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Settantadue…tante sono le definizioni ufficiali dei “generi umani”! Altro che maschile/femminile (e la vaga opzione-jolly ‘altro’): nei riferimenti normativi in vigore attualmente, l’elenco è impressionante. Quindi ha ancora senso una generica Festa della Donna?
Assolutamente si, se è per riflettere ricordando la maledetta strage di lavoratrici, morte in un incendio perché chiuse le uscite della manifattura dov’erano, l’8 marzo del 1908 a New York. Anche se l’evento pare del tutto leggendario, le cronache del tempo iniziavano a riportare notizie di pesanti, sistematiche discriminazioni sociali e civili nei confronti dell’altra metà del cielo. Per esempio l’esclusione al diritto di voto e di istruzione, o condizioni di lavoro peggiori rispetto agli uomini. Infatti la denominazione giusta sarebbe “Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne”. Politica insomma e nella sua forma più nobile, non mimose etc…
Però quale migliore occasione per recuperare in modo costruttivo un po’ di sano Woman’s Pride? Beninteso, non quello dei gridolini agli spogliarellisti strafighi o degli slogan ex femministi scopiazzati dal web e mai vissuti, bensì amorevole esercizio di consapevolezza. In tempi di “identità liquida” (72 generi, appunto), forse moltiplicare sguardi ed opinioni può aiutare a navigarci su.
8 marzo, Festa delle Donne: al di là dei troppi luoghi comuni, con rispetto e sano realismo, proviamo quindi a parlare di Uomini?
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“Ci sentiamo in colpa se s’affrontano certi temi – rompe il ghiaccio lo scrittore Andrea Tosatto, dalla scorsa fiera NaturalExpo di Forlì – ma è solo per controllare i nostri pensieri. Nell’ultimo libro parto dal fatto che, visto l’odierno ambiente occidentale, ci stanno dicendo che il genere è un costrutto sociale, ovvero non esiste un sistema certo per stabilire chi è maschio o femmina”. “Infatti nei reparti dove si partorisce – gli fa eco Angelica Deluigi, sociologa specializzata che tratta problematiche di identità e relazione – per i neonati si parla di ‘sesso assegnato’ piuttosto che, più semplicemente, ‘osservato’…” Urka, la strada è subito in salita!
“Siamo inseriti in un contesto postmoderno di grande confusione – spiega la dottoressa – che crea sofferenza profonda. In particolare le nuove generazioni devono fare i conti con la virtualizzazione della vita, ed i ragazzi soprattutto hanno difficoltà ad approcciarsi alle ragazze. Gli incontri senza presenza reale e l’accesso facile ai siti-porno inducono devastanti ansie da prestazione”. Il senso di inadeguatezza poi si traduce o in chiusure sociali (il fenomeno degli hikikomori, solo in Italia, è valutato sui 300.000 casi, anche tra adulti) o in sbocchi di violenza assassina. Prima di arrivare agli eccessi, i troppi protagonisti al maschile potrebbero ispirare le fanciulle a cercar di capire, a educarli – in ogni età – ad aiutarli?
Oggi come oggi in cui perfino coppie mature sotto lo stesso tetto interagiscono tramite i social, un briciolo di attenzione concreta sarebbe una bella ‘rivoluzione civile’. Ma pure economica: “C’è un mercato enorme che non vediamo – ribatte Tosatto – e si arricchisce sulla pelle di persone, molte giovanissime, che non si accettano così come sono. Un grande aiuto sta venendo anche dai corsi di Educazione Affettiva della Fondazione Cecchettin, realtà voluta dal padre di Giulia all’indomani del femminicidio.”
Per carità, le Istituzioni pubbliche si danno da fare “Già – riprende Deluigi – l’OMS ha redatto delle ‘linee-guida per l’educazione alla sessualità’ da applicare nelle scuole. Considerando però che le nuove strutture familiari sono mancanti di punti di riferimento, certi temi delicati sembrano pericolosamente forzati.” Quindi? Punto-a-capo sbandierando l’orgoglio femminile?
