La Toscanini Next all’Emilia Romagna Festival

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ph Alan Piscaglia

 

Tra i molti luoghi attraversati, l’Emilia Romagna Festival si sta svolgendo quest’anno anche nella splendida cornice dell’Arena San Domenico di Forlì: qui, lo scorso 3 agosto, si è esibita la Toscanini Next con il concerto New World Music.

La Toscanini Next è un’orchestra formata attualmente da 12 musicisti under 35, che nasce e si sviluppa in Emilia-Romagna. Vista l’età dei suoi musicisti, tale progetto, sviluppato con il sostegno e la collaborazione della Regione Emilia-Romagna, è nato come un’opportunità per dare lavoro ai giovani musicisti.

I musicisti che compongono l’orchestra sono stati selezionati attraverso un bando indetto dalla Fondazione Toscanini.

L’interazione e la commistione tra generi e stili diversi è ciò che contraddistingue tale orchestra rispetto al panorama musicale. L’orchestra ricerca nuovi repertori, nuovi generi e stili differenti, dal jazz al contemporaneo, dal musical, all’elettronica, fino alla musica da film.

È a dir poco straordinario, ma umile, il modo in cui questi giovani si confrontano con il repertorio sinfonico e cameristico più impegnativo e affascinante della musica classica e del pop sinfonico, contribuendo alla sua diffusione e valorizzazione.

Uno dei motivi di interesse di questo concerto è stato sicuramente il particolare colore e sapore che si è provvidamente scelto di far assumere a questo evento.

 

ph Alan Piscaglia

 

La rotta tracciata questa volta dall’ensemble prevedeva un ricco e seducente ma non insolito viaggio in America.

Il viaggio è partito dalle musiche di Duke Ellington, per poi passare attraverso le sonorità di Paul Desmond, George Gershwin e Leonard Bernstein, per concludere la serata con il nostro Renato Carosone, per citare solo alcuni fra i compositori presi in considerazione.

Take the “A” Train, Take Five, alcuni estratti dal celeberrimo Porgy and Bess, una curiosa versione di Summertime, una suite di musiche tratte da West Side Story e I got rithm sono alcune delle musiche che hanno pulsato violentemente nell’animo degli ascoltatori.

Ogni musica infatti scatenava qualcosa di diverso, di sconosciuto. Ogni pausa fra un pezzo e un altro generava una greve calma, a presagire che tutto sarebbe ricominciato.

Certamente uno dei picchi che ha entusiasmato il pubblico, sono state le musiche di Carosone, da Mambo Italiano a ‘O Sarracino fino a Tu vo’ fa l’americano: le musiche partenopee fra le più conosciute oltre oceano, in cui ciascun emigrante si riconosce.

Giovani cresciuti a pane e musica, accompagnati dal vivace direttore d’orchestra Roger Catino, che con padronanza del palco, sensibilità artistica e particolare intuizione ha saputo esaltare le sonorità di ogni singolo pezzo.

 

ph Alan Piscaglia

 

Il concerto proposto dalla Toscanini Next ha regalato un bellissimo spettacolo a un pubblico vasto ed eterogeneo.

La forza di questo ensemble è di certo l’età, che scatena un palese entusiasmo, oltre alla energica vivace timbrica, degna delle orchestre più navigate. I musicisti sono stati perfetti esecutori di sonorità vive e frizzanti.  Dall’ascolto e dalla visione è stato chiaramente visibile il particolare clima di distensione: non solo la musica, ma anche il divertimento nel suonarla.

A rendere il concerto particolarmente gradevole è stata di certo l’acustica del luogo, l’arena all’aperto infatti è stata in grado di ricreare l’intimità necessaria per poter assaporare al meglio ciascun pezzo. La vivezza del luogo ha esaltato la pienezza dei toni, i colori dell’ensemble si percepivano vivi e dotati di una certa chiarezza soprattutto all’unisono, condizione che l’arena stessa è stata in grado di esaltare perfettamente.

Se volete assaporare la pienezza di tanta bella musica, vi auguro di imbattervi in questa talentuosa orchestra.

 

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Nasco a Cesena nel 1978, con la grande passione per la musica e un amore folle per Chet Baker. Lavoro da tanti anni, quasi troppi, come commercialista, districandomi fra imposte e dichiarazioni dei redditi. Mi appassiono fin da giovane alle arti e alle lingue, per poi scoprire la cultura sovietica e russa. Ora cerco di bilanciare il mio lato pragmatico con l’utopia dei miei sogni inespressi, affannandomi nel cercare un equilibrio. Nonostante questa mia doppia indole, credo che la vita debba essere concepita come la realizzazione dei propri desideri, per cui dopo una laurea al Dams ottenuta negli anni della mia senilità, sto realizzando un altro grande desiderio: quello di scrivere!