Max Gazzè e la Orchestra Popolare del Saltarello, concerto esperimento

Max Gazzè

Venerdì 6 luglio Max Gazzè ha fatto danzare la collina per Parco Storico di Monte Sole a Marzabotto per il festival LUPO, la manifestazione ideata e curata da Ozono Factory Aps (in collaborazione con Crinali Aps) che dal 2021 gestisce il Rifugio Re_Esistente “Il Poggiolo”.

“Spazio di accoglienza, condivisione e programmazione culturale nei luoghi dove si consumò l’eccidio nazi-fascista del 1944, la più grande ed efferata strage compiuta dalle SS in Europa durante la Seconda Guerra Mondiale. Un luogo simbolo della memoria collettiva, dove la celebrazione della vita e della gioia diventano mezzo per continuare a coltivare quella memoria e, insieme, i valori di pace, solidarietà e antifascismo che dagli orrori della guerra sono nati.”

Così raccontato sui canali del festival stesso al quale si attribuisce un grande pregio: l’attivazione del contesto, la risignificazione dello stare insieme a Monte Sole, anche assumendo il rischio di scegliere grandi nomi della musica.

Un “palco piazza” progettato dallo Studio GRRIZ di Bologna, una struttura interamente lignea pensata per fondersi con il paesaggio naturale circostante, accoglie Max Gazzè con il suo MUSICAE LOCI 2025, il progetto che unisce le sue note a quelle delle migliori orchestre popolari e delle tradizioni locali italiane. A LUPO è accompagnato dalla straordinaria Orchestra Popolare del Saltarello, un organico formato da una sezione vocale, una sezione di organetti e fisarmoniche, chitarre, mandolino, zampogne, flauti, tamburelli, basso e batteria che interpretano il repertorio di tradizione abruzzese con originalità e freschezza.

L’atmosfera è rilassata e di totale ascolto: all’inizio del concerto siamo tutti seduti sulla collina a goderci lo spettacolo ma anche le stelle sopra a questa meravigliosa struttura del palcoscenico che fa da quinta. Le voci dell’Orchestra, la voce di Gazzè, tutti gli strumenti, tra cui spicca sicuramente l’organetto tipico della musica popolare abruzzese, sono amplificate da questa forma avvolgente, e ci arrivano dritte al cuore. La canzone più partecipata è di certo “L’amore non esiste” scritta insieme agli amici e colleghi Nicolò Fabi e Daniele Silvestri che scherzosamente Gazzè saluta dall’alto della collina, “da questo posto meraviglioso e fresco” dice.

Ma Gazzè ha sempre anche avuto un altro potere: quello di coinvolgere in balli ribelli il suo pubblico e quindi dalla metà di questo concerto-esperimento tutta la platea diventa una pista da ballo. Le musiche dell’Orchestra, dall’animo un po’ gitano, si mescolano alle canzoni più note del cantautore romano e tutta la collina si muove libera nel buio dell’Appennino.

Il risultato è eccellente, il pubblico entusiasta. Tra “La favola di Adamo ed Eva” che sembra vibrare all’infinito e una versione di “Bella Ciao” riarrangiata dall’Orchestra del Saltarello, si conclude questa esperienza unica che non fa che ben sperare nella conferma di questa qualità artistica per le prossime edizioni.

 

Visto il 6 luglio, Marzabotto, Parco Monte Sole