Documentando, verso San Valentino

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MAI SENZA_SandraMilo

 

Documentando. Archivio del Documentario Italiano la neonata piattaforma digitale di conservazione e visione dei documentari italiani, cresce sempre di più, sia per quanto riguarda i contenuti che per il numero di visualizzazioni. A febbraio, oltre a una serie di proposte originali per festeggiare San Valentino, nuovi otto titoli vanno ad arricchire il catalogo della piattaforma, arrivando così a 174 opere liberamente accessibili e visibili a tutti, anche dall’estero qui.

Tra le nuove acquisizioni, due titoli di Filippo Vendemmiati, giornalista Rai e regista, autore anche del pluripremiato È stato morto un ragazzo (David di Donatello e premio Vittorio De Seta al Bari Bifest) dedicato alla terribile vicenda di Alessandro Aldrovandi. Con Meno male è lunedì (2014), documentario acclamato alla Festa del Cinema di Roma nel 2014, Vendemmiati ci porta dentro la prima azienda metalmeccanica nata all’interno di un carcere. Ne sono protagonisti i detenuti e gli ex operai del progetto “Fare Impresa in Dozza”, impegnati in lavorazioni metalmeccaniche per Gd, Ima e Marchesini Group, sullo sfondo delle musiche dei Tetes de bois. Sempre Vendemmiati ci racconta la passione politica, grazie a Non mi avete convinto, Pietro Ingrao un eretico, una lunga intervista realizzata da gennaio a giugno 2012: non la biografia del politico, ma la “dichiarazione d’amore ad un uomo che con la politica sognava di cambiare il mondo”. Il film ha debuttato in anteprima assoluta a Venezia 69, nell’ambito delle Giornate degli Autori.

Dalla politica allo sport come pretesto e come strumento per raccontare la realtà che ci circonda. In Caput Mundi. Appunti per un’antropologia capitolina (2013) Fabrizio Marini ci conduce all’interno di una Roma inedita, dove la passione viscerale per il calcio è raccontata dalle voci costanti delle radio locali: le telefonate, le dirette con i radioascoltatori e i conduttori-protagonisti vengono alternate a quelle che sono storie e racconti di alcuni cittadini romani che si potrebbero definire ‘archetipici’, tra la bellezza senza tempo della Roma storica e gli sfregi della decadenza moderna. Con Mi chiamo Renato (2016), invece, il giornalista Emilio Marrese insieme al regista Paolo Muran e allo sceneggiatore Cristiano Governa, racconta la storia dello Stadio Dall’Ara, lo stadio di Bologna che nel 2016 ha compiuto 90 anni: una storia locale che però ha in sé un valore e un interesse assoluto nazionale, perché racconta cosa ha significato e significa ancora oggi andare allo stadio per gli italiani, com’è cambiata nel tempo questa esperienza emotiva e il legame storico che ogni città ha con la sua arena. Il racconto è impreziosito da un coro di voci, tra cui quelle di Bruno Pizzul, Angela Baraldi e Bob Messini a cui si aggiunge la straordinaria partecipazione di Vasco Rossi. Dal calcio al basket con Tutto il palazzo. Bologna 2156: Ritorno a Basket City (2018) un amarcord pieno di passione e storia, raccontato sempre da Emilio Marrese e da Paolo Muran, con l’irresistibile verve di Vito e Bob Messini e sorprendenti effetti speciali, per narrare la storia del palasport cittadino e contemporaneamente un pezzo della vita di Bologna e dei bolognesi.

Tutto il palazzo 4 (Muran)

Tra le storie ambientate e girate fuori dall’Italia, troviamo Palestina per principianti (2012) di Francesco Merini, un lavoro sulla questione palestinese raccontata attraverso la vicenda di Zimmi, musicista italiano che arrivato in Israele da persona indifferente e “lontana” al tema, viene subito coinvolto dai racconti, dalle speranze e dalle storie di difficoltà che i Palestinesi vivono quotidianamente. Un viaggio che non vuole raccontare la Palestina attraverso il conflitto, ma attraverso le persone. E a proposito di viaggi, da non perdere gli altri due titoli di Paolo Muran: Man on the river London to Istanbul (2015), è la storia dell’impresa di Giacomo De Stefano, un ‘normale’ 49enne che a un certo punto della sua vita, decide di partire per un viaggio di 5.200 km, da Londra a Istanbul su una barca a remi ed a vela. Con Felix Pedro, se solo si potesse immaginare (2018), Muran ci porta, invece, dalla provincia di Modena in Alaska, attraverso l’incredibile storia di Felice Pedroni, il fortunato cercatore d’oro originario di Fanano (Mo) che diventa Felix Pedro in America e nel 1902 scopre l’oro in Alaska fondando la città di Fairbanks. Ancora oggi, Felix Pedro, ogni anno, viene festeggiato dalla gente di Fairbanks il 22 luglio, nella parata del “Golden day”, il giorno della scoperta dell’oro.

Infine, per il giorno di San Valentino, segnaliamo nell’area tematica “Società” della piattaforma, due originali opere, perfette per celebrare la festa degli innamorati. Tra dramma e commedia, Mai senza (2011) di Alessandro Tamburini, racconta la sessualità della terza età, attraverso le testimonianze di volti noti e volti sconosciuti che si mixano in questa inchiesta, sviluppatasi on the road, nei centri anziani, nelle case della gente, cercando di scoprire se e come fanno l’amore i nostri nonni. Con interviste, tra gli altri, a Paolo Villaggio, Lino Banfi, Sandra Milo, Tinto Brass, Milly D’Abbraccio, Giuliano Montaldo, Marco Pannella, Carlo Monni, Riccardo Schicchi e Valeria Bendoni. Il romanticissimo Sini & Roy (2006) di Tissier Claudine e Campo Fabio, racconta invece un’intensa storia d’amore tra Bologna e l’India. Girato in stile bollywood, il film segue sia la vita lavorativa della giovane coppia indiana in Italia sia la loro quotidianità in Kerala.

Nei prossimi mesi Documentando continuerà ad espandersi offrendo a tutti gli autori italiani interessati uno spazio virtualmente illimitato in cui conservare le proprie opere, e implementando la piattaforma con ulteriori servizi, come quello di digitalizzazione di materiali in formati obsoleti (U-Matic, BetaCam, VHS) e di trasformazione in file adatti allo streaming per film su supporto DVD o Blue Ray, in modo da includere anche opere meno recenti.

Gli autori e le case di produzione interessate a partecipare al progetto Documentando possono scrivere a info@documentando.org.

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