Visto da noi: il maestro David Larible

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David Larible è andato in scena con lo spettacolo Il Clown dei Clown al Teatro Masini di Faenza, davanti a una platea incredibilmente eterogenea.

Bambini, ragazzi, adulti e anziani. Persone sole, in coppia, in gruppo. C’era chi stava zitto, a bocca aperta, e chi parlava commentando tutto. C’era chi rideva sommesso e chi sguaiato, piegato all’indietro o in avanti, quasi a cadere dalla sedia.

C’era anche chi è salito sul palco, come me, e ha avuto la fortuna di guardare a tutto tondo lo spettacolo e di ammirare le cinquecento facce del pubblico in sala.

E poi c’era, ovviamente, David Larible.

 

ph Raffaele Bellacicco

 

Larible è un comico specializzato nell’arte della clowneria che ha alle spalle una carriera decennale costellata di premi e riconoscimenti. È stato definito dalla stampa “il più grande clown del mondo”.

In ogni caso, tralasciando le facili iperboli degli editoriali, David Larible è sicuramente un artista di grande esperienza, un maestro.

In questo spettacolo veste i panni di uno spazzino che cerca di diventare clown, con la disapprovazione del direttore dello spettacolo e la sentita approvazione del pubblico.

La mise-en-scène è colorata e ricca di oggetti che emergono dalla scenografia e diventano di volta in volta protagonisti delle gag. Quasi tutti sono strumenti musicali o costumi vivaci, ma aggiungerei all’elenco anche i membri del pubblico che entrano a far parte dello spettacolo, in molti casi salendo sul palco su invito dello stesso Larible.

Le gag sono per la maggior parte quelle più classiche, le basi della clownerie.

Ad esempio quando il clown gioca con una pallina invisibile o quando sfida un bambino in una gara a chi sputa più acqua.

Ma allora dove sta la maestria?

Il grande architetto Frank Lloyd Wright, riprendendo gli insegnamenti del pedagogista Friedrich Wilhelm August Fröbel, diceva che la maestria è “pensare semplice”, ridurre ai minimi termini, tornare indietro ai primi principi. In questo senso David Larible è sicuramente un maestro, che con pochi e delicati tocchi costruisce uno spettacolo molto complesso ma facilissimo da fruire.

Tuttavia la maestria di Larible non sta solo qui.

 

 

L’epiteto coniato dalla stampa, “il migliore clown del mondo”, è un titolo che suona come un’incoronazione. Sembra di dire “il re dei clown”.
Ma il titolo dello spettacolo è, invece, Il Clown dei Clown, che secondo me è il contrario.

Anziché innalzarsi a sovrano, si ruzzola giù fino al gradino del giullare e ancora più giù, fino a trovarsi giullare dei giullari, quindi ultimo tra gli stessi clown.

È un maestro di umiltà, Larible.

Semplice, diretto, certo di voler seguire fino in fondo la sua vocazione, quella di far da giullare e unire platee eterogenee con la risata e lo stupore.

Ecco perché, in un siparietto molto poetico, scappa dalla luce dei riflettori, che lo insegue, lo blandisce, lo acchiappa e poi gli fa le fusa. E lui, con delicatezza, la mette nel secchio della spazzatura e poi la lancia sul pubblico di spettatori.

Come a dire che lui la sua parte l’ha fatta. Ora tocca a noi imparare e diventare, nelle nostre vite, maestri.
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