“Silvestro Lega e il cinema”, a Modigliana una rassegna originalissima

Una scena da "senso" di Luchino Visconti

“Silvestro Lega e il cinema” è un’originale rassegna cinematografica a cura di Giovanni Lasi che accade nel piccolo paese di Modigliana, nelle colline romagnole, che prosegue il programma delle celebrazioni “L’anno di Lega” proposte per il bicentenario della nascita del pittore macchiaiolo Silvestro Lega

Una rassegna divisa in due tempi.

La prima parte dal titolo “Tela su tela: il risorgimento di Silvestro Lega” indaga la vicenda risorgimentale del pittore modiglianese nei film italiani, dal cinema muto ad oggi e comincia venerdì 29 maggio in Piazza Pretorio, alle ore 21 con  “Il tamburino sardo” (Ambrosio, 1911) – “Nozze d’oro” (Episodio della battaglia di Palestro1859) (Luigi Maggi, Ambrosio 1911), “Il piccolo garibaldino (Cines, 1909) – Ragazzo volontario garibaldino nella spedizione dei Mille. I film muti saranno accompagnati al pianoforte da Daniele Furlati.

Si continua poi sabato, 30 maggio, ore 21, al Teatro dei Sozofili con “Camicie rosse” (Goffredo Alessandrini, 1952), mentre il 5 giugno al teatro Sozofili, ore 21, verrà proiettato “Metello” (Mauro Bolognini, 1970), mentre sabato 6 giugno 2026 Teatro Sozofili “Senso”  (Luchino Visconti, 1954)

“I film proposti in rassegna, oltre ad essere un omaggio a Silvestro Lega nel bicentenario della nascita,  – spiega il curatore Giovanni Lasi – rappresentano un esempio della connessione sinergica tra l’immagine filmica e la tradizione storica e artistica nazionale, una costante che, attraverso interpretazioni plurime e intermediazioni di vario segno, ricorre in tutta la storia del cinema italiano, dall’epoca del muto fino ai giorni nostri”.

Ci sono dei rari? 

“Tra i film in programma, ci sono film molto rari, ad esempio, i tre muti a coloriIl tamburino sardo (1911), Nozze d’oro (1911), Il piccolo garibaldino (1909) – che inaugureranno la rassegna: nell’occasione, sarà allestita una proiezione all’aperto nella preziosa piazza medievale del Pretorio e le pellicole sullo schermo verranno musicate al pianoforte dal maestro Daniele Furlati uno dei più quotati musicisti al mondo nell’accompagnamento dei film muti. Per quanto riguarda gli altri titoli, Camicie rosse (Goffredo Alessandrini – Francesco Rosi, 1952) e Metello di Mauro Bolognini (1970) sono film, ad oggi, non così conosciuti, seppur di notevole qualità; a conclusione della rassegna, abbiamo previsto invece un film notissimo, Senso, capolavoro assoluto di Luchino Visconti. In realtà, anche questi film più recenti, sono, in qualche modo, da ritenersi rari, perché verranno proposti –  come del resto i tre muti inaugurali – in edizioni sottoposte a recenti e accurati restauri che hanno restituito alle pellicole nitidezza di immagini e vividezza dei colori: i restauri di Senso e dei tre film muti sono da considerarsi di per sé dei capolavori”.

Hai avuto difficoltà a recuperarli?

“Nonostante le rarità di cui sopra, il reperimento dei film previsti nella rassegna è stato facilitato dal rapporto di collaborazione instaurato con due istituzioni autorevoli della cinematografia italiana, come la Cineteca di Bologna e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, che, con il Comune di Modigliana, hanno concesso il patrocinio all’iniziativa”.

Come è nata la tua passione per il cinema?

“Sono appassionato di cinema da sempre: non ricordo il primo film che ho visto, perché, quando ancora piccolissimo, mio nonno mi teneva sulle ginocchia, mentre, da una terrazza di un’abitazione di villeggiatura, assisteva alle proiezioni di un cinema all’aperto, situato strategicamente (almeno per noi) in un piazzale antistante al balcone. Con il passare degli anni la passione è diventata consapevole e aumentata esponenzialmente: averne fatto la mia professione è tra le cose migliori che mi sono capitate nella vita”.

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