Cosa non perdere di Art City Bologna

0
Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė, Rugilė Barzdžiukaitė - Have a Good Day! - ph Modestas Endriuška

.

Davanti alla vastità di Art City, il programma istituzionale di fiere, mostre ed eventi in concomitanza con Arte Fiera, è facile smarrirsi. Dal 27 gennaio al 5 febbraio Bologna si ritrova investita di cultura – mostre, talk, spettacoli, proiezioni, eventi, chi più ne ha più ne metta, tutto (o quasi) a ingresso libero.

Curato da Bologna Musei e sotto la direzione artistica di Lorenzo Balbi, come sempre l’obiettivo della manifestazione è diffondere l’arte e le pratiche contemporanee in maniera capillare nella città rossa per coinvolgere un pubblico vasto. L’anno scorso avevamo avuto la performance speciale di Tino Sehgal in cui 41 non addetti ai lavori avevano animato Piazza Maggiore con balli, canti, corse, racconti – coinvolgendo ogni ignaro passante per condividere un pezzo della propria storia e creare una nuova connessione. E quest’anno? Cosa bolle in pentola?

Questi sono i miei personalissimi consigli su ciò che non ci si può perdere.

Have a good day! Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė, Rugilė Barzdžiukaitė 

Risulta doveroso iniziare da qui. Have a good day! è l’opera lirica che vede protagoniste dieci cassiere accompagnate da suoni di supermercato e pianoforte. La rappresentazione mira a mostrare cosa si cela dietro ai saluti forzati e i gesti meccanici delle lavoratrici, i drammi intimi e personali di ognuna di loro, la grottesca farsa robotica che accompagna le loro giornate.

Ho incrociato il lavoro di Vaiva Grainytė, Lina Lapelytė, Rugilė Barzdžiukaitė del collettivo Neon Realism durante il mio Erasmus in Lituania tra il 2021 e 2022. Qui ho avuto modo di assistere all’opera Sun & Sea, presentata nel padiglione della Lituania nell’edizione della Biennale a Venezia del 2019 e vincitrice del Leone d’Oro. Ad essere onesta, non sapevo che aspettarmi da un’opera lirica – un mondo a me semisconosciuto. Ebbene, sono uscita dalla sala folgorata. Neon Realism porta avanti una pungente critica al capitalismo, al consumismo sfrenato, a uno stile di vita frivolo e lo fa con ironia pungente, prediligendo il medium dell’humor e della commedia grottesca come mezzi per veicolare messaggi carichi di significato.

Che dire? Le mie aspettative per Have a good day! sono molto alte.

Venerdì 3 e sabato 4 febbraio ore 20, domenica 5 ore 17 presso Teatri di Vita, via Emilia Ponente 485, Bologna. Ingresso libero su prenotazione.

 

Agnes Scherer – The Teacher – performance con Soya Arakawa, Claudia Barth e Tobias Textor – Zurigo, Cabaret Voltaire, 2 ottobre 2020 – ph Cabaret Voltaire, Gunnar Meier

 

The Teacher, Agnes Scherer

Restiamo in tema performance. The Teacher, scritto e diretto da Agnes Scherer, vuole essere una riflessione sulle dinamiche di potere che si instaurano tra chi detiene un ruolo di guida e chi appartiene a una classe subalterna – che sia una minoranza o una classe sociale. Nella Sala Studio di Teatri di Vita, l’artista mette in scena una lezione tra il divulgatore-insegnante (una marionetta controllata dai piedi di uno studente-performer sdraiato sul pavimento) e il pubblico, evocando scenari da “indottrinamento”. L’”insegnante” illustra i suoi concetti freneticamente e in modo spettacolare, tra mostruosità e seduzione, mettendo il luce il potenziale manipolativo del suo ruolo.

Venerdì 3 febbraio ore 18 e 30, sabato 4 febbraio ore 15 e 19, Sala Studio di Teatri di Vita, via del Pratello 90/a, Bologna. Ingresso libero fino a esaurimento posti.

 

Katerina Andreou – BSTRD – ph Jacob Garet

 

BSTRD, Katerina Andreu

Art City coinvolge anche luoghi non adibiti all’arte: è interessante trovarsi ogni anno a esplorare spazi insoliti dotati di una nuova identità, soprattutto per chi, come me, vive a Bologna e ha la sensazione (errata) di conoscerla bene. È questo il caso del Nuovo parcheggio stazione di via Fioravanti che sabato 28 gennaio alle 21 ospiterà la performance BSTRD della coreografa di origine greca Katerina Andreu. Qui assisteremo a una danza accompagnata da un giradischi che vuole sfidare i limiti dello sforzo e della fatica fisica per creare geometrie immaginarie del corpo. Ispirata dalla cultura house di Chicago e New York, la performance è curata da Xing e si inserisce in una serie di Holes – momenti di attivazione di luoghi transitori che mirano alla ridefinizione di spazi scelti per eventi specifici.

Sabato 28 gennaio ore 21, quinto piano del Nuovo parcheggio stazione, via Fioravanti 4, ingresso libero. La performance sarà poi riproposta come installazione video per Art City sabato 4 dalle 19 alle 24 sempre nello stesso luogo.

