Io c’ero: Parole in cammino di Faber Teater

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In principio fu Caetano Veloso.

Il suo celebre verso «Da vicino, nessuno è normale» (De perto, niguém é normal, nell’originale, dalla canzone Vaca Profana) reso celebre in Italia da Franco Basaglia, è posto in esergo dell’edizione italiana del folgorante libro di racconti Parole in cammino di Eduardo Galeano.

In questi pochi nomi e titoli stanno, forse, il senso e il contesto del convegno internazionale che ho avuto la ventura di curare e moderare in apertura del progetto Andante di Faber Teater, vincitore del bando Artwaves di Compagnia di San Paolo, che proseguirà nei prossimi mesi fino alla realizzazione e alla circuitazione di uno spettacolo in cammino per gli spazi aperti la cui creazione avremo occasione, a tappe, di raccontare sulle pagine, ancorché virtuali, di Gagarin Orbite Culturali.

Virtuale, in un certo senso, è stato anche l’incontro tra la ventina abbondante di donne e uomini sapienti, convocati il 5 marzo 2022 a condividere pratiche e pensieri: artiste e artisti, studiose e studiosi, operatrici e operatori culturali sono stati invitati a costituire un primo ampio, proteiforme osservatorio attorno ai molteplici rapporti tra attraversamento del paesaggio (urbano e naturale), segno artistico (performativo e non), suono e vocalità. Un’occasione per porsi in ascolto di singoli e realtà strutturate che in Italia e non solo indagano le relazioni tra arte e luoghi come possibilità di esperienza estetica, dunque letteralmente conoscitiva.

L’obiettivo di queste poche righe non è riassumere l’ampiezza e la vivezza di quanto è stato donato da ciascuna e da ciascuno (QUI chi lo desidera può ri-vedere, integralmente o a frammenti, l’incontro) – una vivezza che ha reso la mattinata solo in un certo senso virtuale – né di sintetizzare la complessità di percorsi di ricerca creativa e atti di pensiero in molti casi lunghi diversi decenni.

Vedete le belle facce di chi ha dato vita a Parole in cammino in apertura di questo articolo, in fondo al quale riporto alcuni loro brevi cenni biografici.

Una sintesi scritta di quanto è stato detto è in corso di elaborazione, da parte di ciascuna e ciascun ospite, e verrà prossimamente diffusa.

Ora desidero solamente accennare al dietro le quinte di questo momento, che voleva essere occasione di incontro e prima conoscenza, inizio di creazione di un habitat che potesse accogliere sviluppi e far germogliare affinità, permeabile a sviluppi ed eventuali collaborazioni.

 

 

Il dietro le quinte è, innanzi e soprattutto, costituito da un battagliero gruppo teatrale indipendente piemontese in cui l’antica pratica del noi, dalle regie condivise alla co-gestione di tutti gli aspetti del fare della vocazione all’arte della scena un mestiere, è oggetto di un incessante lavorio di amorevole quanto radicale assestamento: un ensemble di teatranti che decide di recuperare il senso originario dell’atto comunicativo inteso come scambio.

Ricordi di università: «Dire qualcosa è sempre, in ogni caso, fare qualcosa». Alla Faber-casetta, nel campus alle porte di Chivasso, sembrano ben ricordare, o comunque mettere in pratica ogni giorno, la famosa teoria degli atti linguistici di J.L. Austin. Fare, al Faber (nomen omen) significa un uso affatto concreto, da artigiani visionari, di materiali diversi, in questo caso delle parole (Austin, ancora).

In cammino, son le parole, in questa occasione.

E non solo in questa: da molti anni, ormai, questo gruppo indaga la possibilità di attraversare e soprattutto farsi attraversare, scenicamente, dall’altro da sé in cui ci si imbatte.

Luoghi, persone, suoni, segni.

In questo senso il gesto da loro compiuto di iniziare un imponente progetto che li vede protagonisti mettendosi in ascolto dell’altrui fare, dell’altrui sapere, in un desolante panorama di tanti piccoli ii -per dirla con Edoardo Sanguineti– che scalciano per ottenere attenzione sul proprio lavoro, mi pare lungimirante e salvificamente un po’ folle.

Folle: questo aggettivo fa tornare al verso di Veloso citato in apertura, «Da vicino, nessuno è normale», e al tema della valorizzazione delle specificità di ciascuna e ciascuno a cui l’uso basagliano lo ha definitivamente associato.

