Baustelle: gli spietati del romanticismo italiano Contro il Mondo

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Nonostante i miei 43 anni, oltre alla calza della Befana, aspettavo come una bambina un altro regalo, il nuovo singolo dei Baustelle. Uscito il 5 gennaio a mezzanotte, Contro il Mondo mi è entrata direttamente in testa fin dal primo ascolto.

“Essere contro il mondo e invece averlo addosso”

Questa è la frase centrale del pezzo, che riassume appieno tutta la filosofia baustelliana da sempre insita nella band. Nichilismo malinconico, dal sapore retrò, fuso con quella leggerezza spensierata che ti viene voglia di mandare a fanculo tutto quanto.

«Una storiella, un film, una parabola, un grido, basso-rullante-chitarra elettrica, gomma da masticare: il nostro ritorno al criticismo e al rock and roll»

Un messaggio e un manifesto vero e proprio che la band toscana ci ha donato e trasmesso senza alcun filtro.

Un atto di ribellione contro questo mondo che ha perso i propri ideali e i propri valori, contro i fallimenti dell’essere umano, dove nessuno può dirsi salvo.

Gli spietati del romanticismo italiano sono tornati con una poetica potente e cinica.

“Fiore strappato sei venuta da me causando un’emorragia nella mia vita. Perché l’amore rende ciechi se c’è e non distingui Silvia Plath da un parassita”

“E anche se triste e dark e depressiva la tua musica mi tira su”

Questo è il potere della musica.

 

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