 

Dominique White – Fugitive of the State(less), 2019, dettaglio – Vela distrutta, fronde di palma, sisal catramato, sisal naturale, caolino, rafia, conchiglie di ciprea, doppio gancio da carne gancio/bitta/ancora, cm 680 x 160 x 110 – Veduta di allestimento presso VEDA, Firenze – Courtesy l’artista e VEDA, Firenze – ph Jacopo Menzani

 

Fugitive of the State(less), Dominique White 

Perché no, dopotutto. Rimaniamo sui luoghi non convenzionali, inesplorati, originali. La Conserva di Valverde è un sistema di ricaptazione delle acque creato in epoca rinascimentale per alimentare la Fontana del Nettuno di Bologna. La costruzione si presenta a noi come una vasca ottagonale il cui alto camino è coperto interamente da incrostazioni calcaree secolari. Insomma, un vero gioiellino dove inserire la grande scultura Fugitive of the State(less) dell’artista britannica Dominique White, promossa dal MAMbo e dall’Associazione Succede Solo a Bologna. Il concetto di Stateless indica uno spazio di senza tempo e restrizioni, uno stato alternato oltre lo Stato, un’utopia abitata da fuggitivi liberi da ogni entità giuridica. Le sculture di Dominique White sono composte da materiali naturali manipolati dal vento, dall’acqua e dalla stessa artista. L’acqua è un elemento onnipresente nel suo lavoro, acqua intesa come mare che abbraccia e allo stesso tempo rivela i relitti dell’esistenza umana – che siano frammenti, sedimenti, resti riesumati, presi ed esposti al pubblico. Proprio questo fil rouge dell’elemento acquatico rende la scelta del sito per l’esposizione della scultura così interessante.

Dal 2 al 5 febbraio, dalle 10 alle 18, Via Bagni di Mario 10, Bologna, ingresso libero.

 

Roberto Fassone + Ai Lai + LZ – And we thought – Manifesto, 2022

 

And We Thought III, Ai Lai + Roberto Fassone 

Ma adesso parliamo un po’ di intelligenze artificiali sotto funghetti allucinogeni. No, non sto sbarellando: Ai Lai è un’intelligenza artificiale creata da Roberto Fassone e sviluppata da Sineglossa con il supporto di Compagnia San Paolo. Questa Ai possiede una peculiarità: la capacità di raccontare esperienze psichedeliche. Ai Lai è stata istruita leggendo e immagazzinando dati tratti da vere esperienze di psiconauti riportate sul sito shroomery finché non è stata in grado di produrne di sue di sana pianta. Roberto Fassone ha organizzato, catalizzato e ordinato un vero e proprio trip report generato da Ai Lai nel giro di mesi che sarà consultabile in un volume cartaceo durante la durata della mostra And We Thought III presso Alchemilla / Palazzo Vizzani. I visitatori potranno inoltre interagire con la stessa intelligenza artificiale tramite un’interfaccia online.

Roberto Fassone vuole indagare sul concetto di autorialità artistica: chi detiene il merito dell’opera? L’intelligenza artificiale, in grado di creare immaginari vividissimi, o l’artista che l’ha inventata? Che sia invece un lavoro collettivo, in cui l’artista diviene soltanto un medium del processo creativo della macchina?

È da i tempi delle immagini grottesche delle reti neurali convoluzionali addestrate che subisco il fascino dei sogni elettrici delle macchine. Sono curiosa di vedere che cosa Ai Lai avrà da condividere.

Dal 28, 29, 30, 31 gennaio al 2, 3, 4, 5 febbraio; 28 gennaio (opening) dalle ore 18; 29, 30, 31 gennaio dalle 16 alle 19; 2, 3, 5 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19; 4 febbraio dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 22. Alchemilla / Palazzo Vizzani, Via Santo Stefano 43, Bologna, ingresso libero.

Per concludere… 

Ho deciso che avrei selezionato soltanto 5 dei 12 main projects di Art City per stilare una mia personale lista, tuttavia, c’è molto che urge menzionare.

Tra l’altro, troverete Atlantide 2017 – 2023 al MAMbo in via Don Minzoni 14, una mostra concepita come “esplosione” del film omonimo del video-artista romagnolo Yuri Ancarani.

Nella Sala Convegni Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi ci sarà invece la personale Finding Form dell’artista tedesca prematuramente scomparsa Bettina Buck in un’esposizione che ripercorre la sua produzione tra sculture, installazioni e performance.

Putting Down the Prey è la video installazione di Nathalie Djurberg a cura di Sabrina Samorì ospitata negli spazi del Cassero LGBTI+ Center dove troviamo animazioni in stop motion su tematiche quali sottomissione, sfruttamento, violenza e voyerismo tra immaginari fantastici e grotteschi.

Il LabOratorio degli Angeli sarà protagonista dell’intervento site specific del progetto Guarda caso della nostrana Eva Marisaldi che metterà la sua opera in dialogo con gli spazi dello storico laboratorio di restauro bolognese.

La Lituania si aggiudica il podio con un altro main project incentrato su un artista originario del piccolo stato baltico – si tratta di Jonas Mekas, protagonista nel cinema d’avanguardia americano a cui sarà dedicata la mostra Under the Shadow of the Tree, curata dal duo Francesco Urbano Ragazzi presso il Padiglione de l’Espirit Nouveau.

Uscendo dal territorio metropolitano, No Boundaries è la mostra di Gerold Miller curata da Valerio Dehò e ospitata da KAPPA-NÖUN incentrata sulla produzione degli oggetti-cornici dell’artista tedesco.  

All’Oratorio di San Filippo Neri verrà invece ospitata Seeking Blue Gold, installazione site specific del duo anglo-argentino Lucy + Jorge Orta, a cura di Cristina Francucci e Tatiana Basso e promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con il tema dell’acqua come fulcro della mostra con un’esposizione di manufatti lignei provenienti dal mondo rurale in cui si utilizzano ancora metodi di irrigazione tradizionali.

Questa è un’infarinatura generale di un programma che prevede oltre 150 eventi in città e fuori città: per saperne di più, armarsi di curiosità e consultare il programma di Art City.

,

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.