Sicuramente conoscete tutti Patrick Watson, vi sarà capitato un milione di volte di sentire almeno una delle sue canzoni, scrollando semplicemente il cellulare o ancora guardando qualche serie tv o film, come ad esempio,“Je te laisserai des mots”, la prima canzone in lingua francese a superare il miliardo di ascolti su Spotify.
Quello che continua a stupirmi in questa era digitale è che abbiamo la fortuna di poter scoprire e avere a portata di mano tantissime informazioni per conoscere artisti fenomenali ma gran parte delle persone sono come lobotomizzate, non hanno quella curiosità che le spinge ad andare oltre, per fortuna però che ci sono anche quelle persone affamate di conoscenza che hanno l’onore di poter assistere a delle vere e proprie magie, come questa.
Sto parlando del concerto del 24 luglio scorso, all’interno della rassegna Percuotere la Mente organizzata dalla Sagra Musicale Malatesitana di Rimini, all’interno della splendida cornice della Corte degli Agostiniani, che ha ospitato per una tappa del suo “Uh Oh Tour 2026” Patrick Watson, cantautore e compositore canadese, accompagnato dalla sua band, Mikhael Stein al basso, Olivier Fairfield alla batteria e Ariel Engle alla voce.
Tour che prende il nome proprio dall’ultimo album di Watson, “Uh Oh”, pubblicato nel 2025 che segna una vera rinascita, nel 2023 infatti il cantautore ha affrontato una paralisi alle corde vocali, il peggior incubo per un’artista che si nutre della sua voce, costretto ad un silenzio forzato. Ed è proprio in questo periodo di estrema fragilità e paura che ha deciso di produrre un disco condiviso con artisti e amici da lui ammirati come Martha Wainwright e Charlotte Cardin, dei quali desiderava ascoltare la voce.
Quello a cui abbiamo assistito a Rimini è stato molto di più di un concerto, un’esperienza immersiva, onirica, dove il piano e la voce di Watson sono capaci di trasportarti al di là di ogni paura e dolore, una vera e propria terapia per le nostre anime.
Le luci che cambiano ad ogni brano e sulla parete sono proiettate delle immagini, atmosfere intime, cinematografiche, che non possono fare altro che scatenanare un turbine di emozioni vulcaniche. Ogni tanto mi veniva spontaneo chiudere gli occhi, lasciarmi andare completamente, guidata dalle note e dalla voce di Watson e della band, come in una bolla di sapone, soffice, che ti culla e ti rassicura.
Non potevo desiderare di essere altrove, dopo un mese passato chiusa in casa, per problemi di ansia, credo che dovevo essere lì per questo, in quell’esatto momento, perchè questa musica è l’arma più potente per curare e guarire, non solo il corpo ma anche la nostra mente.
Grazie a Percuotere la Mente, a Patrick Watson, a tutta la sua band e a tutte le persone presenti, che hanno reso questa serata speciale e magica.
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