Giornate Metafisiche, Tresigallo razionalista

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È tutto pronto per il ritorno delle Giornate Metafisiche: due giorni tra mostri, incontri e visite guidate che fanno rivivere Tresigallo, la piccola perla novecentesca della provincia di Ferrara. Sabato 24 e domenica 25 settembre Tresigallo ospiterà architetti, studiosi, fotografi, pittori e turisti, in un viaggio storico tra le vie, le piazze e gli edifici del Paese.

“Le Giornate Metafisiche sono nate sei anni fa”, racconta Giuseppe Muroni, membro dell’associazione Torri di Marmo. “Si tratta di due giorni di eventi che hanno a che fare con l’architettura e la storia del Novecento – principalmente il primo Novecento, visto che Tresigallo è un paese che è stato quasi totalmente fondato negli anni Trenta, nello specifico dal 1935 ai primi anni Quaranta. La particolarità di Tresigallo è l’architettura razionalista, che era molto in voga in Italia tra le due guerre. Quindi siamo partiti dalla particolarità di Tresigallo, paese tutto razionalista costruito durante il fascismo e che si è conservato quasi integralmente. Siamo partiti da qui per rivitalizzare il paese e studiarne anche la storia”.

Quali sono gli obiettivi alla base di questa manifestazione?

“Alla base delle giornate metafisiche c’è l’interesse per la storia, per l’architettura del Novecento e per architettura razionalista in particolare. Ormai da dieci anni organizziamo delle serate culturali, degli eventi, delle conferenze per approfondire alcuni artisti e figure storiche che hanno avuto a che fare con la storia di Tresigallo”, continua Muroni. “In particolare, le giornate metafisiche hanno una duplice funzione. La prima è quella di cercare di portare turisti a Tresigallo, farlo conoscere in ambito regionale e locale ma non solo. Il secondo obiettivo è quello di aprire dei luoghi che solitamente sono chiusi, o perché privati o perché semiabbandonati. Cerchiamo di restituire luoghi non accessibili alla cittadinanza in modo tale che possano essere visti. È a partire da quest’idea iniziale abbiamo poi strutturato il programma”.

Un programma che prevede due mostre, inaugurate rispettivamente la mattina e il pomeriggio di sabato 24 settembre. La prima, presso l’Urban Center Sogni, si intitola Architetture luminose del ’900»l ed è curata da Giacomo Mazzini. La seconda, presso il Teatro del ’900, è a cura del Cineclub Fedic Delta del Po, Il Delta del Po: Anni ’50, ’60, fra alluvioni e mareggiate, piccoli borghi e paesi sommersi.

“C’è poi il convegno iniziale”, racconta Muroni, “che è quello che attira un po’ di più gli architetti. Infatti in questo convegno riusciamo anche ad assegnare i crediti formativi per gli architetti ed ingegneri. Il tema del convegno cambia ogni anno: quest’anno è Il recupero dell’impossibile. Partendo dal recupero di un edificio, dall’esigenza di andare a recuperare alcuni luoghi dismessi per poi valorizzarli, abbiamo stilato diversi interventi”.

Il convegno ha inizio alle ore 8.30 e vede in programma numerosi interventi moderati da Serena Ciliani, direttrice dell’Abbazia di Pomposa e del museo Pomposiano: «La riscoperta di Bologna città d’acqua» dell’architetto Francisco Giordano; «La nuova vita di torri e rifugi: le torri piezometriche del bolognese e il rifugio antiaereo di Villa Revedin» di Massimo Brunelli (Ass.ne Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna); «Linee difensive e filari di vite: dai bunker di Pomposa alla valorizzazione dei Vini delle Sabbie tramite l’enoturismo» di Federica Gelli (responsabile comm.le Azienda Corte Madonnina di Pomposa (FE); «Da problema a risorsa: “In loco”, il museo diffuso dell’abbandono» di Francesco Tortori (Presidente Ass.ne Spazi Indecisi di Forlì); «Periferia/utopia. Il recupero attraverso l’arte inizia osservando il territorio» di Francesca Disconzi e Federico Palumbo (Ass.ne Osservatorio Futura di Torino) e Sara Zambon (A.D. R&P Contemporary Art Soc. Benefit).

“La giornata di domenica è un po’ più naif”, specifica Muroni, “nel senso che ci concentriamo sulle visite guidate, entrando proprio all’interno di alcuni edifici dismessi. Uno è l’ex Colonia post-sanatoriale, ospedale costruito a partire dal 1937, ormai dismesso. L’altra visita è all’interno di due fabbriche che costituivano la cittadella industriale della Tresigallo rossoniana”. Si potranno ammirare gli interni dell’ex canapificio, dove Giorgio Baroni sperimentò un diverso uso del ferrocemento, e dell’ex Celna (cellulosa nazionale) grazie alla voce esperta dell’architetto Davide Brugnatti.

“Non mancherà inoltre il tour tradizionale per il Paese”, aggiunge Muroni, “guidato da un architetto e un attore, che spiegano tutta la storia del paese, dall’origine fino agli anni Trenta e Quaranta. Infine, ci sono le Pillole razionaliste, con cui si entra in cinque edifici razionalisti normalmente chiusi al pubblico perché privati: l’ex acquedotto, l’ex casa del merletto, la palazzina rossa dell’ex Colonia post-sanatoriale, la balconata della Casa della Cultura e il porticato di Piazza Italia”.

Le due giornate si chiuderanno con l’estemporanea fotografica e pittorica che, partendo dal tema assegnato, invita fotografi e pittori a prendere parte a una gara che li vede impegnati, per un solo giorno, a fotografare e dipingere il luogo.

 

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