C-Movie, al via a Rimini il Festival del cinema al femminile

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Si svolgerà a Rimini dal 20 al 23 marzo 2024 la prima edizione di C-MOVIE Film Festival, manifestazione organizzata da Kitchenfilm, con la direzione artistica della regista e distributrice Emanuela Piovano, e realizzata con il patrocinio e la collaborazione dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Rimini.

Nata come una rassegna tutta al femminile per offrire riflessioni, testimonianze e dibattiti attraverso il cinema, C-MOVIE è una manifestazione molto peculiare che intende raccontare la contemporaneità partendo dall’esplorazione dei tre concetti chiave che le danno il nome: Cinema, Corpi, Convivenze. Cinema inteso come arte del narrare offrendo una finestra sul mondo; Corpi, tematica centrale nella società odierna e nelle riflessioni sul femminile oggi; Convivenze, nel senso di relazioni ma anche inclusione e multiculturalità.

Ma la rassegna vuole anche essere un invito alla scoperta e alla riflessione di un cinema marginale, inteso come cinema “di confine”, capace di farsi interprete del dialogo tra generi, culture, storie, che sappia coinvolgere il pubblico più ampio possibile.

È proprio a partire da questi spunti che a Rimini prenderanno il via, alla Cineteca di Rimini e al Cinema Fulgor, le quattro giornate di C-MOVIE, che, attraverso anteprime internazionali, incontri, testimonianze e dibattiti, intendono raccontare snodi cruciali del contemporaneo.

“Un’occasione preziosa per riflettere su ciò che contraddistingue la dimensione femminile oggi, mettendo in risalto quello che unisce tutte le donne, nel rispetto della storia e del pensiero di ciascuna. Fin da subito abbiamo accolto la proposta della Kitchenfilm di collaborare all’organizzazione di un festival che, attraverso un linguaggio cinematografico di grande qualità e spessore, invita gli spettatori a queste riflessioni. Le donne sono qui protagoniste attive e prenderanno parte all’iniziativa ricoprendo i vari ruoli del settore per restituire il loro particolare sguardo sul mondo del cinema e sulla realtà che ci circonda”, commenta Emma Petitti, presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

“Questo festival nasce come un piccolo movimento di emozioni, di riconoscersi intorno al tavolo di un ristorante felliniano in questa straordinaria Rimini che personalmente non conoscevo a fondo, fermandomi a nebbia e spiagge, con tutto il loro fascino amarcordiano, e scoprendo, invece, un mondo di echi, risonanze, comunità che mi hanno accompagnata in questa impresa. Devo scrivere impresa: non solo in senso figurato, perché proprio di incontro tra impresa e istituzioni si tratta e per cui sono molto grata”, aggiunge la direttrice artistica Emanuela Piovano.

“Rimini deve una parte importante della sua identità contemporanea al cinema. Fellini, certo, e il ‘suo’ Fulgor, che sarà sede del C-Movie Festival, proiettano l’immaginario cinematografico mondiale nel cuore della nostra città. Il cinema esprime e produce cultura e incide in maniera determinante anche sull’immagine di genere, sul linguaggio e sugli stereotipi. Questo festival ci aiuterà a comprendere meglio il nostro tempo, facendoci scoprire realtà inedite o dimenticate. In questo senso, rappresenta il livello più alto di cinema come bene comune”, sottolinea Chiara Bellini, vicesindaca del Comune di Rimini.

Nella città che ha forgiato l’immaginario di Federico Fellini, non può ovviamente mancare un omaggio al grande maestro. C-MOVIE, infatti, inaugurerà la sua prima edizione, mercoledì 20 marzo alle 21 al cinema Fulgor, con uno dei film che indaga più in profondità i rapporti tra maschile e femminile, La città delle donne, grazie alla collaborazione con la Cineteca di Bologna. Durante la manifestazione, inoltre, sarà proiettato il cortometraggio d’animazione La Fellinette, diretto da Francesca Fabbri Fellini, che celebra il grande regista con atmosfere oniriche e grande poesia.

Si renderà omaggio anche alle protagoniste della manifestazione con le proiezioni di una selezione di brevi film in Super8 diretti da Dacia Maraini (Trio, Giochi di latte, La bella addormentata nel bosco, Lo scialle azzurro, Mio padre amor mio – copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale) e del suo lungometraggio L’amore coniugale (copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale) che vede Macha Méril protagonista; sarà, inoltre, proiettato Per le antiche scale, film di Mauro Bolognini, interpretato da Barbara Bouchet protagonista al fianco di Marcello Mastroianni.

