“Anche il sole sorge solo se conviene”
Nonostante il temporale e la pioggia che cadeva incessante, il popolo delle “piccole iene” era lì, sabato 26 luglio al Beky Bay di Bellaria Igea Marina, per il live degli Afterhours, muniti di giubbotti impermeabili, ma soprattutto dalla grinta di non mollare e con quella voglia di cantare e urlare fino a perdere la voce, bronchite compresa, (tratto da una storia vera).
“Io non tremoE’ solo un po’ di me che se ne va”
Ad aprire lo show due gruppi, Rain Taylor e Grida, giovani talentuosi, facenti parte della rassegna “Carne fresca”, curata personalmente da Agnelli, che ci spiega sul palco che a questa nuova generazione non frega niente del lusso e dei live a San Siro, chiara frecciatina a tutti quei gruppi di oggi che mirano solo al Dio Denaro e che sfornano musica (anche se musica non è) inascoltabile.
Manuel Agnelli, con giubbotto nero di pelle, da vero rocker, accompagnato da Andrea Viti (basso), Dario Ciffo (violino, chitarra) e Giorgio Prette (batteria) insieme a Giacomo Rossetti alla chitarra, tastiere e percussioni, la formazione originale del disco “Ballate per Piccole Iene”, salgono sul palco con la voglia di suonare e divertirsi e portare a casa questo concerto nonostante le difficoltà del maltempo che ha creato qualche problema tecnico, ma Agnelli & Co. con classe e maestria portano avanti lo show, riuscendo a coinvolgere tutto il pubblico presente.
La prima parte del live vede l’esecuzione integrale di “Ballate per Piccole Iene”, con pezzi potentissimi come La sottile linea bianca, Ballata per la mia piccola iena, Ci sono molti modi, La vedova bianca, dove vediamo la band ri-unita e con una carica incredibile, così come tutto il pubblico, dove tante generazioni si sono date appuntamento per vedere questa grande band, per urlare tutta quella inquietudine che abbiamo dentro, la stessa inquietudine del passato che si è trasformata in quella del presente, per questi tempi maledettamente bui.
Partecipare ad un concerto degli Afterhours significa attuare delle “strategie” per combattere tutta questa tecnologia che ha portato molta solitudine, indifferenza e tutti quei leoni da tastiera capaci solo di schiacciare dei pulsanti e nascondersi dietro a dei monitor, mentre quello che dovremmo fare è scendere in piazza, “Agitarsi“, come diceva Gramsci, e come ha detto Agnelli sul palco, andare a votare, che è un nostro diritto e dovere per chi vuole cambiare le cose nel paese.
La seconda parte del concerto sfreccia su pezzi come Strategie, Lasciami leccare l’adrelanina, Male di miele, Quello che non c’è, Varanasi Baby, Non si esce vivi dagli anni ’80, Bye Bye Bombay, canzoni che hanno segnato un’epoca, canzoni capaci di emozionarci ancora e ancora e scavarci dentro, Agnelli da vero intrattenitore della folla, incita il pogo, lascia cantare intere strofe al pubblico, rendendoci parte di questo grande spettacolo e continuando a ringraziarci per esserci, per essere presenti e per aver reso tutto questo possibile.
Il live si conclude con la cover de La Canzone di Marinella, bellissima e struggente, interpretata da Angelli rispettosamente e delicatamente rock, per finire con Non è per sempre e Voglio una pelle splendida.
“Senza un finale che faccia male“, in realtà un pò ci fa male il cuore dopo questo concerto, perchè “non c’è niente che sia per sempre”, con la consapevolezza che anche questa volta la musica ci ha salvato e ci ha curato, perchè “la chiave della felicità è la disobbedienza in sè a quello che non c’è” con la promessa che continueremo a combattere, sperare e sognare per un mondo che ancora non c’è.
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26 luglio Beky Bay, Afterhours

