Ferragosto tra l’arte dei Musei Civici di Bologna

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Vetri dal Rinascimento all'Ottocento. Museo Civico Collezione Davia Bargellini di Bologna (Roberto Serra / Iguana)

Con i festeggiamenti di Ferragosto che si avvicinano, l’arte a Bologna non si ferma: restano aperti infatti lunedì 15 agosto tutti le sedi dei Musei Civici, non solo per permettere ai visitatori di godersi le splendide collezioni permanenti, ma anche per gustarsi le numerose mostre temporanee in programma in questo periodo. 

Il Museo Civico Archeologico propone Sekhmet, la Potente. Una leonessa in città, una mostra curata da Daniela Picchi e aperta fino al 31 dicembre, che per l’occasione ospita la colossale statua di Sekhmet proveniente dal Museo Egizio di Torino. La divinità egizia con la testa di leonessa e il corpo di donna venne rappresentata in varie centinaia di statue e al Museo Archeologico è possibile ammirare il busto di una di queste confrontandola con quella del Museo Egizio. 

Al Museo Civico Medievale sarà invece possibile visitare la mostra Vetri dal Rinascimento all’Ottocento. La donazione Cappagli Serretti per i Musei Civici d’Arte Antica di Bologna a cura di Mark Gregory D’Apuzzo, Massimo Medica e Mauro Stocco, aperta al pubblico fino al 25 settembre. L’esposizione, composta di ben 117 vetri, celebra l’importante donazione della preziosa collezione Cappagli Serretti, fornendo una nuova panoramica sulla vetraria europea dal Seicento agli inizi del Novecento. Sempre nella stessa sede, a cura di Carlo Sala è incece la mostra di Jacopo Valentini Concerning Dante – Autonomous Cell, un progetto fotografico legato all’immaginario dantesco che ripercorre lungo l’Italia i viaggi reali compiuti dal poeta e quelli letterari attraverso la sua Divina

Presso Palazzo d’Accursio i visitatori potranno ammirare le opere d’arte e gli scritti esposti nella mostra curata da Maura Pozzati e Michele Ramous Fabj La memoria del futuro. Mario Ramous. Un intellettuale a Bologna, dal dopoguerra agli anni Novanta (aperta fino al 4 settembre). Poeta, latinista, italianista, critico d’arte e direttore editoriale: Mario Ramous è stato un intellettuale a 360 gradi. Il percorso espositivo si snoda in una continua scoperta di inediti, interessi poliedrici e instancabile ricerca di “perfezione”. Opere d’arte facenti parte della collezione personale di Ramous, manoscritti di poesie e traduzioni, poesie visive, disegni pubblicitari inediti, spartiti musicali, articoli di critica e rari volumi degli anni Sessanta e Settanta sono alcuni tra gli oggetti esposti in mostra, che tratteggiano quel particolare periodo di fervore culturale e artistico.

Al Museo Civico d’Arte Industriale e presso la Galleria Davia Bargellini si potrà invece ammirare Davide D’Elia. FRESCO (aperta fino al 25 settembre). L’intervento di Davide D’Elia è pensato in dialogo con la collezione e l’architettura seicentesca del museo. La mostra si compone di otto quadri del ciclo FRESCO realizzati nel corso di un precedente intervento site specific del 2018 sugli affreschi del Salone delle Feste del Palazzo Atti-Pensi di Todi. A Bologna vengono allestiti in relazione ai dipinti e alle sculture commissionate dal mecenatismo dei Bargellini e si aggiungono due nuovi interventi, Zero e Zero1, su due dipinti della collezione del museo entrambi dal titolo Paesaggio con figure di Vincenzo Martinelli (fine sec. XVIII). 

Due le mostre invece visitabili al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna: Sean Scully. A Wound in a Dance with Love e NO, NEON, NO CRY. La prima, a cura di Lorenzo Balbi, è dedicata all’arte di Scully, nella quale confluiscono un’estesa conoscenza delle opere di maestri antichi e contemporanei e una singolare sensibilità nel trarre suggestioni visive ed emozionali da dati di realtà. La mostra espone 68 lavori (dipinti a olio, acrilici, acquerelli, disegni e una scultura monumentale) che evidenziano la dialettica costante fra queste due componenti, ripercorrendo una vicenda creativa lunga oltre cinquant’anni. La seconda mostra, a cura di Gino Gianuizzi, tenta una narrazione della complessa, sfaccettata, “disordinata” storia della galleria neon, laboratorio permanente, comunità per artisti, critici e curatori e luogo di formazione per tutte le persone che vi hanno collaborato.

Infine, presso il Museo Morandi resta aperta fino al 23 ottobre la mostra RE-COLLECTING. Morandi racconta. Il segno inciso: tratteggi e chiaroscuri a cura di Lorenza Selleri. La mostra si concentra sulla tecnica dell’acquaforte di cui Giorgio Morandi fu maestro eccelso, esponendo le sette delle quattordici acqueforti che entrarono a far parte del patrimonio del Comune di Bologna nel 1961. Accanto a queste sono presentati alcuni fogli appartenenti a collezioni private e la stampa della sola lastra, ad oggi nota, che Morandi incise con la tecnica della ceramolle. Completa l’esposizione una selezione di strumenti originali, lettere, fotografie e documenti inediti provenienti dall’Archivio Storico dell’Accademia di Belle Arti.

Per chiudere in musica, luned’ 15 agosto alle ore 21 il Cimitero Monumentale della Certosa ospita Respighi Suite: concerto e visita guidata in Certosa. Una visita guidata dedicata al grande compositore, seguita dal concerto che presenterà un arrangiamento originale de Le Antiche arie e danze per liuto, una raccolta di libere trascrizioni da brani per liuto del XVI e XVII secolo, realizzate da Ottorino Respighi.

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