Arriva venerdì 11 luglio all’Arena delle Balle di Paglia di Cotignola “La Miseria Tour”, il tour del nuovo album di Luca Romagnoli, in un coinvolgente concerto caratterizzato dalle sue canzoni e dalla sua “poesia elettrica”.
La Miseria è il primo album da solista del frontman dei Management (del dolore Post-Operatorio), che ha deciso di ritagliarsi uno spazio tutto suo per raccontare la sua parte più intima, strettamente intrecciata alla visione della società in cui viviamo. 10 canzoni (più una, presente in doppia veste) per un concept album sulla miseria contemporanea.
L’album è entrato nella cinquina delle Targhe Tenco come miglior disco di esordio.
“La musica è un fiume che si muove nelle vene e non vede l’ora di gettarsi nel mare emotivo dell’ascoltatore – racconta Luca Romagnoli. Sto portando questo disco in giro, con un tour in alcune città italiane. Oltre a farvi ascoltare le canzoni, vi leggerò e vi parlerò delle poesie che mi hanno ispirato nella scrittura. Saliranno con me sul palco Pier Blasioli (suoni e distorsioni musicali) e Vik Di Santo (noise ritmici)”.
Luca Romagnoli racconta La Miseria:
La miseria è una piscina che si paragona al mare per bellezza e profondità. È la vita che finge di essere la vita, in tutte le sue declinazioni “trashendentali”.
È il linguaggio della politica, il linguaggio più basso della nostra epoca, è l’orrore della guerra (ancora), la povertà dell’odio verso l’altro. La miseria è un bambino che non è più in grado di inventare un gioco, una storia, è anche un genitore che per metterlo a tacere gli piazza tra le mani uno schermo. Dentro quello schermo è tutta una miseria che ci vuole consumatori, consumatori e basta, che ci vuole drogare di desiderio, del ciò che non abbiamo, anche quando abbiamo troppo.
La miseria è ammalarsi di questo troppo, doversi curare per il troppo. “Chi troppo vuole nulla stringe”, non lo stringe neanche quando lo ha tra le mani, perché è troppo distratto dal suo prossimo desiderio. Desiderio di oggetti, della prossima cosa da comprare per riempire un vuoto, del prossimo video da guardare per riempire un vuoto, della prossima foto da scattare e condividere, per essere sicuri di esistere. Non c’è niente di più misero di un mondo di persone che lottano per la propria schiavitù come se stessero lottando per la propria libertà. Niente di più misero di chi studia solo per avere un lavoro, per produrre cose che faranno arricchire altri, o faranno ammalare altri.
La miseria è darsi un bacio, e fotografarlo e sottoporlo alla valutazione degli altri, dove anche l’amore diventa un oggetto e si può dire “io ce l’ho”.
La miseria è il ricco che mostra a tutti la sua ricchezza, è la mitologia del consumo.
La miseria è vivere una vita, l’unica che abbiamo in tutta l’eternità, e viverla per qualcun altro.
LA MISERIA è il titolo del mio primo disco solista, dove ho fatto un “salto in altRo”. Dove ho deciso di dichiarare il mio valore poetico non appartenendo a nessun genere, a nessun movimento.
Me ne tiro fuori, mi ritengo già estinto.
Mi sono messo sotto uno strato di ghiaccio e aspetto che qualcuno venga a scoprirmi, come una statua rimasta sul fondo del mare per migliaia di anni.
L’indirizzo di questo disco non si trova nella periferia di una città, ma alla periferia dell’umanità.
Ho cercato di non affogare in quella piscina, ho trovato l’oceano, ma anche qui, vedo solo plastica sfuggita agli industriali.
“Quando Dio ha qualcosa da dire o da ridire, non si rivolge ai creativi di Benetton, ma ad individui particolarmente irritabili: gente che sa da dove nasce l’Offesa”. (Paolo Maria Cristalli)
I poeti. Questo disco è un omaggio ai poeti, ai miei poeti.
Soprattutto a quelli che ho avuto l’onore – l’amore – di conoscere. Ci sono le parole di Paolo Maria Cristalli e di Vik Stragovin, uno morto e l’altro vivo, ci sono le loro ed altre influenze in tutte le canzoni. Due canzoni nello specifico sono state scritte interamente con le loro parole, adattando in musica le loro opere. Con questo disco mi dichiaro poeta “senza averne i requisiti”, poeta abusivo.
È quello il mio mestiere, da sempre, non ho bisogno di fare una foto e farmi dire dagli altri, nei commenti, se posso continuare. Lo dico per sopraggiunta sicurezza, dati anagrafici alla mano, di non potere fare altro.
“Di colpo non mi fa più né caldo né freddo non essere moderno”.
Web: https://lucaromagnoli.com/
IG: https://www.instagram.com/