Questo non sta a significare che gli ospiti da noi invitati al convegno fossero folli, tutt’altro, piuttosto sintetizza l’attitudine curatoriale che -posta la limitatezza del tempo a disposizione- si è cercato di avere: accogliere e valorizzare esperienze e pensieri peculiari e difformi, non normalizzati né normalizzanti, che invitassero a esercitare il dubbio e lo sguardo divergente sul mondo, anche quello strambo della scena.

Creaturali ancor prima che creative sono le voci ed esperienze -il più possibile eterogenee- che abbiamo suddiviso, solo per comodità di fruizione, in quattro categorie, in relazione al preminente agire in spazi urbani, naturali, sonori e/o narrativi.

Come moderatore del convegno ho cercato di mantenere l’attitudine che ho come critico: prima e al di là di ogni giudizio o, peggio, gusto personale, creare connessioni tra esperienze diverse, cercando di metterle in relazione fra loro inserendole in un panorama che faccia il più possibile risuonare sintonie e difformità.

Si è parlato tanto, quella mattina: fiumi di parole.

Che abbiamo desiderato fossero vive, inaspettate, che ci facessero scorgere paesaggi altri.

Parole in cammino, appunto. «Voci raccolte per strada e sogni a occhi aperti, realtà farneticate e deliri realizzati» si potrebbe sintetizzare proprio con Galeano «parole erranti che ho trovato o che mi hanno trovato».

Parole che stimolassero, per dirla con la scrittrice ravennate Laura Gambi, «quel senso di spaesamento che ogni incontro che si rispetti dovrebbe provocare».

 

 

Sono grato al Faber Teater per la grande cura di tutto, dall’allestimento dello studio nella loro sala prove ai rapporti con le e gli ospiti, dalla comunicazione all’ospitalità.

E a chi ci ha donato tempo e sapienza, che come detto vi presento qui, in ordine alfabetico:

Franco Acquaviva, attore-autore-organizzatore-critico Teatro delle Selve (Vacciago)

Laureato con lode al DAMS dell’Università di Bologna con una tesi sul lavoro di Giuliano Scabia. Si forma come attore al Teatro Ridotto di Bologna e con il gruppo internazionale diretto da Iben Nagel Rasmussen/Odin Teatret. È autore di articoli e saggi su teatro e poesia. Ha pubblicato due volumi di poesia per Ladolfi editore. Nel 1999 fonda il Teatro delle Selve insieme ad Anna Olivero.

Daniela Allocca, curatrice, scrittrice e ricercatrice indipendente (Napoli)

La sua ricerca fonde pratiche somatiche e teoria spaziando dalla traduzione alla permacultura passando per il cammino. Ideatrice del progetto Waste Kompost Radio insieme ad Alan Alpenfelt e Alberto Barberis. Fa parte dei network interuniversitari Laboratorio del Cammino, che si occupa dell’insegnamento dell’urbanistica in cammino e di sviluppare format pedagogici innovativi e di Ecologie Politiche del Presente. Dal 2017 sviluppa nuovi format per la diffusione della poesia contemporanea per il Goethe-Institut Napoli tra cui Radio Poesia. A Black Market of German Poetry. Per un decennio ha insegnato lingua e letteratura tedesca in diverse università italiane. Autrice della monografia BerlinoGrafie. Letteratura nomade e spazi urbani. Nel 2010 fonda Progetto Fiori, un collettivo con cui sviluppa diversi formati legati alla pratica del cammino. Al momento segue un corso di formazione per diventare guida escursionistica professionale AIGAE.

Gimmi Basilotta, direttore artistico Compagnia Il Melarancio (Cuneo)

Attore, autore e regista, co-fondatore della Compagnia Il Melarancio, lavora professionalmente nel teatro dal 1982. Nel 2011 ha inaugurato una sua personale linea artistica che fonde insieme i linguaggi del teatro, l’incontro con le persone e la lentezza, organizzando e realizzando cammini di comunità. Ha tracciato percorsi di memoria, come quello fino ad Auschwitz, premiato dal Presidente della Repubblica e dal Parlamento europeo e percorsi di sensibilizzazione sulla cura e l’attenzione all’ambiente, come il periplo della Sicilia a piedi e l’attraversamento delle Alpi Marittime. Ha collaborato alla nascita e alla realizzazione delle prime due edizioni del Festival della Viandanza di Monteriggioni (SI).

Sista Bramini, direttrice artistica O Thiasos TeatroNatura® (Roma)

Direttrice artistica, regista, autrice e narratrice della compagnia teatrale O Thiasos TeatroNatura®, ha diretto numerosi spettacoli presentati soprattutto in Parchi, Riserve naturali e siti archeologici in Italia e all’estero indagando l’incontro tra teatro, luogo naturale, ricerca umana personale e coscienza ecologica.

