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La tragedia antica, e anche quella moderna ovviamente, nasce dalla coreusi che unisce canto e danza e, in fondo, quest’ultima trascrive esteticamente l’andare e il neniare delle antiche, altrettanto antiche, prefiche chiamate a consolare i morti affinché potessero ‘andare in pace’ e non restare o ritornare.
In fondo Dioniso viene da lontano, da un immaginato Oriente, ma è sempre stato così vicino, è intorno a noi abbracciandoci nel soffio della stessa natura.
Neine, di papaveri e consolazione, questa interessante coreografia di Luca Sansoè vista nel bellissimo chiostro triangolare del Museo di Sant’Agostino di Genova, nell’ambito del meritevole Festival Resistere e Creare diretto da Marina Petrillo insieme a Katarzyna Gdaniec, Lara Guidetti, Natalia Vallebona e Valentina Barone, sembra nutrirsi di questa doppia intuizione, la prima quella profondamente femminile (anche oltre il genere se vogliamo) che è la pratica della cura e della consolazione che unisce la doppia qualità di creare la vita e dunque di esorcizzare la morte, la seconda quella della capacità mutante e trasfigurante della natura, vero e proprio universo ‘trans’ nel senso che transita ogni genere, ogni qualità e ogni specie o razza.
Ne nasce una sorta di mistica religiosa del gesto e del movimento consueto, quello che ci accompagna quotidianamente, sorpreso e reattivo di fronte al mondo che cambia restando se stesso, un gesto e movimento trasfigurato nella percezione di un qualcosa che sta oltre, prima o dopo che sia, di qualcosa che manca o viene a mancare e che non sappiamo, ma della cui mancanza o perdita abbiamo bisogno di essere consolati.
Le Tre Neine (anagramma consapevole di nenie), tre come le Moire che reggono il filo della vita e della morte, leggono la trama dell’esistenza costruendo quasi un scenografia di parola che abbraccia il senso del loro danzare, alternativamente centrifugo e centripeto.
Uno spettacolo se vogliamo ambizioso ma abbastanza riuscito, in cui le tre brave danzatrici (Camilla Cicciotti, Caterina Montanari, Marzia Raballo) sanno dare prova di buona tecnica e anche di adeguata immedesimazione, in una coerente fusione tra ambiente musicale, drammaturgia e coreografia.
Una giovane compagnia che può ulteriormente crescere e merita attenzione. Buona la partecipazione del pubblico e intensi gli appalusi.
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NEINE, DI PAPAVERI E CONSOLAZIONE. Ideazione e messa in scena Luca Sansoè, Con Camilla Cicciotti, Caterina Montanari, Marzia Raballo. Costumi Marco Caudera. Il progetto è realizzato all’interno e con il sostegno del collettivo Cifradanzateatro.
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