, non spaventano, invitano anzi a soffermarsi sui piccoli dettagli, ad avere una visione d’insieme al cospetto di una malattia così totalizzante; il tutto abilmente gestito con una scrittura asciutta e precisa.

 

Malavita di Andrea Zauli, Carta Bianca (2019, 15 euro). Dal 21 maggio in libreria.

 

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