Nel segno della commedia la proiezione di Io lui lei l’asino, storia di tradimenti tra avventure e bugie, diretta da Caroline Vignal e interpretata da Laure Calamy, tra le più amate attrici francesi degli ultimi anni.

Il pubblico di Rimini potrà inoltre ammirare le immagini di Edgar Morin, chronique d’un regard, bellissimo ritratto dedicato al celebre filosofo e sociologo intriso di riflessioni sul cinema, per la regia di Olivier Bohler e Céline Gailleurd. In programma anche due film che raccontano due straordinari personaggi femminili del nostro paese: La donna che riapriva i teatri, docufilm di Francesco Ranieri Martinotti che regala allo spettatore un appassionato ritratto di Roberta Betti che ha dedicato la sua vita a salvare un teatro destinato a chiudere, e Il popolo delle donne di Yuri Ancarani, un film potente e di grande impatto in cui Marina Valcarenghi, psicoterapeuta e psicanalista, tiene una lezione sul rapporto fra la crescente affermazione sociale delle donne e l’aumento della violenza sessuale maschile.

Ultimo dei film in programma è Umanità (copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale), pellicola del 1919 diretta da Elvira Giannella adattamento del racconto Tranquillino dopo la guerra vuol ricreare il mondo di Vittorio Emanuele Bravetta, che sarà presentato a Rimini dallo scrittore e storico del cinema Sergio Toffetti.

OSPITI E INCONTRI – Oltre alle proiezioni, il festival ospiterà una serie di incontri e convegni con esperti del settore, registi, attori e professionisti del cinema, offrendo una piattaforma per discutere e riflettere sul ruolo della donna nel cinema contemporaneo e sulla sua rappresentazione nei media. Ospite d’onore della manifestazione sarà Dacia Maraini, fra le scrittrici italiane più amate, e da sempre impegnata per i diritti delle donne. All’autrice C-MOVIE, nella giornata di giovedì 21 marzo dalle 15.30 in poi in Cineteca, dedica un vero e proprio omaggio con un focus che verterà principalmente sulla sua carriera da regista con le proiezioni di alcuni filmati realizzati in Super8 e del film L’amore coniugale interpretato da Macha Méril.

Dacia Maraini, inoltre, sarà protagonista di un incontro con il pubblico alla presenza di Annamaria Licciardello, responsabile della Diffusione Culturale della Cineteca Nazionale, e Macha Méril.

Altra grande protagonista di C-MOVIE sarà Barbara Bouchet, icona del nostro cinema, amatissima star della commedia negli anni ‘70 e ‘80 e più recentemente musa per Quentin Tarantino, che sarà a Rimini in occasione della proiezione di Per le antiche scale. Alla carriera di Barbara Bouchet sarà dedicata la proiezione di un film a sorpresa, che chiuderà il programma delle proiezioni alla Cineteca sabato 23 marzo (ore 19).

In occasione dell’apertura del festival, la proiezione de La città delle donne di Federico Fellini sarà preceduta da un incontro fra tre autrici che hanno conosciuto e raccontato il regista dentro e fuori dal set: Marina Ceratto, autrice del libro La cartomante di Fellini (Baldini e Castoldi), Sonia Schoonejans, autrice di Federico Fellini. Come nasce la magia (Bacchilega editore) e Rosita Copioli (poetessa, scrittrice). Il maestro sarà inoltre celebrato con una conversazione tra Piera Detassis (Presidente e Direttrice artistica Premi David di Donatello) e Marco Leonetti (Responsabile Cineteca Rimini e Museo Fellini) che racconteranno Fellini e le donne.

Altro momento importante di riflessione sarà la presentazione del progetto di ricerca Registe nello specchio della stampa, un’analisi che ripercorre 20 anni di recensioni sui media italiani di film diretti da donne. La ricerca, a cura di Kitchenfilm, sarà presentata da Flavia Laviosa (Wellesley College, Boston), Siria Calderone (Kitchenfilm) e Alice Cucchetti (redattrice della newsletter Singolare, Femminile di FilmTv). Il festival dedicherà anche spazio ad un incontro con gli studenti dell’ITTS “O.Belluzzi-Da Vinci” insieme alla professoressa Sabrina Venturi, nel corso del quale saranno proiettati due cortometraggi, Le imprese delle Donne (2020) e Bolle (2023), realizzati dai ragazzi e dalle ragazze dell’istituto con il contributo della Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (giovedì 21 marzo alle 15 in Cineteca).