Silvio Castiglioni, attore e ricercatore teatrale (Cattolica)

Laureato in filosofia, tra i fondatori del CRT di Milano, già direttore artistico del Festival di Santarcangelo. Ha collaborato tra gli altri con Raùl Ruiz e la compagnia Lombardi – Tiezzi. Ha creato spettacoli da testi di A. Zanzotto, S. D’Arzo, F. Dostoevskij, O. Mandel’stam, A. Manzoni, P. Ghizzardi, tutti con la regia di Giovanni Guerrieri. E poi Nuto Revelli, Nino Pedretti, Lello Baldini. Fra i lavori recenti: Concerto per Jack London, con Fabrizio Bosso e Luciano Biondini; La lucina, di Antonio Moresco, con Georgia Galanti, regia di Fabrizio Pallara e Abitare la terra, teatro in cammino. Nel 2022 Silvio Castiglioni ha ridotto e interpretato Medea, la maga d’oriente. Insegna all’Accademia dei Filodrammatici di Milano e all’Università Cattolica di Brescia. I suoi spettacoli sono stati trasmessi da Rai Radio 3.

Leonardo Delogu e Valerio Sirna, fondatori DOM- (Roma)

DOM- indaga il linguaggio delle arti performative, attorno al rapporto tra corpi e territori, investigando il nodo della permeabilità e osservando come potere, natura, cultura e marginalità interagiscono nello spazio pubblico. Sperimentando la tensione tra permanenza e attraversamento, tra stanzialità e nomadismo, DOM- si occupa della creazione di peculiari pratiche di abitazione, legate allo spazio e al tempo della produzione artistica. L’interesse di DOM- è spesso rivolto all’esplorazione di formati ibridi che scaturiscono dalla sinergia e dall’ascolto delle forze in campo, umane e non umane, metereologiche e compositive, mitologiche e future. DOM- costruisce opere performative, camminate, giardini, testi, conferenze e dibattiti, opere audiovisive, workshop, dj-set e feste.

Maria Donnoli, co-direttrice perAspera Festival (Bologna)

Disegna e cuce progetti culturali, li organizza e li comunica, mescolando suggestioni, pratiche e contesti. Il festival perAspera, in cui opera dal 2010, è laboratorio di questa pratica fluida e ibrida. Trasferisce il suo approccio attraverso docenze e consulenze in ambito di comunicazione e organizzazione di eventi. Tra le sue collaborazioni: Fanny & Alexander, Menoventi, Ateliersi, Cronopios, Teatro Nucleo, Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, Scie Festival.

 

 

Gian Luca Favetto scrittore, giornalista, drammaturgo (Torino)

Gli ultimi libri di Gian Luca Favetto sono Attraverso persone e cose. Il racconto della poesia per ADD, anche in forma di audiolibro per Il Narratore, e Bjula delle betulle per Aboca editore.

Lucia Giordano e Marco Andorno, Faber Teater, compagnia teatrale (Chivasso)

Faber Teater è un gruppo di artigiani teatrali, un ensemble che   condivide un cuore musicale e una poetica, che crede in un teatro che accoglie e si completa creando relazioni. Un teatro anche dove non ti aspetti, una bottega creativa in movimento dove cercare, gioire, cantare, stupirsi…

Alberto Grilli, regista Teatro Due Mondi (Faenza)

È direttore artistico e regista del Teatro Due Mondi che fonda nel 1979, assieme ad alcuni degli attuali compagni di lavoro. Da allora ne cura tutte le regie e dirige il gruppo che in oltre 40 anni di attività ha portato nei teatri e nelle strade di oltre trenta Paesi l’invenzione di un teatro che unisce la magia dell’artigianato scenico alla concretezza della contemporaneità.

Michele Losi, direttore artistico Campsirago Residenza (Colle Brianza)

È regista e curatore di progetti site-specific di Teatro nel paesaggio e di performing art (tra gli ultimi: Performing Frida 2018, Alberi maestri 2019, Alberi maestri kids 2020, R 500 Safari nel labirinto urbano 2020, Amleto, una questione personale anteprima 2021). La sua ricerca, da sempre attenta al paesaggio, ad una messa in scena non convenzionale, alla contaminazione con danza, musica e poesia e, negli ultimi anni, anche all’uso del digitale, si è fatta nel tempo sempre più radicalmente diretta verso la sperimentazione di linguaggi nuovi in grado di restituire al teatro quella necessità etica e trasformativa che è storicamente il suo centro gravitazionale. Partendo dal teatro si è specializzato nelle pratiche performative urbane e in natura e nel teatro immersivo.

