2023, un anno all’insegna dell’arte

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L’inizio di un nuovo anno è sempre il tempo delle liste: cosa fare, cosa vedere, dove andare. I buoni propositi culturali insomma. Un appuntamento che mi vede sempre molto entusiasta. La lista delle mostre in Emilia Romagna da visitare nel 2023 conta già sei titoli ed è in costante aggiornamento.

 

De Chirico a Bologna

Partiamo con quelle già in corso. C’è tempo ancora fino al 12 marzo per vedere la mostra dedicata a Giorgio De Chirico presso Palazzo Pallavicini a Bologna, con alcune interessanti proposte da annotarsi: il 6 e il 20 gennaio sono infatti in programma due speciali visite guidate serali, mentre il 4 febbraio il Palazzo resterà aperto fino a mezzanotte, con la possibilità di visitare la mostra in serata. De Chirico e l’oltre. Dalla stagione «barocca» alla neometafisica (1938-1978) raccoglie le oltre settanta opere in esposizione, suddividendole in due parti. La prima è dedicata agli anni tra il 1938 e il 1968: Rubens, Dürer, Raffaello e Delacroix sono i grandi punti di riferimento per il de Chirico di questi anni che si diletta nel creare un mondo ideale e irreale. Con la seconda parte si entra invece nella fase più nota del pittore, la cosiddetta stagione neometafisica del decennio 1968-1978: in questi anni, de Chirico si impegna a reinterpretare i temi del passato con una spiccata ironia che emerge da una nitida costruzione delle forme e mediante colori più accesi.

 

Galileo Chini a Faenza 

 

 

Non si può inoltre non cedere al fascino dalla ceramica e in particolare a quella di Galileo Chini le cui opere sono esposte al MIC di Faenza ancora fino al 14 maggio. Galileo Chini. Ceramiche tra Liberty e Déco raccoglie circa trecento pezzi tra ceramiche e disegni preparatori, configurandosi così come la più ampia mostra mai dedicata alle ceramiche dell’artista poliedrico che ha inventato la ceramica moderna italiana. Un tocco estremamente personale caratterizza le sue opere, dalle quali spicca quel gusto Liberty misto a rinascimentale che ha caratterizzato i suoi anni a Firenze, quando fondò la manifattura L’arte della ceramica. Chini però si spinse anche oltre, dilettandosi nell’abbinare le sue pregiate ceramiche all’architettura: in mostra infatti si potranno scoprire le decorazioni architettoniche a Salsomaggiore, Castrocaro, Borgo San Lorenzo e Montecatini Terme.

 

Spina etrusca a Ferrara

 

 

Un’altra mostra già in corso è invece quella che celebra i cent’anni di Spina, la città etrusca sorta sul delta del Po, presso il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. Per chi, come me, ama scoprire il passato di luoghi che abitualmente si frequentano, sarà bello immergersi nelle ricchezze di un antico centro nodale nei traffici mediterranei e adriatici di età classica. Spina etrusca. Un grande porto del Mediterraneo resterà aperta fino al 23 aprile ed illustra l’eccezionalità del porto adriatico di Spina mettendone in luce similarità e differenze con i grandi insediamenti etruschi del Tirreno. Il progetto espositivo appare interessante nella scelta di inserire una serie di reperti storici importanti all’interno di paesaggi e contesti antichi ricostruiti tramite le tecnologie digitali, dando vita a un percorso immersivo. La mostra in realtà è solo una parte di un programma denominato Spina 100 che celebra la città portuale.

 

Ugo Nespolo alla Reggia di Colorno

 

 

Veniamo ora a quelle che devono ancora inaugurare ed andiamo per ordine cronologico. Il 21 gennaio la maestosa e bellissima Reggia di Colorno apre le porte al pubblico per immergerlo nella grande produzione fotografica di Ugo Nespolo. Ugo Nespolo. Wanderer about New York (aperta fino all’11 aprile) presenta quaranta fotografie scattate dall’artista a New York tra il 1981 e il 1997. Immagini che sono la testimonianza di un tempo in cui New York è una vera e propria fucina di talenti, di tendenze, di fermenti e anche di tensioni. Un tempo in cui i graffiti cominciano ad apparire sui muri e Nespolo conosce Rammelzee e Keith Haring, che disegna nelle metro, e ammira Richard Hambleton. Devo ammettere che, accanto al fascino della fotografia, il richiamo che esercita in me questa mostra è collegato anche alla sua location: insomma non si può andare alla Reggia senza visitare anche la Reggia stessa, non a caso nota come la Versailles dei duchi di Parma.

 

Greta Schödl a Bologna

 

 

Sabato 28 gennaio inaugura invece al LABS Contemporary Art di Bologna la mostra personale di Greta Schödl, Il segno traccia del nostro vissuto, che espone alcune sue opere inedite fino all’11 marzo. La sua fama è certo indiscussa: non solo ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 1978 e alla Biennale di São Paulo in Brasile nel 1981, ma le sue opere sono presenti in diverse collezioni nazionali e internazionali. Al di là del prestigio, è tuttavia la particolarità della sua opera ad attrarmi: Schödl trasforma le lettere, i simboli e le parole in vere e proprie forme artistiche, al punto che i libri, le mappe, le carte, così come i lenzuoli e le foglie divengono materiali artistici al pari del marmo.

 

Eva Marisaldi a Bologna

 

 

Infine, sempre a Bologna, ma presso il LabOratorio degli Angeli, dal 30 gennaio al 18 febbraio sarà possibile godere del progetto site specific di Eva Marisaldi, a cura di Leonardo Regano. Il concetto di site specific è sempre qualcosa di molto affascinante, che mette più chiaramente in luce l’importanza dello spazio espositivo per l’interpretazione dell’opera stessa. In mostra ci saranno tre opere: la prima è Narciso, scultura che mescola i linguaggi espressivi proponendo un’azione sonora e luminosa, mediante una scatola sonora che proietta sul soffitto dei pattern laser di luce rossa e presenta alla sua sommità due mani in filo d’argento che mimano con loro la gestualità il gioco degli elastici tra le dita. Nella sala attigua si potrà ammirare l’allestimento di alcune grandi carte del ciclo Parties (2006-2007), mentre nella sala della Biblioteca verrà presentata 3000 pagine, un’opera sonora che coinvolge anche un gruppo di performer volontari, coinvolti nello sfogliare all’unisono le pagine di un elenco telefonico sotto la direzione dal musicista Enrico Serotti.

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