Milva, diva per sempre: il docufilm su Rai Play

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Milva

Chioma color del fuoco, fiamma negli occhi, la passione viva nella voce. Maria Ilva Biolcati, in arte Milva: diva in eterno, artista indimenticabile, una delle protagoniste assolute della scena musicale dell’Italia del boom economico.

A tre anni dalla scomparsa della Pantera di Goro (soprannominata così per completare il “trio zoologico” che allora affascinava l’Italia, ovvero: Mina, detta “la tigre di Cremona” e Iva Zanicchi, alias “l’aquila di Ligonchio”), il lungometraggio “Milva, diva per sempre”, regia di Angelo Longoni, prodotto da Elide Melli per Cosmo P. Eu in collaborazione con Rai Documentari, ripercorre la vita e la carriera della cantante: dall’esordio in provincia alle performances nei teatri di tutto il mondo, consentendoci di comprendere l’evoluzione culturale dell’Italia dagli anni Cinquanta fino al nuovo millennio.

Dal documentario emerge un ritratto emotivo, elegante, introspettivo, a tratti leggero e spensierato, a tratti drammatico, costruito attraverso le testimonianze di sua figlia Martina Corgnati, del suo ultimo compagno di vita Massimo Gallerani ed il prezioso materiale di repertorio relativo alle sue esibizioni dal vivo e ai contributi di chi l’ha conosciuta e amata come artista. Tra questi, Mikīs Theodōrakīs, Vangelis, Enzo Jannacci, Franco Battiato, Astor Piazzolla e Alda Merini, Iva Zanicchi e Gigliola Cinquetti, alcuni giornalisti e scrittori, ma anche lei stessa, con gli stralci delle innumerevoli interviste rilasciate durante la sua lunga carriera.

Inizia giovanissima a cantare nelle balere del basso ferrarese con il nome d’arte Sabrina, e lì viene notata per la sua grinta e la sua straordinaria voce. Acclamata nei teatri più prestigiosi, la ragazza di provincia si trasforma in una raffinata interprete, sentendosi a proprio agio nel Tango di Astor Piazzolla come nel musical di Garinei e Giovannini. A vent’anni vince un concorso per voci nuove alla Rai, due anni dopo, nel 1961, arriva terza a Sanremo con Il mare nel cassetto, brano che le permise di rivelare l’ampiezza della sua voce. Un anno importante, in cui la critica discografica italiana la nominò “interprete dell’anno”. Ma non solo: Milva debutta al cinema nel film La bellezza d’Ippolita, di Giancarlo Zagni , al fianco di Gina Lollobrigida. Questa esperienza le diede l’opportunità di mettere in risalto la sua criniera rossa che gli valse il soprannome di “La Rossa”. La sua voce potente e la grinta ancora naif, col crescere dell’esperienza forgeranno il suo inconfondibile temperamento.

Un talento riconosciuto in America Latina, Spagna, Francia – dove è stata paragonata a Edith Piaf, della quale non solo ha adattato il brano classico Milord, nel 1962 intraprese la sua prima tournée fuori dall’Italia con un tale successo che fu invitata ad esibirsi a Parigi sul palco dell’Olympia dove fu la prima artista non francese a cantare Édith Piaf – e soprattutto in Germania. Dalla Scala al Piccolo Teatro di Milano, dallo Schauspielhaus di Zurigo allo Châtelet all’Opéra di Parigi, dalla Konzerthaus di Berlino al Concertgebouw di Amsterdam, dalla Suntory Hall a Tokyo fino alla Carnegie Hall a New York e al Teatro Colon di Buenos Aires. Oltre 80 milioni di dischi in tutto il mondo e ad oggi detiene il primato di artista italiana con il maggior numero di album realizzati: ben 173 tra album in studio, album dal vivo e raccolte, di cui 39 per il solo mercato italiano e 126 singoli.

Grazie all’album I canti della libertà riesce a stregare Paolo Grassi, che la invita a un recital al Piccolo Teatro. Giorgio Strehler il regista colosso del Piccolo, la vuole in un provino: ne rimane stregato al punto da offrirle dopo soli 10 giorni la presenza nel recital di poesie e canzoni di Bertold Brecht che segnerà per sempre la sua parte più colta e amata nella Milano intellettuale. Diventa una delle più rilevanti attrici italiane, anzi la maggior interprete Brechtiana. Un altro incontro decisivo per lei è quello con Franco Battiato all’inizio degli anni ’80: il frutto più bello e conosciuto della loro collaborazione è il brano Alexanderplatz. Dagli anni ’70 in poi Milva ha seguito una doppia traiettoria professionale: quella della sofisticata interprete dei repertori più importanti e quella della cantante da Sanremo, dove è apparsa per l’ultima volta nel 2007 in coppia con Giorgio Faletti.

Con Milva, diva per sempre, Rai Documentari restituisce lo spessore artistico e il profilo più intimo di una cantante straordinaria che ha segnato per sempre la storia della musica italiana, per ricordare e far conoscere l’inestimabile patrimonio culturale e umano che ci ha lasciato.

Rai Play