Museo Dante, un percorso immersivo nella Commedia

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Gli antichi Chiostri Francescani di Ravenna, che si aprono accanto alla Tomba di Dante, con quelle due splendide statue in ferro battuto di Augusto Bartolotti rappresentanti San Francesco e Santa Chiara, è sempre stato uno dei miei luoghi preferiti della città. Un quadriportico di pace e di cultura che cela al suo interno una piccola chicca: il Museo Dante. Per pochi euro si ha accesso a un prezioso e suggestivo percorso multimediale, recentemente rimodernato in occasione delle celebrazioni del settecentenario dantesco, che contestualizza la vita e le opere del Sommo Poeta, dando vita a un viaggio didattico e suggestivo.

Il valore di questo lavoro si riconosce già alla prima stanza, forse una delle più riuscite dal punto di vista formativo, non a caso nominata “sala del tempo”. A fare da protagonista è infatti una linea del tempo multimediale che ripercorre la vita del Poeta, aprendosi a numerosi rimandi, personaggi e accadimenti storici che lo inseriscono all’interno del suo tempo, mentre alcune date salienti vengono approfondite da interventi audio-visivi. Lo schema chiarisce non solo le diverse fasi della vita di Dante, ma anche le sue conoscenze, relazioni e probabili influenze, ricostruendo così il contesto storico, sociale e culturale all’interno del quale le sue opere, ed in particolare la Commedia, hanno trovato linfa vitale. Ciò che colpisce particolarmente è l’impatto visivo di uno schema complesso ma perfettamente leggibile che sfrutta non solo la doppia lingua italiana e inglese, ma anche i colori, che richiamano e collegano tra loro eventi storici per tematiche. I percorsi tematici sono i secondi protagonisti di questa ricca sala: Dante e la lingua, Dante e l’arte, Dante e la politica sono approfondimenti audiovisivi che mirano a ricostruire tutto quell’universo che circonda il Sommo Poeta e che vanno a formare la sua persona e il suo pensiero.

Dal didattico si passa poi al suggestivo e dal tematico alla vera e propria esplosione dei colori: quest’ultimi infatti, insieme ai versi danteschi, saranno i veri protagonisti di un percorso che si fa sempre più multisensoriale. Tutto questo già a partire dalla seconda sala, la sala del volto: un’installazione di luci si proietta sui tre volti di Dante, tre grandi sculture che lo ritraggono in divenire, da giovane ad adulto, mentre sulle pareti rimbalzano suoni e parole in versi. Una sala dove prevale la contemplazione e l’immersione, dove l’immaginario dantesco comincia a diventare il vero protagonista di un percorso espositivo che si lascia in qualche modo la storia alle spalle per entrare nel dominio dell’arte. Le coordinate spazio-temporali si sfocano per preparare il visitatore a sperimentare l’immortalità della poesia e dell’opera dantesca.

Un’immortalità che viene evidenziata dalle sale del culto e della fama, un breve ma intenso percorso nella contemporaneità che anticipa l’immersione all’interno della Commedia: una sola stanza, al centro il volto del Sommo Poeta realizzato in lego e un’installazione video che si proietta su di lui e su tutte le pareti adiacenti, come una sorta di luce che si irradia dalla sua persona e che ha portato alla realizzazione di numerosissime opere a lui ispirate.

Giunti a questo punto, siamo allora pronti per iniziare il nostro viaggio all’interno della Commedia, con una sala per ogni Cantica. Tre sale che recuperano quell’intento didattico iniziale, veicolato dai pannelli espositivi che riassumono gli snodi principali di ciascuna Cantica e dalla possibilità di ascoltare per intero alcuni versi, e lo innestano in quel percorso suggestivo che è andato creandosi. Le sale si riempiono dei versi della Commedia, mentre su dei pannelli in vetro si proiettano una serie di immagini evocative. Ancora una volta, il sonoro si intreccia al visivo e sono i colori a contribuire all’immersione del visitatore, che sperimenta come Dante il buio dell’Inferno, il bagliore del Purgatorio ed infine l’accecante luce del Paradiso. Da una prima stanza buia, dove domina il colore rosso, si passa infatti a una seconda sala sulle tonalità del blu per poi infine giungere all’esplosione del bianco e di tutti i colori. Non sono solo le installazioni visive a costruire questo percorso cromatico, ma anche l’allestimento stesso, come quando, all’uscita dal Purgatorio, ci si trova improvvisamente davanti a una tenda bianca che prepara l’accesso al Paradiso e allo splendore de l’amor che move il sole e l’altre stelle.

È un breve excursus, più tradizionale nella forma, tra storia ed elementi architettonici della Tomba di Dante e delle sue reliquie che conclude infine il percorso espositivo del Museo Dante. E quindi uscimmo a riveder le stelle.

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