Torna il Forlì Open Music, due giorni in musica

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L’Arena San Domenica di Forlì si offre quest’anno come cornice della nuova edizione del Forlì Open Music (FOM), la cui quinta edizione si terrà nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 giugno.

D’Istante” è la parola chiave che lega tra loro i diversi concerti in programma, la maggior parte dei quali si riconferma dopo la mancata edizione del 2020: “D’Istante” unisce i diversi linguaggi musicali, dalla tradizione al presente, passando per l’omaggio a Claude Debussy, tenuto dal pianista Ciro Longabardi che proporrà le suggestive Estampes, e per prime assolute di Riccardo Nova, Michael Pisaru-Liu e Stefano Scodanibbio, nelle interpretazioni di musicisti quali Manuel Zurria, Enrico Malatesta e il Sidera Saxophone Quartet.

Ad inaugurare il festival saranno Francesco Dillon, violoncello, e Emanuele Torquati, pianoforte, un duo unito dal 2007 che presenterà al pubblico i brani di due grandi autori della musica contemporanea internazionale, Giacinto Scelsi con To the Master, e Jacob TV con May this bliss never end, insieme alla Sonata per violoncello e pianoforte di Claude Debussy (26 giugno, ore 20.30). Si prosegue la sera stessa con il concerto di Manuel Zurria, uno dei flautisti italiani più ricercati che, con le sue contaminazioni con la minimale e elettronica ha rinnovato il concetto di musica per flauto (26 giugno, ore 21.10), e con le improvvisazioni di piano solo di Fabrizio Ottaviucci (ore 21.50). La prima serata si chiude infine alle ore 22.30 con l’’improvvisazione elettronica ed elettroacustica di Elio Martusciello, un improvvisatore radicale che opera dal vivo con live-electronics.

La seconda giornata di Forlì Open Music 2021 sarà altrettanto ricca. Si parte alle ore 20.30 con le percussioni di Enrico Malatesta, ricercatore sonoro che presenta Melody, il nuovo brano di Michael Pisaru-Liu, a lui dedicato. A seguire, protagonista del palco sarà Ciro Longobardi, uno tra i più importanti e apprezzati pianisti del panorama musicale attuale che si esibisce in una perfomance di piano solo con le “… sofferte onde serene…” di Luigi Nono, L’Alouette Lulu dal catalogo di musica ornitologica per pianoforte di Olivier Messiaen e le Estampes di Claude Debussy (ore 21.10). Alle ore 21.50 sarà il turno di Stefano Scodanibbio e del Sidera Saxophone Quartet, formato da Gianpaolo Antongirolami al sax soprano, Michele Selva al sax alto, Michele Bianchini al sax tenore e Daniele Berdini al sax baritono. Infine, il festival si chiudere sull’improvvisazione musicale di Alexander Hawkins, esponente delle giovani generazioni del jazz europeo.

Accanto ai concerti, nel corso delle due giornate di Festival il pubblico avrà anche l’occasione di visitare la mostra personale del fotografo Pietro Bandini, allestita negli spazi all’aperto dell’Arena San Domenico. Fotografo ufficiale del Parma Jazz Frontiere Festival dal 1996, Bandini si dedica alla fotografia, musica e arti visive, collaborando con riviste e altri festival fino a divenire socio fondatore dell’agenzia fotografica di cultura e spettacolo Phocus Agency. Nel documentare esperienze ed eventi musicali in bianco e nero, la sua personale ricerca dell’immagine analogica su pellicola privilegia l’aspetto umano ed emozionale.

Info: www.areasismica.it, info@areasismica.it

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