Biografilm Festival 2022: pronti, via!

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Young Plato

 

Torna a Bologna, per la sua diciottesima edizione, dal 10 al 20 giugno, il Biografilm Festival, interamente dedicato al cinema a tema biografico.

Le proiezioni si svolgeranno in presenza (nelle sale del cinema Lumière, nei cinema Jolly e Medica e nel chiostro del complesso di Santa Cristina della Fondazza; alcuni film verranno proiettati anche a Castel Maggiore, in piazza Giorgio Amendola). È un obiettivo rivendicato dagli organizzatori del Festival quello di tornare a privilegiare questa modalità di fruizione dell’opera cinematografica, in condivisione, con il pubblico riunito davanti al grande schermo e, in molti casi, con la possibilità di confrontarsi con gli autori delle opere presentate. La visione in streaming è una opportunità che si aggiunge a quella in presenza, per favorire la diffusione nelle opere sull’intero territorio nazionale: una selezione di titoli sarà visibile anche online sulla piattaforma Mymovies.it, dal 12 al 22 giugno.

La rassegna, ideata da Andrea Romeo e che da quest’anno ha come general director Massimo Mezzetti, attraverso il ricco programma si propone, attraverso il filtro del racconto di formazione e biografico, di confrontarsi con alcuni temi particolarmente significativi del mondo contemporaneo, offendo uno sguardo sulle sue contraddizioni e le sue problematiche. In questo senso intende essere un festival militante, che, pur non avendo la pretesa di cambiare le cose e la presunzione di aiutare necessariamente a capirle, intende stimolare curiosità, ricerca e voglia di riflettere. Così gli organizzatori sintetizzano alcuni dei fili conduttori che è possibile individuare nel programma: “il festival riflette sulla cultura della violenza, riafferma i diritti lgbtqia+, approfondisce il legame tra cinema e scrittori e offre storie di sport come veicolo di socialità”.

 

 

Molte opere, attraverso storie personali o prospettive più ampie, ci mostrano le implicazioni della violenza di sistema e della cultura dell’odio, nella vita delle persone e delle comunità, affrontando anche il tema della guerra, così presente ed attuale, anche perché così vicina a noi. I racconti di vite che provano a resistere a violenza e oppressione, anche con strumenti inediti di attivismo quali l’arte e la musica, rappresentano forme di ribellione e resistenza rispetto a tutto ciò che è annientamento della vita e della libertà dei popoli. Ad esempio: After a revolution, di Giovanni Buccomino, attraverso la storia di un fratello e una sorella, ci offre un ritratto della Libia, un paese in macerie, dopo la rivoluzione del 2011. Erasmus in Gaza, di Chiara Avesani e Matteo Delbò ci mostra la vita nella striscia di Gaza vista con gli occhi di uno studente universitario di medicina che qui svolge, il primo a farlo, il proprio Erasmus. Young Plato entra in una scuola di Belfast, che utilizza la filosofia come strumento per contrastare la mitologia della violenza, in un paese che ancora mostra le cicatrici del conflitto nord-irlandese.

Il programma del Festival si presenta ricchissimo con ben 90 titoli in selezione, gran parte dei quali sono anteprime nazionali ed alcune attese anteprime mondiali.

Si parte il 10 giugno con The Princess di Ed Perkins, documentario presentato allo scorso Sundance Film Festival, dedicato a Lady Diana, e costruito interamente con immagini di repertorio della principessa triste.

Il Concorso internazionale presenta 10 documentari in anteprima italiana. Storie del presente e del passato, si intrecciano con i molteplici scenari di un mondo devastato dalla violenza e dalla guerra. Ma c’è anche spazio per racconti di vita e formazione più personali ed intimi, come Ultraviolette et le gangs des crasheuses de sang, di Robin Hunzinger, che attraverso le lettere scritte da Marcelle ad Emma, e ritrovate dalla nipote di quest’ultima alla sua morte, ricostruisce la storia di un amore tra due donne, nella francia di 100 anni fa.

La sezione di Biografilm Italia propone il meglio della produzione documentaristica del nostro Paese. Anche in questa sezione ampio spazio è dedicato a storie di crescita e di iniziative che hanno come obiettivo quello di sottrarre giovani ad un destino di vita in alcuni casi segnato da un ambiente familiare sbagliato o dal crescere in un’epoca di isolamento dai rapporti interpersonali, come quello di questo ultimi anni.

