Lovesick Duo: musica country from Bologna

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I Lovesick Duo
I Lovesick Duo

Se avete visto Speravo de morì prima, serie tv targata Sky che racconta la carriera di Francesco Totti, a un certo punto avrete notato la comparsata di un caratteristico duo chitarra e contrabbasso: sono i Lovesick Duo, Paolo Roberto Pianezza e Francesca Alinovi, bolognesi dall’anima country. Nati nel 2015, hanno all’attivo numerosi concerti in Italia e all’estero e quattro album, di cui l’ultimo – All Over Again – uscito a dicembre 2020. A volerli nella serie è stato il regista Luca Ribuoli, grande appassionato di musica: «Ci diceva “voi ci dovete essere, io vi immagino che fate i cantastorie, quindi la gente vi deve vedere così”». La loro partecipazione è solo uno dei successi ottenuti nell’ultimo anno, un periodo estremamente produttivo, nonostante l’impossibilità di suonare dal vivo: «Durante il primo lockdown le visualizzazioni dei nostri video online hanno dato trilioni di frutti. Non è stato merito solo di quello che abbiamo fatto durante quei mesi, ma anche di ciò che avevamo caricato prima. Abbiamo portato allegria, dello sprint, e questo ha fatto sì che poi la cosa diventasse sproporzionata. Da lì sono arrivate tantissime cose, abbiamo fatto un live per Reverb (famoso sito di compravendita di strumenti online americano, n.d.r.), ci hanno trovato per la serie, siamo andati a Casa Sanremo…». Da poco più di un mese è arrivata un’altra buona notizia: hanno finalizzato la collaborazione con Barley Arts, l’agenzia di booking che gestisce i concerti in Italia di Ben Harper, Pentatonix e Matthew Lee.

La presenza online è stata fondamentale per la diffusione della loro musica: sul loro canale YouTube hanno più i cinquecento video e diecimila iscritti, si raccontano riprendendo il dietro le quinte dei concerti, le trasferte per andare a suonare e invitando ospiti musicisti. «Quel mondo non ci pesa, quella dei social è un tipo di comunicazione che conoscevamo già, stare davanti alla telecamera è stata una cosa immediata e alla gente è arrivata esattamente così» dice Francesca, contrabbassista. La strada giusta, però, l’hanno infilata quando hanno capito quale contenuto interessava di più al pubblico, iniziando così le live session e i Lovesick Monday, video di pochi minuti in cui si esibiscono:

«Dopo aver suonato la prima volta da Red Ronnie abbiamo visto subito che un sacco di gente aveva ordinato dei vinili, ma se dobbiamo parlare di momenti, la crescita più grossa è arrivata a dicembre 2019: dopo tanti esperimenti, ci siamo resi conto che un semplice video dove suonavamo faceva sei volte i numeri di un altro che magari richiedeva ore di preparazione. Allora ci siamo detti “Stiamo mostrando tutto quello che gira intorno a noi, ma quello che sappiamo fare non l’abbiamo ancora speso bene sui social”». 

I concerti dal vivo, però, rimangono la parte predominante del lavoro e della loro passione, i Lovesick sono dei giramondo e hanno un legame speciale con l’America, in particolare con New Orleans, dove hanno inciso il loro secondo disco con la clarinettista Chloe Feoranzo. Del resto, la country music, il rock n roll e il bluegrass sono nati lì. Ripensando all’influenza che respirare l’aria americana ha avuto sul loro modo di concepire la musica, Paolo dice di essere rimasto stupito dal diverso modo di apprendere la musica, basato molto di più sull’esperienza diretta: «I concerti country durano anche quattro ore, comprese le pause. Se a un ragazzino di 17 anni dicono “you’re gonna learning on the job” (imparerai sul lavoro), da noi significa che prima devi andare a casa studiare il basso e dopo lo puoi suonare, mentre là ti buttano sul palco e suoni, poi torni ancora e ancora…E questo succede tutti i giorni, sei giorni a settimana, quattro ore su un palco. Dopo un anno, quando arrivi a fare il concerto vero da un’ora e mezza, bello concentrato… Sei una bestia, sai duemila canzoni! È la miglior gavetta che esista».

La particolarità dei precedenti album erano i testi in italiano, mentre in All Over Again Paolo ha abbandonato la lingua madre per cimentarsi nella scrittura in inglese, mentre Francesca ha reso la sua voce più partecipe nei brani. «È il primo album in cui abbiamo messo a fuoco il sound, il duo, gli arrangiamenti. Ascoltando il disco si percorrono un po’ tutte le nostre sonorità, però con una coerenza che magari negli album precedenti era meno netta; per esempio, nell’album precedente c’era molta batteria, che ora non utilizziamo più. È un album più maturo».

All Over Again è disponibile sulle principali piattaforme di streaming digitale e sul loro sito ufficiale (anche in formato vinile).

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