Kurt Cobain? No, Michelangelo Merisi

 

Vista al Teatro Nuovo di Verona la penultima data del tour di Caravaggio – A Rebel Rock Musical: l’inconfondibile luce che ne caratterizza i dipinti, tagliente come un faro contro un fondale d’inchiostro, è l’ispirazione per l’opera rock dedicata a Michelangelo Merisi – meglio noto come Caravaggio – in qualità di “artista maledetto” al centro degli intrighi di un’epoca oscura.

Tragico come Kurt Cobain, rabbioso come Axl Rose, solenne come Nick Cave: il “Michelangelo da Caravaggio” che dà il nome al musical in scena dal 2024, oggi prossimo alla trionfante conclusione del tour 2025-2026, ha i riccioli scomposti, il trench di pelle e la potenza vocale dell’ottimo Jacopo Siccardi.

Al protagonista, padrone del palcoscenico con una presenza dirompente alla base di 120 minuti di spettacolo che coinvolgono senza mai un cedimento, si associano la rock band dal vivo e i 10 performers generalmente all’altezza di una produzione ambiziosa: menzioni d’onore alla voce della “Maddalena” Marianna Bonansone, alle chitarre di Tony De Gruttola e alle percussioni di Ciro Iavarone, a suo agio a suonare la batteria così come i muri, le ringhiere e le botti che contribuiscono all’impatto di una scenografia cupa e imponente.

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Libretto, liriche e regia sono firmati da Fulvio Crivello e Fabrizio Rizzolo, binomio di indiscussa esperienza dopo 12 anni di repliche di Valjean (nomination per il miglior musical off italiano 2013), con musiche generate dalla collaborazione di Rizzolo con il Maestro Sandro Cuccuini, la direzione musicale di Tony De Gruttola e gli arrangiamenti da Daniel Bestonzo.

È uno stile Rock Progressive legato alla tradizione del Musical Theater a condurre lo spettatore nel percorso di Caravaggio, massima incarnazione del connubio tra genio e sregolatezza nella Roma papalina del 1600, nella sua rivoluzione artistica e nel suo travaglio umano.

E se gli esiti di tale rivoluzione artistica sono noti a tutti grazie a leggendari capolavori che, rappresentando la dolorosa carnalità di poveri e reietti, anelano sorprendentemente al Divino, l’atto conclusivo del suo travaglio umano viene interpretato nel musical con un guizzo di fantasia perfettamente in linea con la tag-line dello spettacolo: “dal buio alla luce”.

Una personalità controversa, una vita straordinaria raccontate sul palco tra pennello e spade (un plauso ai duelli scenici ideati e interpretati con energia incontenibile dallo stesso Siccardi), con l’inserimento di momenti romantici a smussare le asperità di una figura divisiva oggi come nel XVII secolo.

Due ore di emozioni e di vivissimo omaggio all’arte in un’opera intensa e ammirevole nella volontà di esaltare l’eredità pittorica e spirituale di un genio ribelle e tormentato, un uomo benedetto e al contempo oppresso da un talento smisurato, in costante lotta con la terra e il cielo, tra il fascino delle tenebre e il desiderio della luce.

SILVIA ZANOLLI

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