Cristiano De Andrè: Una “Smisurata preghiera” in nome del padre

Dopo un buon aperitivo al canalino di Cervia, ci dirigiamo verso Piazza Garibaldi dove domenica 27 luglio abbiamo assistito al concerto di Cristiano De Andrè.

“De André canta De André Best of Estate 2025” è nome del tour che Cristiano ha intrapreso e dove rende omaggo e celebra il padre, Fabrizio De Andrè, rivestendo alcune canzoni con nuovi arraggiamenti, donando nuova linfa vitale a pezzi che hanno segnato la poetica cantautorale italiana.

Certo, come afferma Cristiano stesso non è facile il confronto con un genio come suo padre e ci racconta che Fabrizio all’inzio voleva che “C”, (come lo chiamava), facesse il veterinario, per proteggerlo, ma a Cristiano l’unica passione che lo faceva smuovere era fare il musicista e Fabrizio lo prese con se in tour e per Cristiano fu sicuramente uno dei momenti più belli della sua vita perchè suo padre gli confermò che aveva talento.

Cristiano non è solo un musicista e cantautore ma un grande polistrumentista, interpreta e reinterpreta le canzoni del padre alternando la chitarra acustica e classica al bouzouky, passando dal pianoforte, all’immancabile violino, accompagnato dalla sua band composta da Osvaldo Di Dio alle chitarre, Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere e Ivano Zanotti alla batteria.

Un concerto che si trasforma in una messa laica, come afferma lo stesso Cristiano, un viaggio nelle canzoni di una leggenda, di un mito, dove parole come amore, giustizia e rabbia si mescolano fra loro e dove come figlio, Cristiano sente il dovere di trasmettere la parola di suo padre e di farne una vera e propria missione, una “Smisurata preghiera” che attraversa generazioni in generazioni.

Si passa da pezzi come ‘Â çìmma, Ho visto Nina volare, Don Raffaè, Se ti tagliassero a pezzetti, Smisurata preghiera, Verranno a chiederti del nostro amore, Canzone del padre, Nella mia ora di libertà dove Cristiano racconta aneddoti del padre e del loro rapporto e di questo continuo confronto, doloroso, ma che ha portato il cantautore ad essere non solo il figlio, ma un grandioso musicista, cantautore, interprete, e dove il suo coraggio diventa esemplare.

Non mancano parole per ciò che sta accadendo nel mondo, ammettendo che si vergogna di essere italiano e urlando “Palestina Libera!”, chiedendo a tutto il pubblico di fare un minuto di silenzio e noi, che siamo tutti seduti, ci alziamo con rigoroso rispetto e ascoltando questo lungo minuto di silenzio assordante, penso che forse questo piccolo gesto può fare davvero la differenza, nel senso che le parole contano fino ad un certo punto e che bisogna armarsi di atti pratici, mostrare empatia, compassione per gli ultimi e per tutti coloro che vengono ingiustamente ammazzati, per tutti i soprusi, per chi viene bullizzato, per tutti i femminicidi e per tutte le volte che vediamo o assistiamo a queste azioni ignobili dovremmo inorridirci, prendere posizione e scendere in piazza, mentre intorno a noi regna indifferenza e dove delitti vengono visti come normalità e dove l’uomo non è più uomo in quanto tale perchè ha perso già da tempo la sua umanità.

“Per quanto voi vi crediate assoltiSiete per sempre coinvolti”

Le canzoni e le nostre emozioni scorrono come un fiume in piena con le note di Bocca di rosa, Amico fragile, La canzone di Marinella, Un giudice, Il testamento di Tito, Dormono sulla collina, Volta la carta, Quello che non ho, Fiume Sand Creek, e per chi come me non ha avuto il piacere di vedere dal vivo Faber, ha potuto assitere a questo grande concerto, dove a tratti il figlio diventava il padre e dove il padre diventava il figlio, come se ci fosse attraverso la musica un dialogo speciale.

Con Crêuza de mä, Il pescatore e La canzone dell’amore perduto, dopo ben due ore e mezza di concerto tutto il pubblico si alza dalle sedie e sottopalco si canta tutti assieme, si onora quel padre, quel figlio, tutta la band e tutti i presenti che hanno “messo l’amore sopra ogni cosa”.

 

27 luglio, Piazza Garibaldi, Cervia, Cristiano De Andrè