Durante il Santarcangelo Festival il palco di Piazza Ganganelli vedrà protagonista la musica con una rassegna di otto concerti gratuiti organizzati da Monogawa. Oltre alle performance di Wojciech Grudziński, Katerina Andreou, Mélissa Guex con Alberto Malo e Louis Schild, lo spazio urbano si animerà infatti con otto concerti di musica alternativa e indipendente, in collaborazione con Alex Monogawa.
Venerdì 3 luglio si comincia con BAKIR, trio che si muove tra Marsiglia e il Maghreb, sviluppa un linguaggio musicale ibrido che intreccia ritmi nordafricani, melodie mediorientali e ricerca elettronica contemporanea. A seguire sabato 4 luglio LIN, regina dell’indietronica queer berlinese torna in Italia per poche date estive, porterà un sound che con equilibrio si muove tra electro-ambient e pop alternativo, con all’interno un forte messaggio politico. Il 5 luglio sarà il turno di Davide Amati che ha saputo attraversare jazz, rock, cantautorato e psichedelia in un solo suono energetico, con il suo album sfida apertamente le etichette discografiche.
Proseguendo, nella seconda settimana di Festival, mercoledì 8 luglio, è il turno di a nice noice, più simile a uno spazio creativo continuo in cui convivono chamber pop, elettronica, jazz contemporaneo e post-rock, portandoci intimità e sperimentazione musicale. In seguito giovedì 9 luglio i FusaiFusa, il trio formatosi a Bologna che intreccia suoni, pratiche e strumenti provenienti da diverse parti del Mediterraneo e dell’Africa subsahariana, spaziando dall’afrobeat all’elettronica attraverso ritmi maghrebini. Il 10 luglio animerà la piazza La Yegros, la first lady dell’Electro Cumbia, performer e cantautrice argentina riconoscibile per la sua capacità di mantenere la tradizione popolare ma senza rinunciare alle sue influenze della cumbia, chamamé, reggae ed elettronica. Sabato 11 luglio Laila Al Habash, cantautrice italo-palestinese tra le voci più originali del nuovo cantautorato italiano, porterà alla piazza il suo nuovo album “Tempo” dove il rapporto ansioso con l’ora è raccontato da una sonorità e lingue diverse. Infine il 12 Matu Mati y Hierba Mala, una collaborazione che da frutto a una musica principalmente sudamericana ma con spunti di cumbia, hip hop e tanto altro, con una performance che porterà una grande varietà di strumenti per un costante movimento alla quale è impossibile resistere.
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