Ancora è “Romagna in fiore” fra musica e trekking

3 maggio, Modigliana, Parco di Monte Bello, concerto del Canzoniere. Grecanico. Foto di Luca Concas

E’ tornata “Romagna in fiore”, il festival che da tre primavere porta grande musica in mezzo alla natura ferita dall’indimenticabile alluvione 2023. Nei finesettimana dall’1 al 24 maggio, una serie di concerti tutti, come nelle scorse edizioni, raggiungibili solo a piedi o in bici allestiti sempre a ridotto impatto ambientale seppur tecnicamente curatissimi. Sono previste comunque, a richiesta, soluzioni dedicate al pubblico diversamente deambulante.

“Romagna in fiore è ormai a pieno diritto l’anima green di ‘Ravenna Festival’ – dichiarano il sovrintendente Antonio De Rosa e il curatore della rassegna Franco Masotti – Un progetto che rinnoviamo anche quest’anno di fronte all’entusiasmo con cui sono state accolte le prime due edizioni. La calorosa risposta del pubblico insieme al sostegno degli Enti locali e delle aziende partner ci conferma che questa è un’importante direzione di ricerca per lo spettacolo dal vivo: unire qualità artistica, rispetto per l’ambiente e valorizzazione dei territori. Romagna in fiore rappresenta oggi un modo concreto di fare cultura all’aria aperta, in dialogo con il paesaggio e con le comunità che lo abitano, fruibile con un biglietto a propria volta ‘sostenibile’ e inclusivo, dal simbolico costo di 5 euro. Non solo una rassegna, dunque, ma uno spazio di incontro in cui la musica diventa occasione di scoperta, partecipazione e rinnovata fiducia nel futuro dei nostri territori. È qui, tra natura e musica, che il Festival trova una delle sue espressioni più autentiche e vitali.”

Partenza, come si dice, “col botto”: Davide Ambrogio a Fontanelice, i Bandabardò a Cotignola e il Canzoniere Grecanico Salentino sui monti di Modigliana, nel cuore della foresta di Montebello.

Domenica 3 maggio erano quasi 2.000 i ballerini-camminatori che si sono sciroppati almeno 5 km per andare (e altrettanti al ritorno) ad una festa non solo pugliese. Le musiche suonate dal gruppo forse più longevo della tradizione popolare italiana, infatti, appartengono all’essenza d’ogni ‘cittadino/a del mondo’ che abbia a cuore le radici della propria condizione umana. Tutte le danze  dei nostri nonni e ancora più indietro, siano pizziche del Salento o saltarelli romagnoli, per esempio, bourreé francesi o antiche coreografie rituali di genti native, rappresentano i tentativi di comunicare con la Madre Terra, di rendere omaggio alla Vita.

Cosa di più adeguato, insomma, dell’energia di questi balli per esprimere solidarietà ad una terra ferita? Il senso di Romagna in fiore è proprio non allentare l’attenzione su paesaggi, su luoghi, su tessuti sociali pesantemente segnati. Lo ha ribadito anche il Sindaco di Modigliana Jader Dardi, nel dare il benvenuto prima del concerto, considerando che dopo un triennio molte strade importanti  restano ancora rischiose. Cosa peraltro di cui tutti, nell’arrivare al ritrovo del Passo del Trebbo, hanno avuto piena contezza.

Significativa la curiosa coincidenza: il Canzoniere Grecanico Salentino, oltre 50 anni di ricerca e recupero d’un patrimonio culturale che stava per scomparire definitivamente, a suonare dentro una Riserva Naturale istituita proprio mezzo secolo fa! Tra piante monumentali d’un rimboschimento tanto assortito da assomigliare quasi ad un museo botanico, si è così creato uno scatenato ‘pomeriggio della Taranta’ proprio con i musicisti che hanno reso possibile la famosa Notte di Melpignano. Grazie quindi a Mauro Durante voce, violino, percussioni; Giulio Bianco zampogna, fiati popolari, armonica, basso; Emanuele Licci voce, chitarra, bouzouki; Massimiliano Morabito organetto; Giancarlo Paglialunga voce, tamburello, percussioni; Alessia Tondo voce, percussioni e Silvia Perrone danza.

Prenotazioni a iosa per gli appuntamenti in arrivo: il 9 maggio a Castel Raniero sul palco Motta, fondatore dei Criminal Jokers e al fianco di Nada, da dieci anni ha intrapreso la carriera di cantautore. Ha abbandonato la sua vena più ruvida e punk, tuttavia il suo concerto continia ad essere potente e privo di sbavature.
E’ preceduto dai Panvera Balkan (e anche lì ci sarà da ballare); 10 maggio a Santa Sofia ecco Enzo Avitabile che suonerà dopo il gruppo Fusaifusa. Il 16 si sale a Brisighella dove il parco Carné ospiterà Eugenio Finardi, mentre a Forlì, parco urbano, canterà Irene Grandi; a concludere il 23 alla Torraccia di Ravenna, Niccolò Fabi e il 24 nella Rocca di Bertinoro ascolteremo Zé Ibarra.

Biglietti disponibili alla Biglietteria del Teatro Alighieri, anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org  (riferimenti da utilizzare per info, prenotazioni e richiedere l’assistenza del pubblico a ridotta mobilità).

Previsto un carnet di abbonamento ‘sostenitore’ a 50 €, comprensivo della maglietta originale.

 

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