Monica Morini, attrice, autrice e regista Teatro dell’Orsa (Reggio Emilia)

Attrice, autrice e regista del Teatro dell’Orsa. Ha fondato la Casa delle Storie di Reggio Emilia. Conduce da anni un percorso di ricerca sul teatro di cura e narrazione. È formatrice nel Bando Internazionale Giovani Narratori e docente di medicina narrativa per l’Università. È ideatrice di progetti culturali e di comunità che abitano spazi urbani, come Reggionarra – la città delle storie e naturali, come PoetaTerra. Il teatro che pratica interroga la memoria, coinvolge le nuove generazioni e i cittadini di domani.

Simone Pacini, docente di comunicazione e fondatore di fattiditeatro.it (Roma)

Si occupa come consulente free lance di comunicazione, formazione e organizzazione in ambito culturale. Nel 2008 concepisce il brand “fattiditeatro” che si sviluppa trasversalmente imponendosi come forma di comunicazione 2.0. I suoi laboratori e le sue partnership che mettono in relazione performing arts e nuovi media sono stati realizzati in 17 regioni. Dal 2015 crea progetti e tiene lezioni e workshop di “social media storytelling” per lo spettacolo dal vivo, in collaborazione con università e imprese culturali.

 

 

Federica Rocchi, curatrice del Collettivo Amigdala (Modena)

È project manager e curatrice in ambito teatrale. Si è formata come attrice e regista e ha una lunga esperienza come curatrice in Italia e all’estero, con un particolare interesse in processi di attivazione culturale specialmente in aree urbane periferiche e nello sviluppo di progetti di comunità. Ha fondato Amigdala nel 2005 all’età di 25 anni ed è curatrice del festival Periferico dal 2008.

Alina Stockinger e Daniela Poch, Electrico28, collettivo teatrale (Barcellona, Graz)

We are a collective of artists from Austria and Catalonia who dedicate their work to the public space and its inhabitants. We love the streets’ surprises and the cinematographic images that can be created on this wide ever-changing stage and the visual memory that is left when we are gone. We enjoy exploring the grey areas between reality and fiction, questioning social and theatrical conventions and rethinking the role of the audience. Humor and philanthropy are the major driving forces for our work.

Enrico Strobino, Ricercatore nell’area della Pedagogia della Musica – Musicheria (Biella)

Laureato ad DAMS di Bologna con Roberto Leydi, ha insegnato musica nella scuola pubblica. Negli ultimi anni ha orientato i suoi studi soprattutto verso l’area dell’improvvisazione e del paesaggio sonoro. Fa parte del Centro Studi Maurizio Di Benedetto e della redazione di www.musicheria.net.

Antonella Talamonti, compositrice, formatrice, ricercatrice e performer (Roma)

Antonella Talamonti si è formata nei corsi di vocalità classica e contemporanea, nei laboratori di Improvvisazione e nei corsi di Didattica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio di Roma. Lavora dal 1983 nel campo della vocalità, della formazione musicale, dell‘improvvisazione vocale e dell’interculturalità, con corsi e seminari progettati per insegnanti di musica, musicisti, attori, danzatori, educatori, musicoterapeuti ed operatori sociali, in Italia, Francia e Svizzera.

Sjoerd Wagenaar, artistic director and visual artist with Natural Research (Gasselte)

His work and interest lies in creating connecting between culture, agriculture, nature, gastronomy and sociology anthropology and landscape. With the outcome of a sustainably connection.Sjoerd is also teaching at several academies. In 2018, he started up a new academy The International Academy for Natural Arts.

Lorenza Zambon, attrice-giardiniera (Castagnole Monferrato)

È una delle figure di riferimento del teatro di ricerca italiano, cofondatrice della casa degli alfieri. Dal 2000 è chiamata attrice-giardiniera grazie all’originale linea di ricerca sul rapporto fra teatro e natura e alla variegata pratica di teatro-fuori-dai-teatri in cui si intrecciano i molti spettacoli, il festival Naturalmente arte, laboratori, azioni militanti.

Claudio Zanotto, anziano abitante del Pianeta – Viaggi con l’asino (Torino)

Ideatore e animatore dei Viaggi con l’Asino – Fiabe e Leggende raccolte e narrate nei luoghi in cui sono nate e offerte a chi le vuole ascoltare.

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Ai prossimi passi!

 

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