Il coraggio di Rita

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Cecilia Vecchio in Arrivederci

 

“Rita ci è piaciuta subito e fin da subito le abbiamo voluto molto bene. Siamo certe che anche il pubblico che verrà a trovarla resterà conquistato dalla sua dolcezza e dal suo coraggio”: una storia tutta al femminile quella proposta in Arrivederci dalla compagnia milanese Sanpapiè, in scena sabato 12 marzo alle ore 21 al Teatro Binario di Cotignola (RA).

Donna la protagonista, Rita appunto. Donne le registe, Livia Castiglioni e Cecilia Vecchio, quest’ultima unica interprete sul palco in un monologo liberamente tratto dal libro All’ultimo minuto – vita di una donna così di Rita d’Agnese.

Lo spettacolo Arrivederci nasce da un’idea di Francesco Caggio. La narrazione – un flusso di coscienza che lega i ricordi di una vita realmente vissuta a partire dagli anni della Guerra e poi nella controversa Italia post bellica – segue gli appunti che la protagonista ha annotato a mano su una serie di quaderni colorati e che, uniti come punti di un percorso cifrato, restituiscono l’immagine di un’adolescente, poi donna e poi madre che per la sua intera esistenza (partendo dalla campagna romagnola e passando per grandi città come Bologna, Milano, Pavia, Genova) ha sempre riaffermato il proprio ruolo, la legittimità dei propri desideri, il coraggio delle proprie scelte. Anche contro l’arretratezza della morale comune e vergognosi stereotipi della figura femminile che a decenni di distanza non abbiamo ancora eradicato del tutto.

 

Cecilia Vecchio in Arrivederci

 

“Rita – continuano Castiglioni e Vecchio – ci è cara perché è una donna che non ha mai smesso di scegliere sé stessa e i propri figli, di volersi bene, di coltivarsi e proteggersi”. E lo ha fatto anche quando il solo coraggio, e Rita ne ha avuto tanto, da solo avrebbe potuto non bastare: “Ancora giovanissima, a 17 anni, subì il tremendo trauma di venire stuprata. Nonostante il dolore trovò la forza di denunciare l’accaduto e trascinare i suoi aguzzini in tribunale fino alla loro condanna”. Il tutto in un Paese che culturalmente ancora bollava le donne vittime di violenza carnale come le prime responsabili di quanto loro accaduto”.

“Non penso – aggiunge Livia Castiglioni – che fossero rare le donne con le idee di Rita. Erano rare le donne col coraggio necessario a rivendicarle e la forza di lasciar fuoriuscire il proprio essere femminile a tutto tondo. Pur se con una bassa scolarizzazione Rita non ha mai smesso formarsi e informarsi, di leggere moltissimo, fino alla fine”.

Emancipazione? Certamente. Femminismo? Forse no, non solo e non in primo piano almeno. A monte di tutto una irrinunciabile voglia di esprimere ciò che si sente, ciò che intimamente si è. Di dargli forma e poi donarlo. Ai figli prima di tutto. E poi a quanti verranno al Binario per innamorarsi di questa donna meravigliosa.

 

sabato 12 marzo, ore 21 – Cotignola (RA), Teatro Binario, viale Vassura 20 – ingresso gratuito – info: 0545 908826, eventi@comune.cotignola.ra.it

 

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