L’Esperanza dell’Arena delle Balle di Paglia

Arena delle balle di paglia di Cotignola
C’è un luogo, nella campagna ravennate, dove il fiume Senio incontra il Canale Emiliano Romagnolo, che ogni anno compie una magia silenziosa. Lì, tra i campi di Cotignola, sorge l’Arena delle balle di paglia. Non è un festival come gli altri: è un’opera di land art collettiva che vive per sette giorni e poi scompare, lasciando che la natura si riprenda i suoi spazi.
L’edizione 2026, intitolata suggestivamente “Esperanza. Che ci salvi la paglia nella valle degli orsi di fiume”, è l’esempio perfetto di come la comunità possa trasformare il territorio in un palcoscenico a cielo aperto. Tutto comincia all’alba, con i volontari che raccolgono le balle di paglia per costruire le gradinate; tutto finisce con un’asta che smantella l’arena, restituendo la paglia alla terra. Nel mezzo, si accende un microcosmo fatto di musica, teatro, poesia e incontri.
Un labirinto di storie tra argini e velieri
Camminare nell’Arena significa perdersi tra scenari insoliti. C’è il palco centrale, certo, ma il vero fascino risiede negli spazi più intimi e nascosti.
In un’epoca di grandi festival dai biglietti proibitivi, l’Arena mantiene un legame profondo con l’accessibilità. Con un ingresso che varia dai 2 ai 5 euro, si ha accesso a un cartellone artistico di enorme spessore.

Sul palco centrale dell’arena, venerdì 10 luglio ci sarà Alessandro «Asso» Stefana, con la sua cinematica chitarra slide blues, seguito dai maestri del jazz-core italiano Zu e poi da Don Antonio, che si esibirà sul Veliero Vitalba, per la presentazione in anteprima del suo nuovo album Dopo Tutto (Santeria / Audioglobe in partnership con Le Chute Dischi e Salty Music) il suo nuovo disco di canzoni: un lavoro che sembra sottrarsi al tempo veloce del presente per tornare a una dimensione più lenta e tattile della musica. La serata di venerdì partirà alle 20 con lo scrittore Ermanno Cavazzoni, accompagnato dal chitarrista romagnolo Alfredo Nuti.

Sabato 11 il palco centrale sarà tutto per «L’aviatore errante e il Piccolo principe» nella rilettura del Teatro dei Venti di Modena, cui seguirà il concerto dei Santamarea. Domenica 12 toccherà al concerto «Sacred Waters» con Luisa Cottifogli, Gabriele Bombardini, Alex Sebastianutto e Marianne Gubri, alle prese con un esperimento di «blues rivierasco», in contemporanea con il divertentissimo monologo «Ombrelloni» di Iacopo Gardelli con Lorenzo Carpinelli in scena alla Golena dei poeti.

Lunedì 13 il palco centrale dell’arena sarà tutto per la cantante Patrizia Laquidara e il suo concerto, in contemporanea con la narrazione teatrale de «La cantautrice fantasma» di Ivan Talarico (alla golena dei poeti), e prima dell’esibizione in acustico del rapper Moder.

Martedì 14 l’ultimo concerto sul palco centrale vedrà in scena Sandro Joyeux con il suo viaggio sonoro nel sud del mondo, prima dell’asta finale delle Balle degli Orsi di fiume

Info: https://www.primolacotignola.it/articolo.asp?p=1311

 

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