Marta Del Grandi, ha vissuto più all’estero che in Italia. La sua musica ne è lo specchio. Ha appena pubblicato l’album “Dream Life”, terzo disco uscito per la prestigiosa etichetta britannica Fire.
Il disco è stato realizzato in Belgio, dove si è trasferita a 24 anni per studiare presso il Royal Conservatory of Ghent, insieme a Bert Vliegen nei Robot Studio di Gent. Il risultato – a differenza dei suoi colleghi italiani – è un suono molto personale e al momento stesso internazionale – anche solo per l’utilizzo della lingua inglese – una sintesi tra folk, art rock e avant pop.
Marta con una formazione musicale solida – di formazione jazzistica – ha lavorato molto sugli arrangiamenti, lavorando per sottrazione, nonostante tutte le sue canzoni si sviluppino in una dimensione intima quella elementare di una voce e una chitarra.
Le canzoni dell’album si susseguono con in un album fotografico, tuttavia non cedono alla nostalgia, ma cercano di raccontare il sentire contemporaneo raccontando “la sensazione di mancanza di controllo”, un’incertezzza che non cade mai nella riflessione politica o nel cinismo.
Per la realizzazione di questo disco Marta Del Grandi si è ispirata a due maestri del calibro di David Byrne per la leggerezza e a Laurie Anderson per l’utilizzo degli archi e la voce sussurata in alcuni brani.
In Regione salirà sul palco del Locomotiv di Bologna il 28 marzo (ore 21) e quello del Teatro Petrella di Longiano (Fc) il 10 e 11 aprile (ore 21).
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