Agnès Varda, a Bologna una mostra e una retrospettiva

Agnès Varda

Una mostra e una retrospettiva. In occasione della festa della donna la Cineteca di Bologna al Cinema Modernissimo di Bologna celebra Agnès Varda, una figura unica della storia del cinema, dell’arte, della fotografia, della militanza politica e culturale, tra Novecento e Duemila: prima regista donna a essere insignita dell’Oscar alla carriera (consegnatole da Angelina Jolie nel 2017), prima regista donna a vincere a Cannes, Venezia, Locarno, Berlino, San Sebastián.

“Per cogliere la rilevanza della Varda – ricorda il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli che le era amico intimo – bisogna stare dentro, ma anche fuori dal cinema, nel senso che la sua opera non si esaurisce nei film. Varda è stata fotografa, cineasta, artista, attivista politica, femminista, sostenitrice della rivoluzione cubana e della lotta delle Pantere Nere, amica di Jim Morrison, ammaliatrice di Madonna, compagna di Jacques Demy; artista della vita, si è sempre messa in scena, da quando giovanissima aspettava la prima figlia, fino all’ultimo film, interpretando il tempo che passa. Il suo è un caso rarissimo di artista che è stata fiera d’invecchiare: ormai anziana, ha reinventato una propria immagine, giocosa, piena di colori, diventando quasi un disegno o il personaggio di un cartone animato. Sempre sperimentale, sempre in ascolto, straordinaria testimone dei cambiamenti sociali e antropologici che per settant’anni ha raccontato mettendosi dalla parte degli ultimi. La mostra Viva Varda! Il cinema è donna, ci immerge nel lavoro e nella vita di un’artista che finalmente possiamo guardare nella sua grandezza, cercando di apprendere il suo metodo, la sua indipendenza, le sue intuizioni”.

La mostra dal titolo “Viva Varda! Il cinema è donna” (a cura di Florence Tissot,  con la direzione artistica di Rosalie Varda e le scenografie di Giancarlo Basili) è visitabile alla Galleria Modernissimo di Bologna fino al 10 gennaio 2027 e ci fa conoscere l’approccio di Agnès Varda alle immagini (l’autoritratto, la fotografia, la pittura), la sua idea di scrittura per il cinema (in particolare alla creazione di personaggi femminili profondi e sorprendenti), lo sguardo “sociale” e “nomade” dei suoi film (il gusto di documentare il mondo, gli sconvolgimenti politici e i mutamenti culturali) con una sezione interamente dedicata al rapporto tra Agnès e l’Italia.

Mentre una retrospettiva, curata da Anna Masecchia, intreccerà le pellicole di Agnès Varda e film delle maggiori cineaste della storia del cinema e di autrici contemporanee, alcune delle quali – come Francesca Comencini, Alice Rohrwacher, Maura Delpero – hanno scritto alcuni testi inediti dedicati a Varda, che i visitatori potranno leggere in mostra.

Per l’occasione, è stata pubblicata per le Edizioni Cineteca di Bologna la prima traduzione italiana del volume Agnès Varda di Laure Adler, pubblicato in Francia da Gallimard con il sostegno di Chanel.

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