Bologna, il ricco programma di Gender Bender

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AS WE LIKE IT - Un film di Cheng Hun-i e Muni Wei

Affetto Domino è il titolo della nuova e diciannovesima edizione di Gender Bender che, dal 2 al 19 settembre, presenta a Bologna un ricco programma tra danza contemporanea internazionale, conversazioni con coreografe e coreografi, proiezioni cinematografiche, proposte e formati site specific in esclusiva, incontri con autori e autrici della letteratura e laboratori con le comunità locali.

Ad inaugurare la rassegna nella serata di giovedì 2 settembre alle ore 21 sarà la prima nazionale cinematografica di As we like it di Cheng Hun-i e Muni Wei, un brillante rifacimento virato queer della commedia di Shakespeare Come vi piace, ambientato in un futuro prossimo nella popolosa città di Taipei, con un cast interamente al femminile. Il programma della sezione cinema continua nei giorni a seguire con Boy meets boy di Daniel Sánchez López (3 settembre), La nave del olvido di Nicol Ruiz Benavidesn (4 settembre), Cunningham, lungometraggio della regista Alla Kovgan (5 settembre), La Discoteca, film d’artista diretto da Jacopo Miliani (16 settembre), Petite fille, documentario di Sébastien Lifshitz (17 settembre), la prima nazionale della commedia autobiografica Potato dreams of America di Wes Hurley (18 sttembre) e infine Sedimentos di Adrián Silvestre David (19 settembre).

Il cartellone della sezione danza è senza dubbio il più ricco, con grandi ospiti nazionali e internazionali e numerose prime nazionali. Si parte con la compagnia spagnola La Macana in Pink Unicorns, uno spettacolo pirotecnico che vede in scena Alexis e Paulo Fernández (martedì 7 e mercoledì 8). Si continua con la coreografa e performer Joy Alpuerto Ritter che presenta Alter Egos (giovedì 9 e venerdì 10) e Babae (sabato 11 e domenica 12). In programma in esclusiva nazionale è il progetto Swans Never Die che invita 10 giovani coreografi e coreografe a rileggere in chiave contemporanea il repertorio classico de La morte del cigno e che per la tappa bolognese vede coinvolti Chiara Bersani, Silvia Gribaudi e Philippe Kratz, assieme alla drammaturga Greta Pieropan (sabato 11 e domenica 12 – DAMSLab ore 20.00). Un’ulteriore esclusiva nazionale è rappresenta da Festa!, spettacolo di Silvia Gribaudi incentrato sul concetto di dono e all’insegna della partecipazione collettiva, con l’obiettivo di celebrare gli sforzi di una comunità di spettatori e performer (martedì 14 e mercoledì 15- ore 21.30 Giardino del Cavaticcio). Massimo Monticelli, coreografo e danzatore bolognese, presenta il suo solo Cassandra o della Verità (lunedì 13 ore 18.00 e 20.30– Teatro DanzaLab), mentre la coreografa Simona Bertozzi è a Gender Bender con Quel che resta, uno studio frutto di un lavoro di composizione condiviso con la danzatrice e coreografa Marta Ciappina (giovedì 9 e venerdì 10 Giardino del Cavaticcio ore 19.30). Inoltre, ritorna al festival il Collettivo MINE con Esercizi per un manifesto poetico (lunedì 13 ore 21.30 e martedì 14 ore 19.30- Giardino del Cavaticcio), mentre avrà luogo anche il primo appuntamento di Performing Gender – Dancing In Your Shoes, progetto di cooperazione internazionale Large Scale (mercoledì 15 ore 18.30-  Cassero).

Il programma di Gender Bender prosegue con la sezione arti visive che si apre con Home with you di Gianluca Sturmann, una riflessione sulle relazioni, il corpo e l’identità (dal 2 al 12 dalle 18.00 alle 24.00 Cassero) e prosegue con Jacopo Miliani e la sua installazione video Trilogia Teorema, ispirata all’opera omonima di Pier Paolo Pasolini (dal 13 al 19 dalle 18.00 alle 24.00 -Cassero). Sempre nella sezione arti visive sarà possibile godere di Metàmero, mostra a cura di Viviana Gravano che propone le opere inedite di tre giovani fumettisti e illustratori, Gianluca Ascione, Noah Schiatti e Ren Arman Cerantonio (da giovedì 9 alle 17.00 a venerd’ 18 preso ATTITUDES_spazio alle arti).

Particolarmente ricca è anche la sezione incontri (Cassero – ore 18.30) con una serie di presentazioni che intercettano le pubblicazioni italiane più stimolanti, ospitando autrici e autori a condividere con il pubblico i temi e le storie che attraversano i loro libri. Si comincia con la giornalista Elisa Manici che presenta il suo breve saggio Grass* (venerdì 3) e si prosegue con Maya De Leo, storica e docente che dialoga con la ricercatrice Mila Fumini sul suo Queer. Storia culturale della comunità LGBT+ (sabato 4). Lo scrittore Luca Starita sarà al festival per accompagnare il pubblico in un viaggio nella letteratura queer italiana con il suo Canone ambiguo (domenica 5), mentre Olga Campofreda illustra la teoria da lei elaborata nel testo Dalla Generazione all’Individuo nel corso della serata dedicata a Pier Vittorio Tondelli (lunedì 6  ore 19.30- Cassero). Le formatrici Giulia Selmi e Valeria Roberti discutono con Caterina Di Loreto del loro Una scuola arcobaleno. Dati e strumenti contro l’omotransfobia in classe (mercoledì 8), mentre la giornalista Emanuela Griglié e il giornalista Guido Romeo raccontano il loro Per soli uomini. Il maschilismo dei dati, dalla ricerca scientifica al design (domenica 12) e la scrittrice Valentina Mira presenta X, la sua autofiction sullo stupro, la difficoltà a essere credute e le sue conseguenze (venerdì 17). Per concludere, Eleonora Santamaria è a Gender Bender col suo saggio Drag. Storia di una sottocultura (sabato 18) e chiude la sezione il musicista, docente e divulgatore Fabrizio Acanfora, autore de In altre parole. Dizionario minimo di diversità (domenica 19).

info: 051 0957221, www.genderbender.it

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