Contemporary Lives presenta come ogni anno il lavoro dei documentaristi europei, offrendo sguardi illuminanti sull’attualità ed esperienze di vita che ci portano in ogni angolo del mondo, anche quello più sconosciuto od estremo.

Sempre di grande richiamo ed interesse per il pubblico del Biografilm è la sezione Biografilm Art & Music, con le emozionanti storie di vita dedicate all’arte e alla musica. Segnaliamo ad esempio Loving Highsmith, di Eva Vitija, che della scrittrice Patricia Highsmith ci restituisce un vivido ritratto a partire dai suoi diari inediti. O ancora, i documentari dedicati a Joyce Carol Oates e a Paul Auster.

 

Atlantide

 

Quest’anno il Biografilm ospita tre importanti omaggi. In primo luogo, segnaliamo il ricordo di Gianni Celati, il grande scrittore recentemente scomparso: la rassegna Poeta del documentario, ci offre l’opportunità di vedere e riscoprire i suoi documentari. Celati, perennemente in fuga dal mondo in cui gli è toccato di vivere, un po’ come i suoi personaggi, ha trovato anche nel cinema, oltre che nella letteratura, la via per scoprire nuovi mondi, come nel piccolo villaggio senegalese di Diol Kadd. Maratona Ancarani è la retrospettiva delle opere del giovane regista e videoartista ravennate Yuri Ancarani, dai primi corti e mediometraggi, fino ad arrivare all’ultimo film, Atlandide, presentato nell’ultima edizione del Festival di Venezia (qui trovare la recensione di Gagarin). Infine, va segnalato la piccola retrospettiva dedicata alla produzione più recente del regista nordirlandese Mark Cousins, noto soprattutto per il suo monumentale The story of film: an odyssey, la storia del cinema, dalle origini, fino ai giorni nostri, in 15 episodi. La rassegna ci offre l’opportunità di vedere l’ultimo episodio di questa opera, realizzato nel 2021: A new generation, dedicato al periodo 2010-2021.

Tornano, come da tradizione, anche i Celebration of Lives Awards, i premi che Biografilm Festival assegna ai grandi narratori del nostro tempo che con le loro vite e opere hanno impresso un segno importante nella storia contemporanea. Il premio verrà assegnato all’attrice Alba Rohrwacher, al produttore Jeremy Thomas e ai registi Diana El Jeiroudi e Orwa Nyrabia.

Segnaliamo anche alcuni degli eventi speciali. Grossman, di Adi Arbel, racconta il lato più intimo del grande scrittore israeliano, mostrandoci la relazione tra questa dimensione personale e i temi dei suoi romanzi. Alla proiezione in Piazza Maggiore sarà presente anche David Grossman. Il grande documentarista ucraino Sergei Loznitsa in Mr. Landsbergis racconta la storia segreta del movimento indipendentista che portò all’autonomia della Lituania dall’Unione Sovietica, attraverso il racconto del suo leader. Infine, vi suggeriamo di non perdere l’ultimo film del corrosivo regista austriaco Ulrich Seidl, Rimini: è la storia, di finzione, di una pop star di successo caduta in disgrazia, Richie Bravo, che prova a rincorrere i fasti di un tempo, nella cittadina balneare romagnola.

 

10-20 giugno, Bologna

 

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Dario Zanuso: Ama, al pari di un’iguana, crogiolarsi per ore al sole, ma come una talpa, si trova a suo agio anche nel buio di una sala cinematografica. Il suo sogno nel cassetto è di proporre alla Direttrice una rubrica di recensioni letterarie dal titolo “I fannulloni della valle fertile” o “La valle fertile dei fannulloni”, è indeciso; da sveglio si guarda bene dal farlo: è pigro quanto un koala australiano. Aldo Zoppo: Collaboratore di Gagarin Magazine dal 2010, ha ideato con il fido Dario la rubrica Telegrammi di Celluloide. Nasce a Napoli nei mesi delle rivolte studentesche del ‘68, si trasferisce a Ravenna a metà degli anni ’90 e diventa cittadino del mondo, pur rimanendo partenopeo nell’anima. Lo si trova abitualmente nei vari festival cinematografici del bel paese, apprezza molto le produzioni dei “Three amigos” del nuovo cinema messicano e la cinematografia italiana, dal Neorealismo alla commedia all’italiana. Attore teatrale per hobby, ha interpretato tanti personaggi della commedia napoletana, da Scarpetta ai fratelli De Filippo.

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