Mosto (il succo delle storie) torna a Poderi dal Nespoli

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Poderi dal Nespoli

Tre serate all’insegna delle arti e dei mestieri della narrazione. Questi sono gli ingredienti che da sempre animano Mosto (il succo delle storie), il festival di narrazione della cantina Poderi dal Nespoli che giunge quest’anno alla sua quinta edizione dal titolo In Natura, proponendo un programma di incontri dal 3 al 5 settembre.

Nata nel 2017 con l’obiettivo di ricreare le condizioni per tornare ad una forma di socializzazione e di condivisione diretta, Mosto (il succo delle storie) celebra l’arte del fare il vino e l’arte del racconto come due mondi strettamente uniti fin dall’antichità alla ritualità della vita che diventa storia. Il mosto, tanto nel mondo viticolo quanto in quello narrativo, è un momento di transazione, di passaggio, di arricchimento e di trasformazione. Nel raccontare questo spazio che intercorre tra natura e cultura, il Festival di quest’anno ha scelto come fil rouge il tema “In Natura” che verrà affrontato e approfondito in diversi campi: dall’evoluzionismo alla filosofia, dall’identità di genere alla botanica, dall’orto alla musica, dai talk agli incontri letterari.

Mosto (il succo delle storie) inaugura venerdì 3 settembre alle 20.30 con l’intervento dal titolo La natura imperfetta di Telmo Pievani, filosofo della biologia ed esperto di teoria dell’evoluzione. A seguire, alle 21.30, salirà sul palco Fabio Concato, con il suo Musico Ambulante – Recital Unplugged. Con una formazione acustica composta da Ornella D’Urbano al pianoforte e Larry Tomassini alla chitarra, Concato proporrà alcuni dei suoi più noti brani attraverso una chiave molto intima.

Il programma continua il giorno successivo alle ore 17.30 in compagnia di Enrico Costanza alias Enrico Dell’Orto, culinary gardener che ha fatto della sua passione per il mondo vegetale un lavoro. Nel corso del suo intervento Enrico parlerà di semi, piante, stagioni ed esperienze, esplorando così il mondo naturale domandandosi quanto di esso ci sia veramente nella pratica della coltivazione: il principio dell’agricoltura infatti non è solo il momento mitico e primordiale in cui l’uomo getta il seme nella terra, ma anche l’inizio della domesticazione delle specie che più interessano all’uomo. In serata, alle ore 20.30, il designer, pittore e scultore Alberonero racconta la sua arte, che si esprime attraverso la realizzazione di dispositivi pittorici e installativi composti di materiali poveri legati al mondo dell’edilizia e dell’agricoltura come cemento, ferro, legno, tessuti e reti agricole, che vengono installati in diversi ambienti naturali. La seconda giornata si chiude infine alle ore 21.30 con l’incontro in compagnia di Stefano Mancuso, neurobiologo vegetale e scienziato di prestigio mondiale.

L’ultima giornata di Festival si apre alle ore 10.30 con un appuntamento speciale dedicato anche ai più piccoli: l’entomologo ed econarratore Gianumberto Accinelli porterà i partecipanti alla scoperta del mondo dei piccoli esseri viventi che abitano nel vigneto. A seguire, nel tardo pomeriggio, alle ore 18.30, il giornalista Corrado Ravaioli dialogherà con Fabio Genovesi, scrittore, sceneggiatore e traduttore, che racconterà il proprio percorso letterario attraverso il tema del mare, a partire dalla sua ultima fatica Il calamaro gigante (Feltrinelli) per andare poi a ritroso. Il compito di chiudere questa quinta edizione spetta invece all’avvocata e attivista Cathy La Torre, alla sociolinguista Vera Gheno, alla scrittrice e autrice Carlotta Vagnoli e all’avvocato e scrittore Mattia Zecca che si confronteranno nel talk Donne, uomini e come raccontiamo lo spazio nel mezzo, riflettendo sulle tematiche del “genere in natura” (ore 20.30).

Info e  prenotazione obbligatoria: www.festivalmosto.com , 335 170 2272 (Lun – Ven dalle 9 alle 18), info@festivalmosto

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