Villa Orestina, polo di educazione alla sostenibilità

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Sostenibilità, agricoltura, tutela del territorio: queste sono le tre parole chiave che ruotano attorno al nuovo progetto che vede coinvolta Villa Orestina, la suggestiva villa immersa nel verde delle colline faentine. La Villa ospita ormai da diversi anni la sede della Fondazione Caldesi, ma nel prossimo anno si prepara ad accogliere nuove realtà del territorio per trasformarsi in un vero e proprio polo dell’educazione alla sostenibilità.

«La villa è un immobile a disposizione del Comune e della Fondazione Caldesi, che si occupa della cultura agricola e dello sviluppo dell’agricoltura. La Fondazione, avendo in gestione anche l’Istituto Professionale Statale per l’agricoltura e l’ambiente, meglio noto come Istituto di “Persolino”, promuove all’interno della Villa percorsi formativi in affiancamento alle attività delle scuole», racconta Luca Ortolani, Assessore all’Urbanistica e Ambiente del Comune di Faenza.

Il progetto di ristrutturazione della Villa è appena cominciato e ha come obiettivo quello di trasformala in «uno spazio polivalente, coinvolgendo attorno a questa vocazione agricola e di valorizzazione del territorio altri soggetti che possano mettere in evidenza questo tipo di contenuti. Primo fra tutti il Ceas, il Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità. Si tratta di enti regionali di cui si dotano i comuni, attraverso i quali si diffonde una cultura della sostenibilità mediate percorsi educativi per i bambini, formazione per gli insegnati e organizzazione di eventi culturali. Il Ceas diventerà quindi un nucleo fondamentale che si affiancherà alla Fondazione Caldesi per parlare di territorio, ambiente, natura, agricoltura e sostenibilità in generale», continua Ortolani.

Villa Orestina si prepara dunque a divenire un vero e proprio centro educativo aperto all’intera cittadinanza, in grado di offrire una pluralità di proposte grazie alla sinergia tra enti e realtà che coabiteranno al suo interno. Oltre alla Fondazione Caldesi e al Ceas dell’Unione della Romagna Faentina ci sarà infatti anche «l’Ente Parchi e Biodiversità della Romagna che gestisce il Parco della Vena del Gesso e che ospita un altro Ceas. Mettendo insieme i due Ceas, quello dell’Unione della Romagna Faentina e quello dell’Ente Parchi Biodiversità della Romagna, si potrà realizzare un vero e proprio polo di educazione alla sostenibilità».

Eventi, percorsi di formazione per insegnati e bambini del territorio, ma anche per i cittadini, e laboratori didattici sono alcune delle attività che troveranno spazio all’interno della nuova Villa, con l’obiettivo di diffondere una cultura della biodiversità. Inoltre, «il Consorzio vini di Romagna contribuirà ad animare i contenuti di questo spazio con una piccola sala degustazione dove i prodotti che vengono dal nostro territorio e dal territorio del parco – e che rappresentano uno strumento di valorizzazione, rilancio, tenuta e sostenibilità dei territori – saranno i protagonisti di una serie di eventi. Infine», continua l’Assessore, «la Fondazione Caldesi immaginava di realizzare anche una piccola estensione del giardino delle erbe officinali del Parco della Vena del Gesso, che coinvolgesse Persolino in percorsi di formazione rivolti sia agli studenti sia a professionisti, naturopati, erboristi del territorio, sul tema delle essenze, delle piante officinali e medicamentose, con un piccolo laboratorio di estrazione e preparazione di prodotti».

Villa Orestina diventerà così un luogo di incontro e dialogo tra diverse realtà e attori presenti sul territorio, uno spazio all’interno del quale potranno moltiplicarsi contenuti e proposte, un punto di riferimento per parlare di ambiente, tutela e valorizzazione delle bellezze naturali.

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