Fino a poco tempo fa era fantascienza, qualcosa con cui divertirsi ad immaginare futuri possibili. Adesso urge saperne di più, tenerne conto con i piedi per terra: l’Intelligenza Artificiale – I.A. fa parte della realtà quotidiana di tutti in modo davvero invadente, quindi meglio cercare di conoscerla almeno un po’. E, più che considerarla oscura entità manipolatrice, fare in modo che sia una possibile alleata.
Le occasioni per avvicinarsi, senza doversi iscrivere a master universitari, ed elaborare in leggerezza l’opportuno spirito critico. Per esempio, è da poco uscito nelle sale cinematografiche “Wider than the sky”, documentario tanto spettacolare quanto divulgativo sullo stato delle ricerche internazionali nel delicatissimo, straordinariamente avanzato, ambito della I.A. applicata ‘anche’ alla robotica.
L’autore e regista Valerio Jalongo, infatti, ha scelto di non raccontare l’intelligenza artificiale come semplice tecnologia ma come questione culturale, educativa e profondamente umana. E’ questo l’appeal della pellicola, che in 83 minuti cattura l’attenzione e fa riflettere. Sapendo alternare le parti girate in laboratori di ricerca inimmaginabili ai comuni mortali (tra esperimenti, test performativi quasi impossibili e scienziati che mappano il cervello umano) con immagini di pulsante Natura selvaggia ed interventi artistici tanto visivi che coreografici, gli spettatori si ritrovano a più alti livelli di consapevolezza.
Meglio essere informati perché forse “Non dovremmo chiamarla intelligenza artificiale, ma intelligenza collettiva – ha spiegato Jalongo – in quanto nulla esisterebbe senza la conoscenza condivisa dell’umanità. La vera sfida è decidere se questa rivoluzione sarà usata per concentrare il potere o per costruire un futuro aperto e democratico”.
“ll titolo del film s’ispira a una poesia di Emily Dickinson, The Brain – Is Wider Than the Sky (“il cervello è più ampio del cielo”) e riflette con linguaggio visivo altrettanto poetico, per associazione di immagini, sul funzionamento dell’immaginazione e sull’applicazione delle emozioni alla costruzione di una nuova intelligenza collettiva, che faccia sintesi di competenze diverse. Il principio guida è che il cervello parla innanzitutto con sé stesso – dalla bella recensione di Raffaella Giancristofaro su ‘My Movies’ – Obiettivo arduo e alto, quello di rappresentare in immagini concetti filosofico scientifici, come “rete neurale”, o la stessa coscienza umana: “non siamo macchine pensanti che si emozionano, ma macchine emotive che pensano”.
La citazione del neuroscienziato Antonio Damasio è illuminante, ripresa nel documentario, ed è sottesa al fitto dialogo in cui interagiscono scienziati, filosofi, artisti e robot umanoidi per indagare la vera natura dell’Intelligenza Artificiale. Girato in oltre dieci città tra Europa, USA e Giappone la brillante co-produzione italo/svizzera, ha avuto apprezzamenti -tra le altre rassegne – anche all’ultima Festa del Cinema di Roma.
Il film colpisce già dalle prime scene, come ben descrive Raffaella Giancristofaro: “Alla Enginereed Arts, azienda statunitense di robotica, un programmatore alla sua scrivania dialoga fianco a fianco con Ameca, un androide (o ‘robot umanoide’) modellato sul genere femminile. Ne testa le reazioni e ne indaga le capacità emotive, i sentimenti. Ameca afferma che ‘sperimentare l’esistenza è molto interessante, come prospettiva’.” A parte la grande espressività facciale, si parla proprio di sentimenti…
“Oggi l’ Intelligenza Artificiale è entrata nelle case di molti esseri umani e ci si deve chiedere dove, questo rapido sviluppo tecnologico, porterà e quali sono i benefici ed i pericoli nascosti dietro questa tecnologia”: così Corrado Malanga introduce il suo prossimo intervento sul tema. “Io e I.A.” sarà a Cesena il 21 febbraio (dalle ore 16 anche in diretta streaming) e promette d’essere un’altra occasione di approfondimento. Malanga è studioso d’ampio spettro: per oltre 35 anni docente e ricercatore di Chimica all’università di Pisa, in seguito si è interessato a problematiche legate ad avvistamenti di UFO ed alle abduzioni collegate, indagate anche con le modalità dell’ipnosi regressiva. Il suo frequentatissimo sito (https://corradomalangaexperience.com/) si apre con una frase significativa: “Nel fare creiamo la nostra manifestazione ed osservandola ci ricordiamo chi siamo”.
“Nella conferenza – scrive – verranno presi in considerazione tutti gli aspetti positivi della I.A.: verranno mostrate alcune delle cose che può fare, facendoci diventare creativi, oppure facendoci risparmiare tempo. Sarà possibile vedere come risponde alle esigenze umane, risolvendo problemi di elevata difficoltà matematica, quanto è strumento efficace anche in mano a neofiti, e come essa risponde a problemi di tipo psicologico e cosmogonico.
“Poi si scoprirà quando e perché mente sapendo di mentire, ma pure come far dire a questo strumento sempre la verità, anche se scomoda. Sarà affrontato – anticipa Malanga – il problema della relazione tra potere ed IA e si analizzerà il futuro a livello sociale e di massa rispetto al contesto religioso della umanità.
“Per poi alla fine comprendere come l’Intelligenza Artificiale altro non è che una manifestazione a specchio di noi stessi.”
(tutte le info, anche per la ‘diretta’, su https://www.linkyourself.eu/)