Ospiti della manifestazione saranno anche i registi e le registe dei film in programma: Yuri Ancarani, Olivier Bohler, Lucie Borleteau, Céline Gailleurd, Damien Ounouri, Béatrice Pollet, Francesco Ranieri Martinotti e Caroline Vignal.

ANTEPRIME E PROIEZIONI – Tre anteprime internazionali saranno il primo spunto di riflessione per offrire al pubblico uno sguardo esclusivo su opere cinematografiche all’avanguardia che esplorano tematiche femminili in modo innovativo e coinvolgente. Zafira, l’ultima regina diretto a quattro mani da Damien Ounouri e Adila Bendimerad (anche protagonista del film) è una pellicola in costume che offre un inedito racconto di empowerment (crescita personale) femminile tramite le gesta di una figura centrale per la cultura algerina, Zafira moglie dell’ultimo re di Algeri Salim Toumi che lottò per difendere la sua comunità dal pirata Barbarossa.

Solo per me di Lucie Borleteau è una fiaba moderna ambientata in uno strip-club, tra la scoperta del piacere e i sentimenti: un vero e proprio inno alla libertà femminile attraverso i corpi, in cui la regista dipinge un ritratto corale di donne che trovano la propria realizzazione nella professione dello strip-tease in un film contemporaneo privo di moralismi, che con il tono e la leggerezza della commedia romantica mostra la scoperta di sé e dell’amore.

Il corpo femminile è anche al centro di Senza prove di Béatrice Pollet, raccontato da una prospettiva completamente diversa: il film è infatti un appassionante thriller giudiziario che affronta il tema della negazione di gravidanza. Ispirata a fatti realmente accaduti, l’opera seconda di Béatrice Pollet affronta la questione delicata della maternità in un intenso legal drama.

Le registe e i registi saranno a Rimini per introdurre le anteprime dei tre film, che dopo la presentazione al festival arriveranno subito in sala con Kitchenfilm.

CONVEGNI – A partire dalle tre anteprime internazionali e dalle tematiche affrontate, prenderanno vita altrettanti congressi: sarà l’occasione per approfondire i punti salienti del Festival, i fili rossi che attraversano questa prima edizione. Mediterranea – il nuovo mediterraneo delle donne sarà il primo dei tre convegni, nella mattinata di giovedì 21 marzo alle 10 in Cineteca, a partire dell’anteprima del film Zafira, l’ultima regina: un’occasione per fare il punto sul cinema del mediterraneo a firma e soggetto femminile alla presenza di Giorgio Gosetti (Delegato Generale delle Giornate degli Autori al Festival di Venezia), Damien Ounouri (regista), Ginella Vocca (Direttrice artistica MedFilm Festival), Karima Moual (giornalista).

La riflessione sul corpo sarà al centro del convegno Prime donne alla sbarra – chi ha paura di Giovanna d’Arco?, nel corso del quale, venerdì 22 marzo alle 10 in Cineteca, si parlerà delle tematiche rappresentate nel film Senza Prove con la regista Béatrice Pollet, di rappresentazione dei corpi in scena, ma anche di cosa significa fare un contratto d’attrice ed essere donna nello schermo conversando con Laurentina Guidotti (produttrice), Matilde Tortora (storica del cinema, scrittrice), Francesca Vettori (direttrice di doppiaggio), Marina Marino (Avvocata) e Sonia Schoonejans (scrittrice).

L’anteprima del film Solo per me aprirà invece un dibattito più ampio in un convegno che si terrà sabato 23 marzo alle 10 in Cineteca dal titolo I festival delle donne – pari opportunità o disparità opportune?, una riflessione che parte dal concetto di libertà affrontato nel film di Lucie Borleteau per entrare nel vivo del cinema, attraverso i festival delle donne. Parteciperanno al convegno Guendalina Ponti (storica avvocata del cinema), Maresa D’Arcangelo (Fondatrice del Festival di Cinema e Donne di Firenze), Elena Zanni (Direttrice generale Cinema Fulgor di Rimini), Stefania Ippoliti (Fondazione Sistema Toscana Responsabile Mediateca e Area Cinema), Camilla Toschi (Coordinamento attività Cinema La Compagnia), Livia Turco (Presidente della Fondazione Nilde Iotti, è stata Ministra della Solidarietà Sociale e della Salute).

C-Movie Film festival link: www.cinekit.it/c-movie/