I DOLORI DEL GIOVANE WALTER: inno di protesta e d’amore per la nostra terra

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Veleno è il nuovo singolo della band cilentana I Dolori del Giovane Walter.

Prodotto, registrato e mixato da Maurizio Sarnicola presso Goldmine Records e
masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering Studio, mentre l’artwork di copertina è affidato alla talentuosa Elisa Montone.

Preceduto dai singoli “Coralli”, “Piano”, “Truman Show”, “Occhi rossi” e “Stanotte”, subito entrati nelle principali playlist editoriali delle maggiori piattaforme musicali (quali New Music Friday, Scuola Indie, Fresh Finds Italia e Ragazzo Triste su Spotify) anticipa l’uscita del primo album della band, in arrivo a maggio.

Nelle inevitabili corse in cui siamo trascinati dalla vita moderna, “Veleno” è un elogio alla pausa, al soffermarsi sull’importanza della natura, forza vitale e motrice del nostro mondo ormai tristemente contaminato. Il veleno che scorre nelle nostre vene è il frutto della noncuranza dell’uomo per la Terra in cui viviamo. Il brano è un susseguirsi di immagini che ci trasportano nel verde delle foreste, rafforzato dai suoni che evocano in un primo momento calma e tranquillità grazie agli accordi di pianoforte, per poi aprirsi in un incalzante ritornello di protesta.”

In questo particolare momento della mia vita avevo proprio bisogno di un pezzo come questo. In questi giorni infatti mi sono presa una pausa, da tutto quello scorrere così velocemente che mi opprimeva e mi lasciava senza respiro.

“e ti ritrovi con dei tagli sulle braccia ma basta un bacio sulle ferite per guarire”

Veleno è una canzone d’amore, verso noi stessi, le persone che ci circondano ma soprattutto per la terra che calpestiamo. Una terra calpestata si, infradiciata dalla malvagità, dalla noncuranza, dalla sete di potere, dall’essere più letale che ci sia; l’uomo.

Un cantauotrato indie-rock che ci accarezza lentamente per poi arrivare ad un grido di ribellione nel finale “abbandona il cemento delle case“. Il brano mi ha subito fatto venire in mente Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano. “È una fortuna, per voi che restate a piedi nudi a giocare nei prati mentre là in centro io respiro il cemento“. Due generazioni differenti ma il problema rimane lo stesso, anzi peggiorato inesorabilmente.

Forse dovremmo guardarci intorno per capire che il nostro mondo sta cadendo a pezzi e solo noi possiamo fare la differenza, anche solo con piccoli gesti.

“fino a penetrare nelle ossa e stare al caldo nel midollo, passeggiare sul tuo collo.”

 

Consigliato l’ascolto sdraiati in un campo di margherite.