Sabato 24 gennaio scorso eravamo presenti al Vidia Rock Club per il concerto de i Ministri, per la seconda tappa del “Provincia Popolare Tour”, dove la band esprime l’urgenza di suonare in piccoli club, quei club che resitono ancora, dove sono passate le grandi band, dove tutto è cominciato.
Che bello avere un’idea forteE rincorrerla fino alla morte
Piccoli club dove il rapporto band e pubblico è più intimo, raccolto e dove anche le imperfezioni sonore fanno parte di una meravigliosa autenticità. La band come alle origini sceglie la formazione del trio, composta dal chitarrista, Federico Dragogna, il cantante e bassista Davide “Divi” Autelitano e il batterista Michele Esposito, così partono per questa avventura che è anche un modo per far risplendere tutti quei club dove siamo cresciuti e dove anche le nuove generazioni possono farlo, e questo grazie a chi sostiene queste piccole-medio realtà, molto spesso ad oggi in difficoltà, alcune scomparse, ricordiamo il mitico Slego, poi diventato Velvet di Rimini.
Si parla sempre tanto di fare qualcosa per poter salvare e preservare questi club ma poi alla fine della fiera tutto gira intorno al Dio Denaro, i Ministri come band, come artisti, hanno scelto di agire concretamente, così come tutto il pubblico presente che ha scelto di esserci, di far parte di tutto questo.
Prima della band salgono sul palco i Vaeva, band rock della Brianza, che scalda il pubblico del Vidia a dovere, sono le 22 e 30 e sul palco arrivano i Ministri che partono subito alla grande con Avvicinarsi alle casse seguita da Poveri noi, attraversando la storia della band con pezzi come Comunque, Spaventi, Una palude, il popolo del Vidia risponde fra pogo e crowd surfing a non finire intrisa a quella nostalgica inquietudine che ci spinge a sopravvivere in questo mondo continuando a cantare oggi, come ieri.
Questo è un concerto rock, dove si sente la puzza di sudore, dove tutto il pubblico canta ogni singolo pezzo, dove non ci sono palchi con effetti speciali e dove la band prima di tutto si diverte sul palco, quello che i Ministri fanno è creare una magia, coinvolgendo il pubblico con energia pura e avvolgendolo con ballate intime dove sono scese pure tante lacrime, travolgendo chiunque era presente, Divi scende dal palco e canta il mezzo al pubblico Terre Promesse e sono sicura che quello che abbiamo sentito tutti sulla nostra pelle erano soltanto brividi.
I Ministri sono riusciti a riportare quell’autenticità del live nei club di provincia, perchè dal vivo significa proprio questo, dove anche una nota stonata rende tutto questo reale e vero.
Per quello che mi riguarda preferisco avere le occhiaie sotto agli occhi che fanno tanto rock, piuttosto che seguire una bellezza stereotipata, essere se stessi, questa è la nostra forza, “tanto vale provarci comunque”.
Se ti accontenti di questoPoi ti accontenti di tuttoDi questa vita che è strettaAnche in mezzo al desertoSe ti accontenti di questoPoi ti accontenti di tuttoE la tua terra promessaTravolta da una tempesta

