Pompeo di Andrea Pazienza rinasce a teatro

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ph Stefano Roiz

 

Un romanzo, un diario, un fumetto, un poema visivo, insomma l’opera più folgorante, il testamento artistico di Andrea Pazienza: Pompeo arriva a teatro con la potenza di una narrazione incalzante e definitiva.

A scommettere sulla forza teatrale di un racconto di corpo, danza e parole, è un formidabile terzetto, composto da Riccardo Goretti, Massimo Bonechi e Giorgio Rossi che di Pazienza fu amico e con cui ha collaborato artisticamente.

Sono loro gli autori e interpreti di Gli ultimi giorni di Pompeo di Andrea Pazienza, che va in scena da venerdì 14 a domenica 16 ottobre a Teatri di Vita, a Bologna.

Lo spettacolo, realizzato con l’amichevole consulenza di Marina Comandini in Pazienza, e che vede la partecipazione speciale di Lucia Poli e David Riondino, è prodotto da Sosta Palmizi, ed è programmato all’interno della stagione “Get up! Stand up!”, realizzata con il contributo del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna, del Ministero della Cultura.

 

 

La discesa nel vortice dell’eroina, in un poema visivo in cui Andrea Pazienza riversa la sua autobiografia, trasfigurandola in racconto universale del disagio esistenziale.

Gli ultimi giorni di Pompeo, creato negli anni 80, ha attraversato i decenni diventando uno dei libri più significativi del disegnatore ucciso proprio dalla droga a soli 32 anni, un capolavoro della graphic novel italiana che non smette di emozionare ed esaltare.

Ma che succederebbe se si togliessero le immagini e rimanessero solo le parole?

È la domanda che si è posto Riccardo Goretti di fronte a questo “libro scomodo, feroce, commovente, sincero fino alla brutalità”, scoprendo l’incredibile potenza del testo, e cercandone una sua attuazione nel teatro, insieme a compagni d’eccezione, come l’attore Massimo Bonechi e come il danzatore Giorgio Rossi, che ricorda: “Con Pazienza ci siamo conosciuti nel 1984 a Montepulciano, io stavo provando il mio primo spettacolo, lui si era appena trasferito da Bologna con la moglie. Frequentavamo lo stesso ristorante ed è nata un’amicizia fortissima per me.  Mi disegnava mentre danzavo e ha realizzato per me la scenografia dello spettacolo Dai Colli per l’Inteatro festival di Polverigi, un fondale di sette metri per dodici. Abbiamo continuato a frequentarci, e siamo rimasti legati, l’ultima volta che l’ho visto è stato un mese e mezzo prima della sua morte”.

 

14-16 ottobre (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17), Teatri di Vita, via Emilia Ponente 485, Bologna – info: 333 4666333

 

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