Sì Fest, ultimo fine settimana

Ultimo fine settimana per visitare le mostre del Sì Fest, tra le più longeve e autorevoli manifestazioni italiane dedicate alla fotografia contemporanea.

Geografie Visive è il tema scelto per questa 34ª edizione: una riflessione profonda e articolata sulla complessità del presente. In un mondo attraversato da conflitti, crisi climatiche, spostamenti forzati e trasformazioni culturali e sociali, il festival invita a interrogarsi su come abitiamo oggi i territori fisici e simbolici. La fotografia diventa così un atto di responsabilità, uno strumento per osservare il visibile e insieme dare forma all’invisibile: ciò che sfugge alla cronaca, ma definisce il nostro tempo. Le opere in mostra tracciano una mappa plurale fatta di paesaggi, memorie e identità in evoluzione, mostrando come lo sguardo fotografico possa farsi testimonianza, interpretazione e possibilità di orientamento nel mondo che cambia.

Tra i progetti in mostra, Hyperborea (Chiesa del Suffragio) di Evgenia Arbugaeva (Russia), un viaggio tra le nevi della Siberia artica in cui il linguaggio del reportage incontra l’atmosfera della fiaba. Si prosegue con Where the World is Melting (spazio Don Baronio) di Ragnar Axelsson (Islanda), elegia visiva sullo scioglimento dei ghiacci e la sopravvivenza delle comunità artiche, e con Just in Case #2 (spazio Sora) di Taysir Batniji (Palestina/Francia), archivio visivo della diaspora costruito attraverso oggetti quotidiani trasformati in simboli della memoria.

Con Skagit Valley (spazio Margelloni), Michael Christopher Brown (USA) immagina un’agricoltura post-apocalittica usando l’intelligenza artificiale per generare un paesaggio visivo sospeso tra documentazione e speculazione. Sehnsucht (Vecchia Pescheria) di Barbara Diener (Germania) riflette invece sul senso di comunità e spiritualità nei territori rurali tra Europa e Stati Uniti, mentre Fabio Domenicali (Italia), premio Portfolio Italia 2024, in Teren Zielony (Monte di Pietà), costruisce un racconto dove l’elemento naturale diventa metafora di una ricerca identitaria.

L’agonia del Mar Caspio è invece al centro di The Caspian (Spazio Faberi) di Khashayar Javanmardi (Iran), che documenta la crisi ecologica con sguardo lucido e coinvolto. Con Shine Heroes (Monte di Pietà), Federico Estol (Uruguay), Premio Pesaresi 2024, trasforma un gruppo di lustrascarpe di La Paz in supereroi della quotidianità, ribaltando la narrazione su marginalità e visibilità.

Roselena Ramistella (Italia), con Deepland (Castello di Ribano), ci porta lungo i sentieri montani della Sicilia, restituendo una narrazione intima e concreta del mondo rurale contemporaneo.

Hashem Shakeri (Iran) in Staring into the Abyss (Spazio Margelloni) firma un potente reportage sull’Afghanistan post-talebano, dove lo sguardo si fa testimonianza della violenza e della dignità resistente delle minoranze perseguitate. In How to Disappear (Monte di Pietà), Aleks Ucaj (Albania/Italia), Premio Portfolio “Werther Colonna” SI FEST 2024, indaga invece il tema della scomparsa e dell’identità migrante, attraverso una ricerca fotografica e d’archivio che incrocia autobiografia e memoria collettiva.

Tra i progetti autoriali, anche il debutto espositivo in un festival fotografico di Lorenzo Urciullo, in arte Colapesce (Italia), con Doppia Uso Singola (Villa La Rotonda): dieci anni di immagini raccolte tra viaggi, stanze d’albergo e oggetti dimenticati, in un racconto stratificato sulla solitudine, l’identità e la dimensione sospesa del tempo.

Sabato 27 settembre alle 11 i curatori e gli autori condurranno una visita guidata alla mostra “Tagliata dall’acque la terra. Immagini di un’alluvione: Romagna, 2023” visibile presso la fototeca “Marco Pesaresi”. Nel pomeriggio, dalle 16,30 alle 18,30 – partendo dallo spazio Margelloni, in piazza Borghesi, 15 – sarà invece Manila Camarini a condurre la visita alle mostre “Skagit Valley”, di Michael Christopher Brown, “Staring into the abyss” di Hashem Shakeri per concludere con “Hyperborea” di Evgenia Arbugaeva presso la Chiesa del Suffragio, in Corso Vendemini.

Domenica 28 settembre dalle 11,15 alle 13,15 Manila Camarini effettuerà alcune sessioni di letture portfolio (iscrizioni on line su www.sifest.it). Le letture si terranno presso la fototeca comunale “Marco Pesaresi” in corso Vendemini, 57.

Anche nel fine settimana in arrivo si potrà cogliere l’occasione per visitare ai Palazzi dell’arte di Rimini la mostra Rimini Proibita. Le parole di Pier Vittorio Tondelli nelle immagini di Marco Pesaresi, cento immagini inedite del grande fotografo riminese, messe a disposizione dall’Archivio fotografico comunale di Savignano sul Rubicone accompagnate da frammenti di testo tratti dal romanzo Rimini (1985).

Per ulteriori informazioni: www.sifest.it