“Nel 2022 Matt Walsh scrittore e divulgatore statunitense, ha dimostrato qual è la situazione girando il documentario ‘What is a woman’ – ancora la sociologa – Ha semplicemente posto a tutti i livelli proprio quella domanda, ma nessuno ha saputo dire ‘cos’è una donna’. Scena muta e imbarazzo perfino nelle università con master dedicati al genere!” Altro che male/female, così si mette in dubbio perfino il possesso d’una intelligenza elementare. “Eppure Walsh ha avuto risposta all’interrogativo proprio chiedendo nelle tribù primitive. Lì, la reazione dell’impulso più naturale: stupite, viscerali risate” di scherno, vien da pensare. Ce lo meriteremmo.
Insomma l’evoluto ricco mondo occidentale non sa manco più distinguere l’essenziale? E dire che “sono diversi in tutto – torna Andrea Tosatto – l’uomo ragiona mediante ‘scatole’ che contengono una cosa per volta (tutt’altro dal quasi-deserto neuronale! N.d.R.) mentre la donna ha l’ippocampo (ghiandola della memoria per i dettagli) molto più sviluppato.” In sostanza, aspetti del femminile sono sensualità, manifestazione della vulnerabilità e propensione a chiedere/comunicare (definite ‘orizzontali’). Quelli del maschile l’integrità, la coerenza, il conseguire al pensiero dell’azione (dette ‘verticali’): per fortuna, a varie percentuali, in ogni Creatura sono comunque presenti, ne andrebbe della sopravvivenza personale! “Dovremmo essere contenti delle caratteristiche diverse – commenta lo scrittore – sono ciò che ci rende meravigliosamente necessari gli uni agli altri. Eppure è considerato ‘Politically Scorrect’ chi lo dichiara, come se fosse disonorevole rivendicare civilmente il diritto alla libera espressione, alla creatività e all’esercizio della mente critica.”
“Tuttavia la realtà oggettiva esiste – rassicura Angelica Deluigi – la si vede recuperando il senso originario del maschile/femminile. Guido percorsi e consulenze in cui ci si ripulisce da certi pregiudizi pesanti; funzionano in quanto ciò che siamo è già dentro di noi. Gli uomini e le donne, nella quotidianità reagiscono in modi talvolta opposti, ma non sono inconciliabili. Il mio metodo agisce sui tre piani: ‘biologico’, ‘sociale’ e quello che definisco della ‘psicologia delle polarità’, con l’aggiunta dell’aspetto transpersonale, cioè l’attenzione all’anima immortale. In quegli incontri non si liquida tutto dicendo che ‘Lei’ deve lottare contro il patriarcato e ‘Lui’ imparare a piangere!”
Come se le emozioni maschili non esistessero… Alberto Penna, docente di psicoterapia, scrive: “Anche gli uomini hanno nel proprio DNA la possibilità di prendersi cura di chi ha bisogno. Lo prova ciò che fa il macaco, che in assenza di femmine sa accogliere con modi dolci e affettuosi perfino cuccioli sconosciuti. Pure lo studio dell’homo d’un milione di anni addietro, allora nomade cacciatore, ci racconta che se un membro del gruppo si feriva, gli altri a turno lo accudivano, altrimenti non sarebbe sopravvissuto. Quindi si, la cura è complessa attivazione emotiva di cui tutti siamo dotati. Una grande antropologa, Margaret Mead, disse che proprio questi comportamenti sono il segno della nascita della Civiltà.”
Chapeau… quindi le donne non devono fare certe cose perché gli uomini non le sanno fare!
