Respira! Sei vivo…

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Respira! Sei vivo è il titolo di un libro del monaco buddista Tich Nhat Han che esprime pienamente l’importanza di attivare la consapevolezza del respiro.

Respirare significa essere nella dimensione dei vivi, nel mondo manifesto, ma senza la presenza mentale è solo il corpo ad essere qui; la coscienza è altrove, persa nel continuo vagare della mente fra passato o futuro, mai nel presente.

Attivare il ricordo del fatto che incessantemente si sta respirando è un dono preziosissimo, l’unico strumento efficace e sempre presente, ovunque, in qualsiasi momento e qualsiasi cosa si stia facendo per riportare la mente a casa, nel corpo e nell’attimo presente.

La vita inizia con un inspiro e termina con un espiro. Nel mezzo una lunga serie di atti respiratori, per lo più inconsapevoli che ci nutrono e ci mantengono in relazione.

Nella tradizione Yogica si parla di pranayama (prana: soffio vitale, respiro, forza, energia – ayama: estensione, espansione, controllo) cioè di espansione della forza vitale o estensione del respiro, controllo del respiro. Ed è l’aspetto della pratica yoga che porta alla consapevolezza del respiro, alla sua espansione e all’arte di controllare e indirizzare il respiro al fine di aumentare il flusso e l’effetto del prana ed espandere la coscienza. Esercizi di controllo del respiro iniziano dalla presa di consapevolezza della presenza del respiro stesso che è scoperta del suo incessante fluire intimo, come un fedele amico sempre presente. La scoperta si dispiega allargandosi al fare esperienza delle sue fasi: inspiro, espiro e il duplice istante intermedio fra le due, l’istante in cui l’inspiro raggiunge il suo apice per tramontare in un espiro e l’istante in cui l’espiro svanisce lasciando spazio ad un nuovo inspiro… Diviene, ancora, esperienza del suo danzare tranquillo o del suo muoversi agitato e frenetico in simbiosi con il contemporaneo stato emozionale e il conseguente apprendere gli strumenti atti ad agire sul respiro stesso modificando parimenti lo stato emozionale.

La scoperta della presenza del respiro e del suo manifestarsi apre la possibilità al praticante di yoga e di meditazione di apprendere vari metodi per dirigere il respiro e quindi il prana nel corpo fisico e nei corpi sottili, facendo esperienza della fisiologia sottile (Chakra, Nadi) e della interrelazione con il respiro.

Il nutrirsi di prana diviene atto consapevole e orientabile nel momento in cui le resistenze della mente, refrattaria a mollare la presa del controllo, cessano e si apre la via dell’espansione della coscienza e dell’evoluzione.

Dal punto di vista della salute fisica e psicologica, attraverso le pratiche di pranayama si evidenza una maggiore ossigenazione del sangue e la purificazione del sistema nervoso che rilascia tensioni attraverso l’eliminazione delle tossine e di conseguenza la tensione psicofisica cede all’instaurarsi di una circolazione libera e armonica del prana.

L’aspetto più sottile e profondo del respiro è la manifestazione dell’essere in relazione attraverso l’incessante scambio fra dentro e fuori. Ad ogni inspiro portiamo dentro qualcosa del mondo, assorbiamo prana, ad ogni espiro portiamo fuori, doniamo qualcosa di noi al mondo.

Il respiro è unione, scambio continuo con l’invisibile, con il Tutto, con il Divino (qualsiasi cosa voglia dire per ciascuno di noi la parola Divino). Ogni espiro è un atto creativo, è manifestare, è proiettare le immagini/eventi della nostra vita; ogni inspiro è riassorbire, far svanire le immagini/eventi.

Il cammino di ognuno di noi in questa vita inizia inspirando e termina espirando. Il primo inspiro conserva il ricordo dell’unione con l’invisibile, l’immagine stessa del nascere viene subito riassorbita, ritorna invisibile, svanisce…  l’ultimo atto respiratorio è un espiro, manifestando come ultima immagine di presenza nel visibile, l’atto stesso del morire.

In ogni momento, soprattutto in Natura, possiamo fare esperienza della sensazione di relazione con il tutto attraverso il respiro consapevole.

Segui i passi seguenti:

  • In un luogo e in un momento tranquillo (almeno le prime volte, poi potrai farlo ovunque e comunque) chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro. Divieni consapevole che stai respirando… ad ogni inspiro ripeti a te stesso: “so che sto inspirando” e ad ogni espiro “so che sto espirando”. Continua così per 2 o 3 minuti.
  • Restando ad occhi chiusi e rivolgendoti ad un fiore, un albero, una montagna… o l’invisibile, il Divino, il tutto… ripeti a te stesso mentre inspiri “inspiro il tuo espiro” e mentre espiri “espiro il tuo inspiro”. Continua così per alcuni minuti.
  • Esercitati ogni giorno così, più volte al giorno. La prima fase sviluppa in te la chiara percezione e consapevolezza del respiro; nella seconda fase sperimenti il senso di relazione, di scambio, di unione attraverso il respiro.

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