IUS PRIMAE SGARBI

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foto Laura Scala

Caravaggio e Vittorio Sgarbi non è una ‘coppia di fatto’ nuova nuova. Il ben noto studioso d’arte ferrarese, qui da noi praticamente a-chilometro-zero grazie alla mamma romagnola, ha più volte approfondito storia e poetica del pittore maledetto in diverse ricerche, conferenze, pubblicazioni autorevoli. L’ultima produzione è il libro “Ecce Caravaggio. Da Roberto Longhi a oggi”, pubblicato da “La nave di Teseo” nella collana “I Fari”.  Sgarbi l’ha presentato ancora caldo di confezione -esattamente il giorno dopo l’uscita!- nell’attrezzata ed accogliente area/eventi sulla spiaggia del “Fantini Club” di Cervia.

Un pubblico delle grandi occasioni, abituato alle proposte culturali e ricreative ben  selezionate da Claudio Fantini, padrone di casa, ha potuto incontrare quello che può davvero essere considerato uno dei massimi esperti e conoscitori delle opere di Michelangelo Merisi alias Caravaggio. La serata, coordinata da Sauro Moretti, è stata trasmessa in diretta streaming su tutti i social ‘Fantini Club’ oltre che sull’omonimo sito, dove sono tuttora disponibili i video integrali.

Anche per chi c’era, vale la pena ripercorrere la performance di Sgarbi, che è partito rendendo omaggio al suo aspetto televisivo -in cui commenta l’attualità con toni talvolta francamente irritanti- per poi uscire splendida farfalla dal bozzolo. Dopo il primo quarto d’ora, infatti, eccolo dispiegare le ali del potentissimo sapere che si cela dietro alla maschera che tanto fa audience, e trascinare chiunque, perfino i meno interessati, in un viaggio memorabile nell’universo Arte.

Questa volta lo spunto viene dalla cronaca: “Il 25 marzo scorso – ha raccontato l’illustre ospite- mi arriva in messaggio la foto d’un quadro senza firma, visto in una casa privata in Spagna, che aveva incuriosito un mio conoscente lì in visita. Non ho avuto dubbi da subito!”  Dell’artista lombardo il nostro conterraneo conosce talmente bene le pennellate che l’attribuzione è più rapida d’una schioppettata. Ed altrettanto sicura ed esplosiva: “Ma sono stato zitto…ho fatto indagini con estrema discrezione -ancora il Vittorio da Ferrara- perché un ignoto di Caravaggio stava per andare all’asta partendo da 1.500 €” . Facile immaginare il conseguente terremoto devastante nel mondo intellettuale e del mercato artistico.

L’interesse che suscita, ancora oggi, Merisi è certamente legato alla bellezza delle Sue immagini (“Ha inventato la fotografia” dice Sgarbi) ma tanto gioca la fama di personaggio controverso, dalla vita burrascosa e dal pessimo carattere. E poi il fatto che “Sono solo 14 i dipinti certamente suoi –spiega lo studioso– cui si aggiunge questo ‘Ecce Homo’ di Madrid.” Già, ma poi com’è andata? Come si è arrivati alla certezza della paternità? “Quell’immagine a me inviata per primo aveva continuato a girare e a suscitare curiosità. L’apparizione è stata accompagnata da un coro di consensi senza precedenti per un’opera apparsa dal nulla. Non capitava da tempo che un dipinto mettesse d’accordo gli studiosi, imponendosi con un’evidenza inequivocabile. E quando accade, l’attribuzione viene dall’unanimità, dalla condivisione.” La conferenza-spettacolo, quindi, è il racconto d’una acuta intuizione ed il libro rimette molte cose a posto, testimoniando come questo Caravaggio abbia avuto una sorta di “Ius primae Sgarbi”. Mossa azzeccata dello studioso, che in tal modo acquisisce una dimensione autorevole nel panorama internazionale della critica d’Arte.

A prescindere dalle giuste rivendicazioni specialistiche, dalle presentazioni del libro sortiscono degli incontri-spettacolo piacevoli e profondi. Vittorio Sgarbi è un gran divulgatore, al punto che riesce a far partecipe tutto il pubblico del suo pensiero. Con esempi e confronti tra opere simili e coeve, snocciolando documentate (e mai noiose) argomentazioni storiche, non è difficile immaginarsi lì con lui a dimostrare un’intuizione, insomma rendere razionale -comunicabile, condivisibile- ciò che è puro istinto. Anche con paralleli e perfino arditi accostamenti: spiazzante il sovrapporre a Michelangelo Merisi la figura di Pier Paolo Pasolini, eppure ‘ci sta’. “A partire dai soggetti scelti, uno per dipingerli l’altro per farli recitare – ha ragione, Sgarbifisionomie particolari, ‘ragazzi di vita’ si direbbe oggi. E poi il senso della tragedia, la rappresentazione spietata della realtà…Ancora, esattamente 70 anni fa, nel 1951 il regista venne cacciato dal Partito Comunista, proprio quando Roberto Longhi, dopo tre secoli di oblio, faceva riscoprire il ‘pittore maledetto’ con una mostra che ha fatto storia. Non solo per i  600.000 visitatori, pure per la definizione di un’area culturale feconda forse più di quella toscana: quella che ricomprende anche la Romagna e va, appunto da Caravaggio a Cagnacci. Chiamata all’epoca, documenti alla mano, Padania.” Così, con l’accento messo al posto giusto, si può imparare gradevolmente pure stando in spiaggia.

VISTI DA NOI – “Ecce Caravaggio” venerdì 9 luglio alle 21.30. Il prossimo evento al ‘Fantini Club’ sarà la presentazione aperta a tutti di Sportur Academy allenamento, attraverso la pratica sportiva, per la vita personale e professionale. Dalle ore 17,30 di venerdì 16 luglio, conferenza sulla prevenzione delle malattie con lo sport; a seguire grandi ospiti ed esperti illustreranno il progetto.  

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