Caterina Caselli, il film: una vita, tante storie

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Da Nessuno mi può giudicare fino a Arrivederci amore, ciao, passando per Perdono e Insieme a te non ci sto più: il regista Renato De Maria racconta nel suo Caterina Caselli – Una vita, cento vite la vita e l’arte della grande cantate e produttrice italiana. Il film, dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma, arriva in tutte le sale italiane il 13, 14 e 15 dicembre.

Una bambinetta tenace e tutta pepe, paffutella come non mancavano mai di farle notare in famiglia, non senza un certo fastidio da parte sua. Nata a Modena e vissuta tra Magreta e Sassuolo, la piccola Caterina non sapeva resistere al magico richiamo della musica. Si avvicina al canto fin da subito, entrando a far parte del gruppo del maestro Callegari. Non senza obiezioni da parte della madre: non è un’attività adatta per una donna. Ma per fortuna la zia Ave non è dello stesso parere. Ed è così che la piccola Caterina ha cominciato a farsi strada, a rubarsi il palcoscenico prima delle balere emiliane e poi via via del mondo intero, trasformandosi in una vera e propria icona della musica beat con il suo inconfondibile Casco d’Oro, non semplice taglio di capelli ma firma distintiva che la accompagnerà ad un successo dopo l’altro. Per poi arrivare agli anni più recenti, al matrimonio con Piero Sugar e la nascita di Filippo, e alla sua attività all’interno della casa discografica. Una manager che ha trasformato il sogno di rendere la musica italiana internazionale in realtà, portandola in tutta Europa, con la scoperta di artisti come Paolo Conte e Andrea Bocelli, il quale è riuscito a conquistarsi anche l’America.

È la stessa Caterina Caselli a raccontare allo spettatore questa storia, alternando momenti di risate ad attimi di profonda commozione, come quelli che accompagnano il ricordo della morte del padre o quella dell’amico e collega Luigi Tenco. Una lunga intervista che la vede nelle vesti di narratrice coinvolta e coinvolgente allo stesso tempo, talvolta in dialogo con la macchina da presa e talvolta impegnata in conversazioni con artisti e colleghi quali Paolo Conte e Guccini. Ad arricchire il suo racconto non mancano le immagini dei suoi concerti, delle sue comparizioni televisive e le fotografie che la ritraggono da bambina fino all’età adulta.

Materiali d’archivio di immenso valore che con grande maestria il regista Renato De Maria mette insieme, ricostruendo non solo le tappe di una vita e di una carriera straordinarie, ma lo spaccato di un Paese e di una società. Attraverso i materiali dell’archivio Luce, dell’archivio Home Movies e di quelli della Rai, il regista porta infatti sul grande schermo una serie complessa ed intrecciata di storie d’Italia. C’è la storia della musica italiana, ovviamente: dalla musica beat di cui Caterina Caselli era esponente facendosi portavoce di un’intera generazione di giovani, alla world music, fino ad arrivare alla crisi della musica italiana con l’avvento delle radio libere e alla sua successiva rinascita. Ma c’è anche la storia delle tecnologie musicali: dai dischi in vinile, alle cassette analogiche, fino ai più moderni CD. E la storia dei grandi festival di musica, da Cantagiro a Festivalbar fino a Sanremo ovviamente.

Le immagini delle diverse edizioni del Festival di Sanremo, e non solo, raccontano però anche un’altra storia, quella della televisione italiana, del suo passaggio dal bianco e nero ai colori, e dei suoi programmi, tra i quali anche il grande show di Gaber: il susseguirsi di immagini di repertorio rende evidente un’evoluzione, un cambio di paradigma, di stilemi, di gusti della televisione italiana. Gusti che non sono solo in termini di intrattenimento, ma che riguardano anche la moda, la cui storia resta sottotraccia, intrappolata nelle immagini dei protagonisti che la indossano. Ci sono poi anche piccoli bocconi di storia del cinema, con il grande successo registrato dai musicarelli, di cui Caterina Caselli fu anche protagonista, e di quella dei videoclip, che cominciavano lentamente a farsi strada nel mondo della televisione.

Questi sono solo alcuni degli spunti che si possono cogliere dalla visione di un documentario che è un concentrato di storie, di avvenimenti, di evoluzioni e rivoluzioni. Tutti che accompagnano e fanno da sfondo al talento straordinario di Caterina Caselli, sia come cantante sia come produttrice: la storia di una donna incredibile che ha saputo anticipare i tempi, cogliere gli ideali, i desideri e i costumi di diverse generazioni, trasformandoli in testi e note indimenticabili.

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