Luce Raggi e il suo periodico indipendente di arte e misfatti

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Luce Raggi legge IN DA HOUSE - Foto di Andrea Piffari
Luce Raggi legge IN DA HOUSE - Foto di Andrea Piffari

Ha la forma del quotidiano ma è un’opera d’arte e la compri in edicola; di certo, IN DA HOUSE Arte&Disage è un’ottima intuizione promozionale dell’artista faentina Luce Raggi, che in occasione dell’evento Made in Italy 2021 ha presentato il periodico indipendente d’arte e misfatti e inaugurato la casa-studio e la sua Another Fucking Gallery in viale Baccarini a Faenza. «C’è un’edicola proprio davanti alla mia casa d’arte e l’idea di stampare un periodico indipendente per poi metterlo effettivamente in vendita mi stuzzica da mesi. Ragiono in maniera letterale e per immagini: edicola più panchine, uguale giornale» spiega Raggi, che ha battezzato il magazine come la piastrella IN DA HOUSE, finita anche sulla copertina del primo numero, dettaglio di un’installazione della (non solo) ceramista. Tra le sue intenzioni – per la casa, lo studio, la galleria e la rivista, che sono legate a doppio filo – c’è quella di dare spazio e visibilità anche ad altri artisti: «Con questa idea in testa ho collaborato per la casa con artigiani e imprese locali che hanno fatto anche da sponsor per la pubblicazione finale del periodico. È un progetto che accoglie sia le mie intuizioni che quelle di altri artisti vicino a me». Sfogliando la copia 87/200 veniamo accolti nella sua casa-galleria, tra pentole di ragù e busti di Mao, per poi incontrare quelli che definisce «due grandi punti di riferimento della scena artistica faentina», ossia Kry e Heriz Bhody Anam, oltre ai liguri Gabriele Resmini e Luca Pellegrino. La fetta grossa del giornale, però, è lasciata a VAGAMENTE STRAVAGANTE, un racconto scritto da Omar Fabbri, ambientato a Faenza e illustrato da Raggi. Che sia un esperimento ironico e provocatorio si capisce bene: sulla busta in plastica dentro cui viene venduto il giornale, capeggia la scritta “Obviously you have great taste”; nel retro dell’ultima pagina la richiesta “unfollow me please”. Come a dire: il mondo gira intorno ai social, ma le cose interessanti sono qui, su carta. E tu lo sai. Ma anche la nicchia va fidelizzata, quindi ecco spilletta e adesivo inclusi: «È una chicca, un “must have”, come dicono i creativi, un mini investimento per collezionisti di qualunque età e stile di vita».

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