Voci dalla laguna, immersioni visive

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Talvolta, sfogliando un libro fotografico non sempre ci si sofferma a riflettere sul fatto che dietro a quella selezione e disposizione di fotografie si cela non solo un grande lavoro ma anche una vera e propria storia, come in un qualsiasi altro libro di narrativa. Una narrazione per immagini, fatta di elementi, di colori, di luci e di ombre, di dettagli e di poesia. E c’è tanta poesia in Voci della Laguna, il libro multimediale della fotografa Marina Federica Patteri pubblicato dalle Edizioni Kappabit. Il volume rappresenta un tassello di un più grande progetto di sensibilizzazione realizzato dall’autrice con l’associazione culturale La Casa di Prometeo, con il patrocinio dei Comuni di Cagliari, Capoterra ed Elmas.

Una storia per immagini che racconta le meraviglie che si celano dietro al degrado della Laguna di Santa Gilla, un’area umida di vaste dimensioni situata nel sud della Sardegna. «Il progetto è nato più di due anni fa, nel 2019. L’idea era quella di raccontare una parte del mio territorio che era fortemente legata a un’immagine negativa di inquinamento e abbandono. Tutta una serie di connotazioni negative caratterizzano la Laguna di Santa Gilla», racconta l’autrice e fotografa. «Così ho deciso di raccogliere la sfida provando a raccontare il bello che c’è in quest’area, in questo specchio d’acqua. Premetto che, prima di questo progetto, ne avevo già sviluppato un altro su un’area confinante con la Laguna dedicato al Villaggio dei Pescatori di Cagliari. Ho provato così a dare una sorta di continuità tenendo come elemento comune l’acqua, che è un po’ la caratteristica di tutta la mia fotografia».

La storia raccontata da Voci dalla Laguna è quella di una giornata passata lungo le sue rive, dall’alba al tramonto, con la laguna che si incontra e si confonde con il mare, nella luce e nell’oscurità. Questa storia è il frutto di una selezione effettuata tra le numerose fotografie scattate nel corso degli ultimi due anni. «Quando è arrivato il momento di dare vita al libro ho dovuto fare una scelta. Il progetto infatti è iniziato nel 2019 con alcuni scatti, poi nel 2020 c’è stata una pausa forzata per motivi noti a tutti. Una pausa che infine mi ha portata ad approfondire e a scattare ulteriori immagini», continua l’autrice. «La scelta ovviamente è ricaduta sulle immagini più evocative e più importanti, almeno dal mio punto di vista, cercando comunque di non allontanarmi troppo dalla dimensione storica, culturale e ambientale, perché si parla comunque della Laguna».

Ogni scatto custodisce una voce, così come suggerisce il titolo stesso, di uno dei tanti abitanti della laguna. Un moltiplicarsi di voci che si sovrappongono nel raccontare l’incanto di quel luogo all’osservatore, mettendo a nudo la sua natura. «Il titolo “Voci dalla Laguna” nasce dall’immagine che poi è stata messa anche in copertina. Quella fotografia è stata un po’ il filo conduttore di tutto il progetto e vuole in qualche maniera racchiuderne il senso, quindi le voci di chi abita la laguna, degli animali, il concetto di biodiversità… Tutte queste voci assieme hanno dato vita a questo prodotto finale».

Un prodotto finale che, tuttavia, fine non ha. La sua natura di ‘metalibro’ multimediale lo rende infatti sostanzialmente in continua evoluzione e le voci che sembrano uscire dalle immagini prendono vita, assumendo una vera e propria consistenza. «Ho avuto la fortuna di avere un editore [Edizioni Kappabit, ndr.] che ha creduto fortemente nel progetto e proprio per via della natura e struttura dello stesso mi ha proposto una sorta di innovazione: dare vita a un metalibro utilizzando dei codici QR, che sono un po’ il cavallo di battaglia della casa editrice», spiega la fotografa. «Purtroppo, lo sappiamo, un libro, specie se fotografico, dopo averlo sfogliato un paio di volte in qualche modo lo si esaurisce. In questo modo invece ho potuto affiancare ad ogni immagine un codice QR che rimanda a dei contenuti digitali che sono principalmente fotografie, ma anche video e audio che catturano i suoni della laguna, tutti ad opera mia, e anche interviste. Ci sono inoltre alcune riprese aeree, chiaramente compatibilmente con le normative ENAC e le varie altre autorizzazioni. Questi contenuti digitali sono pensati specialmente per dare più completezza a un percorso veramente troppo vasto da raccontare con le semplici immagini. Mi hanno permesso di completare un lavoro che, in qualche modo, aveva sacrificato, inevitabilmente, qualche scatto. Tra l’altro proprio in questo momento sono a cavallo con la pubblicazione dei nuovi contenuti. Questa novità dona insomma una certa freschezza alla pubblicazione».

Approfondimenti storiografici, notizie, musiche e poesie accompagnano le immagini di Voci dalla Laguna, al punto che sfogliare il volume non porta semplicemente ad apprezzare un lavoro e uno sguardo fotografico certamente di grande spessore, bensì a compiere una vera e propria esperienza immersiva e multisensoriale, perdendosi tra le bellezze nascoste della sua natura.

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