Diventa sempre più interessante questo viaggio nel maschile. Bello scoprire che anche “Adamo”, seppur quasi in sordina, sta cercando di definire una propria identità. Da molto tempo e con serenità, in tutto il mondo va avanti un percorso di autoconsapevolezza che “Eva”, con i movimenti femministi talvolta un poco estremi, diversi anni prima aveva iniziato a tracciare. Mankind Project è una rete globale di associazioni no-profit focalizzate sull’identità maschile moderna. Attiva dal 1984, quando fu fondata nel Wisconsin, ha anche la versione italiana e crea occasioni di incontro per la crescita personale. Più vicini al ‘sentire’ europeo sono altre realtà, come per esempio La via del Maschile maturo o Mica Macho, con sedi nell’area intorno a Bologna. La prima organizza ritiri di varia durata per soli uomini, e a leggerne i programmi dalle finalità mai banali verrebbe voglia di intrufolarcisi (femminilmente invisibili) con sincero entusiasmo. L’altra è community volentieri partecipe agli eventi contro la violenza di genere: a forza di collaborare con donne sensibili hanno raccolto materiale per un manuale piacevolmente istruttivo su cosa voglia dire ‘fare l’uomo’.
Evviva chiunque accetti di mettersi in discussione! “C’è una tradizione maschile lontanissima, continuata fino al dopoguerra, che si sta recuperando – rivela Libero, anima dell’Officina Profondo Benessere – ed è quella dei ‘cerchi della Parola’. Persone che si ritrovano per poche ore ad esprimere liberamente il proprio pensiero, ed è terapeutico perché regole condivise sono il coinvolgimento di tutti, la riservatezza, l’assenza di giudizio, e soprattutto l’ascolto. Gli obiettivi sono Gioia, Consapevolezza e Guarigione a superare l’atmosfera di ‘competizione tossica’ che ci soffoca. Ci sono sia misti che non, ne organizzo tanti anche se socialmente pare che gli uomini che parlano di sé non sono visti bene. Eppure c’è sempre più bisogno di risvegliare Femminile e Maschile sacri, ancestrali ed autentici, sia ‘fuori’ che ‘dentro’ di noi.”
Per vivere in Armonia, allora, alla faccia della paranoia da gender, forse è meglio tornare alle origini, recuperare quel che Natura ci dà non lasciandosi condizionare dagli stereotipi…e festeggiare questo 8 marzo con Amore universale e Leggerezza. Magari andando al cinema: uscito da poco, diverte con intelligenza “Follemente”, commedia italiana diretta da Paolo Genovese. Un notevole cast di attori porta sullo schermo il mai finito battibeccare delle varie personalità che coabitano nel nostro essere, condizionandone agire e reagire. E’ un raro caso di smaccata citazione – “Inside Out” 1 e 2 – che riesce a ripercorrere dignitosamente la via aperta dall’originale.
Buona Festa della Donna a tutto il femminile che può meritarsi la maiuscola: quelle che capiscono la differenza tra maschio e Uomo. Convinte che, ad ogni età, possano sempre ‘partorire’ adorabili, fragili, affidabili, luminosi, consapevoli, irrinunciabili, veri Esseri Umani.
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.“Politically Scorrect, la fine del gender” di Andrea Tosatto, OM ediz. 2025 – https://www.andreatosatto.it
. Centro di Ricerca KY, Cesena per gli incontri e percorsi sulle dinamiche relazionali con Angelica Deluigi – https://www.centrodiricercaky.it
. Alberto Penna su Salus – supplemento/salute al Resto del Carlino, 8 dic.2024, pag.19 “Anche gli uomini possono prendersi cura di chi ha bisogno”
. “Cosa vuol dire fare l’uomo?” dalla community Mica Macho, ediz. SONDA 2023 – sui social “MICA macho”
. I corsi di educazione affettiva della Fondazione Giulia Cecchettin su https://fondazionegiulia.org
. L’associazione che organizza ritiri per uomini è di Castel Maggiore – BO, info https://laviadelmaschilematuro.it
. Mankind Project – https://mankindproject.org e https://mkpitalia.it
. Enrico Libero – coaching e cerchi ancestrali: su fb “OfficinaProfondoBenessere” – 3476646728
. Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS per l’Educazione alla Sessualità
. MedicineNet: “All 72 gender list” https://www.medicinenet.com
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