Per due mesi, dal 6 settembre al 19 ottobre, grazie alla collaborazione con Compagnia Iris e il coinvolgimento di WAM! Festival e del Conservatorio statale Giuseppe Verdi di Ravenna, Palazzo Milzetti di Faenza – straordinario museo nazionale dell’età neoclassica – apre le porte alla rassegna “Spazialità Sonore” tra danza, musica e dibattiti.
“L’intento della rassegna è molteplice: avvicinare gli spettatori del teatro, della danza e della musica alle meraviglie del Palazzo, già in passato location per spettacoli di danza; – spiega Valentina Caggio della Compagnia Iris – l’obiettivo è anche quello di far conoscere ai visitatori del Museo altre arti, più legate allo spettacolo dal vivo ed evidenziare come un luogo storico può essere casa di linguaggi più contemporanei, senza snaturarsi. Proponiamo questo ricchissimo calendario di spettacoli di compagnie nazionali e internazionali, tessendo relazioni tra le tematiche degli spettacoli e il Museo: per la danza contemporanea è abbastanza consuetudinario abitare luoghi altri rispetto ai teatri. A Faenza abbiamo fatto e ospitato numerose performance al Museo Internazionale delle Ceramiche, al Museo Zauli, al Museo Malmerendi, al Museo del Risorgimento. A Spazialità Sonore saranno presenti un gran numero di artisti, una cinquantina tra musicisti e danzatori, proveremo a dar vita, corpo e suono, alle splendide sale del palazzo: architetture di movimento, architetture in movimento”.

Ma come cambia l’approccio della danza in base al luogo in cui avviene?
“Abbiamo spesso danzato all’interno di Musei, da artiste contemporanee sosteniamo la possibilità di abitare spazi che non sono nati per la fruizione dell’arte dal vivo, ma che col tempo stanno diventando case delle arti. Una delle definizioni della danza è forma nello spazio e nel tempo. Il luogo in cui avviene cambia moltissimo, danzare in una scatola nera rende uno spazio neutro, da cui è possibile far nascere ogni storia e visione. Anche da un bosco o in mezzo al fiume, è possibile far nascere ogni storia e visione, nella narrazione chiaramente gli elementi naturali fanno necessariamente parte della storia. Per il Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna non si possono non tenere in considerazione la scansione dei volumi, le teorie delle colonne o delle finestre, le tantissime tempere dipinte sui muri e sui soffitti. La wunderkammer di gesti e parole dal titolo That’s all di Davide Tagliavini è pensata per spazi non teatrali, l’artista creerà un mondo in una sala specifica di Palazzo Milzetti; Vier Letzte Lieder della compagnia Iris si modificherà in questa cornice neoclassica portando nella coreografia molti elementi presenti nel Tempio di Apollo, come anche per la perfomance Unusual Suite di Club Alieno. Questa compagnia di danza, musica e performance è nata all’interno di Cuore 21, Cooperativa di Riccione che si occupa di attività educative ed inserimenti lavorativi di persone con disabilità intellettive. Negli spazi consacrati al rigore della forma di questo museo, custode di un passato sempre vivo ed eterno, i corpi alieni irromperanno, l’equilibrio e la proporzione delle sale cambierà, sarà un invito a disallinearsi, vi suggeriamo caldamente di partecipare a questo accadimento. A seguire nella stessa giornata un’altra compagine di giovani, bolognesi stavolta, Double Bill di Get The Floor: un programma di formazione professionale diretto da Lorenzo Di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati, sotto l’egida della compagnia DNA diretta da Elisa Pagani. In programma anche Sguardi, una performance in site specific della Compagnia Iris e Agoràdanza, che farà guardare l’intero palazzo con altri occhi. Pensata ad hoc con molte danzatrici per sottolineare la commistione tra danza e architettura, danza e pittura, nella bellezza e nella potenza di questi spazi così ricchi di storia e di storie. Una lunga residenza di tre mesi per le interpreti per creare nelle sale del museo uno spettacolo unico, ricco di suggestioni visive e sonore: i volumi degli ambienti prendono corpo, i ritmi architettonici si fanno movimento e le narrazioni prendono forma. Il gruppo gioca evocando attività della vita pubblica e privata di chi ha vissuto il palazzo, immaginando altre possibilità per abitarlo. I concerti del Conservatorio Nazionale Giuseppe Verdi sono stati pensati in diverse sale a seconda dell’acustica. I quattro appuntamenti, ciascuno dei quali esplorerà un rapporto inedito tra suono e spazio, con una proposta timbrica e sonora differente e coerente con l’ambiente che la ospita: un legame di suono, una corrispondenza dei sensi e di senso. Ad ogni incontro sarà presente la danzatrice Anna Clara Conti, interagendo con la musica dal vivo e gli spazi del Palazzo.
Ho capito anche che siete molto attente alla relazione con il pubblico. In calendario sono previsti talk e momenti didattici, quale è il vostro obiettivo?
“Ci interessa creare networking e partecipazione della cittadinanza: proponiamo un laboratorio pensato per tutti e dei talk con i visitatori/ spettatori prima degli spettacoli per dare alcuni suggerimenti su come guardare, per trovare connessioni, per cercare significati, come dice Michele Pascarella per avere un giudizio più maturo e profondo oltre al mi piace, non mi piace e per avere qualche strumento in più per partecipare delle performance, che si andranno a guardare. Poi avremo la La danza della Fortuna, il laboratorio aperto a tutti a cura di Gregorio Magnani, educatore e facilitatore nell’ambito dell’educazione non formale, della comunicazione consapevole e dell’espressione creativa”.
Indipendentemente da come andrà, ci sarà una seconda edizione del progetto, per dare continuità alla valorizzazione di Palazzo Milzetti?
Sarebbe molto bello, abbiamo all’attivo fino ad ora 12 edizioni di Wam!, chissà a che edizione arriveremo di Spazialità Sonore. Questo festival è un’occasione per vivere il patrimonio in modo nuovo e partecipato, offrendo esperienze artistiche che mettono in relazione passato e presente, architettura e movimento, storia e contemporaneità. Speriamo di continuare a portare a Faenza segni così rilevanti e influenti: la compagnia Panzetti/Ticconi chiude la rassegna con Harleking, un lavoro sulle dinamiche e l’intreccio tra potere, violenza e comunicazione che da tanti anni viaggia in tutti i continenti. I danzatori dai festival di danza più importanti del mondo, porteranno il loro sguardo e la loro poetica qui, a Faenza.
Ingresso con il biglietto del museo, 4 ottobre gratuito. Info: https://www.wamfestival.com/spazialita-sonore-danza-e-musica-a-palazzo-milzetti-faenza/


