Uscito “Blue Experience”, primo lavoro di Massimiliano ‘Max’ Biondi

Metti in cuffia “Blue Experience” di Massimiliano ‘Max’ Biondi e… beh, si può raccontare un’emozione? Come tutto ciò ch’è astratto, immateriale – per esempio il calore del sole, il solluchero da cioccolato o i delicati profumi floreali – ogni tentativo di adoperare linguaggi razionali per condividerla finisce, ben che vada, per sminuirla. E nulla è più evanescente, comunque potente ed evocativa di ciò che smuove la musica, ogni musica.

Il primo album realizzato dal giovane talentuoso chitarrista cesenate, con tracce tutte originali di suo pugno impeccabilmente suonate insieme ad altri due ottimi musicisti trentenni nostrani, Lorenzo Valentini e Manuel Giovannetti, di emozioni sa crearne tante. Le note che avvolgono l’ascoltatore si organizzano in brani d’un jazz/fusion fresco e frizzante, pulite e sorridenti anche quando si vestono di blues o funky, con felici scorribande rock’n roll, sentori di country, cantautorato italiano di qualità e par di avvertire accenni di manouche. Insomma, sia nei pezzi a spartito sia nelle improvvisazioni – peraltro impossibili da smascherare, così naturali e sorprendenti da rendere ogni concerto un evento a sé – il trio propone ‘scalette’ tanto ben assortite quanto virtuosamente eseguite.

“Suono da quando avevo 10 anni – racconta Biondi – ho seguito il corso di strumento alla scuola  “D.Alighieri” di Bertinoro. Quindi ho frequentato il Liceo Musicale nella prima classe che si formò,   per finire al “St.Louis”, college of music privato di Roma che dà titolo riconosciuto”.

Intanto Max inizia a comporre: in “Blue Experience” ci sono i primi brani del 2017. Tappa importante, in quel periodo, è stata la partecipazione al concorso Jammin’, che l’ha fatto conoscere fino ad arrivare alla “Casa del Jazz” capitolina. Lì la prima registrazione dal vivo, in un apprezzato lavoro firmato da Francesco Barzanti, disponibile ancora su Youtube.

 

 

“Questo CD è proprio la prima pagina della mia carriera – riprende il 28enne musicista – di cui ho fatto anche gli arrangiamenti. Creare musica è gesto istintivo, mi viene naturale. Ci sono pure dei brani scritti in Spagna, dov’ero in Erasmus per il progetto “Blended Intensive Programme” del conservatorio di Ferrara; una traccia è composta lì, dall’acronimo “B.I.P.” con sonorità di evidenti riferimenti spagnoli, per l’uso dell’accordo flamenco.

“Da Roma quindi a Barcellona – racconta – con l’interruzione del covid, tentando di restare in presenza. Ho avuto docente di chitarra jazz Jordi Matas, noto produttore pop, e poi il diploma.  L’ultimo anno di studio ancora in Spagna e l’incontro fecondo sia con Octavio Hernandez (insegnante ed apprezzato musicista) sia con un sistema scolastico molto diverso”. Il Conservatorio lì si chiama ‘Taller’ (atelier) ed infatti è anche agenzia di management, che continuamente organizza serate e concerti per gli allievi. Così Biondi suona sul tetto della ‘Pedrera’ nella capitale catalana e collabora con la radiofonia. Quindi la laurea magistrale a Cesena sulle tecniche di improvvisazione. Ed ora questo album, interamente autoprodotto “senza i filtri di case discografiche – sottolinea Max – perché volevo fosse come una genesi. A noi del gruppo stimola l’accoglienza calorosa di chi viene ad ascoltare, sperimentata più volte e in occasioni diverse”.

Di fatto le registrazioni, disponibili on-line / CD / vinile, sono eccellenti assaggi, souvenir dell’esperienza live, pulsante e sempre diversa, in cui la batteria di Giovannetti, il basso di Valentini e le chitarre di Biondi s’amalgamano, si rincorrono, dialogano o si sfidano scherzando senza risparmiarsi. Il pubblico si sorprende per l’intesa, l’affiatamento e la capacità di improvvisare che il trio rivela. Forse l’esperienza dell’insegnamento – ognuno, per suo conto, collabora con valide scuole di musica del territorio – completa l’evidente capacità tecnico/espressiva ed una palpabile sensibilità sonora amalgamate da vasta cultura musicale.

Con Lorenzo Valentini, l’ottimo e versatile bassista del gruppo, si conoscono collaborando da oltre 12 anni, già insieme alla scuola di Bertinoro, la sua città; fa parte di più progetti musicali ed è nell’organico della 3monti band di Montiano.

Manuel Giovannetti è forlivese, batterista di grande finezza ed intuito, aveva suonato con loro in sporadiche occasioni, poi l’affinità è maturata grazie anche alle tante, variegate e prestigiose esperienze internazionali nel suo curriculum.

E’ bastato un giorno soltanto per registrare tutte le tracce del CD: il trio si è appoggiato al Filter Studio di Sarsina, affidando suoni e mixaggio all’esperto Mattia “MATTA”  Dallara. Accurata e molto seria, evidentemente, la fase preparatoria, in cui hanno chiamato come coach vocali Nicola Brandi e Alessandro Petrocelli: tutti e tre collaboratori tecnici dalla riconosciuta capacità e preparazione.

La direzione artistica di tutta l’impresa è stata affidata a Pietro Bondi, grafico/fotografo apprezzato ed illuminato: sua l’efficacissima copertina dell’album. Una impronta blu con l’evidente macchia rossa al centro del palmo per musiche scritte e suonate davvero “col Cuore in mano”…buon ascolto!

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.