«Ci sono pochi luoghi in una vita, forse persino uno solo, in cui succede qualcosa; dopodiché ci sono tutti gli altri luoghi». Alice Munro
Ognuno di noi ha dei luoghi del cuore, dove puoi sentirti veramente a casa e sapere che questo posto non ci sarà più è decisamente un colpo al cuore.
Sto parlando del Diagonal Loft Club di Forlì, locale culto e d’avanguardia, dove i gestori, Davide Fabbri e Filippo Maitan, hanno sempre avuto gran cura, andando controcorrente, selezionando eventi, live, stand-up comedy, presentazioni di libri, davvero interessanti e strepitosi. Il locale stesso è con il suo arredamento, dalle poltrone ai divani, lampade, luci soffuse e oggettistica vintage mixata all’industrial, perfettamente coerente con la filosofia del locale. Per non parlare del gran terrazzo con gli sdraio, dove puoi bere il tuo ottimo drink e per un attimo non ti sembra di essere in una Forlì ma è un pò come essere in una piccola Berlino, proprio per l’aria alternativa e urban che si respira.
Attivo dal 1995, il Diagonal ha visto generazioni di giovani e non, trascorrere serate all’insegna della cultura e della curiosità, perchè il Diagonal non è mai stato il classico locale commerciale, ma un luogo di incontro e di scoperte, dove la propria identità è rimasta immutata nel tempo. Trent’anni di attività, un luogo insostituibile e che ci mancherà. Al suo posto l’ennesimo centro commerciale e sinceramente come direbbe il Ragioniere Ugo Fantozzi, “Una cagata pazzesca“.
Luoghi di aggregazione come questo che hanno portato quella ventata di rivoluzione artistica e culturale dovrebbero ricevere un premio e non essere demoliti e dovrebbero continuare a r-esistere, mi vengono in mente locali come il Velvet di Rimini, Il Mercato Sonato di Bologna, che non ci sono più e quello che ci rimane sono tutti quei pezzi di ricordi sparsi delle serate trascorse, memorabili.
Abitando in provincia quando mi capita di fare serata a Forlì, l’unico posto dove mi piace bere qualcosa, ascoltare della buona musica è il Diagonal, non ci sono storie. Ora mi chiedo, tutte le persone abituate a trascorrere le loro serate lì, dove andranno? Dove sono altri posti, altri spazi culturali e non quegli agglomerati commerciali con musica orrenda?. Per fortuna ci sono ancora dei localini come il Magazzino Parallelo di Cesena o il Clan Destino a Faenza, che ancora resistono e hanno proposte interessanti.
Quello che perdiamo a Forlì non è solo un locale, ma un pezzo di storia, dove per chi lo ha vissuto davvero lascierà immancabilmente una lacrima e un pezzetto di cuore. L’ultima settimana del locale, dal 27 al 30 luglio, sarà una vera e propria celebrazione, un pò come ai funerali che vediamo all’estero, con tanto di festa commemorativa, per l’occasione tutti gli arredi saranno venduti a prezzo simbolico a chi vorrà portarsi un pezzo di Diagonal a casa, addirittura un origami in miniuatura da costruire che riproduce il locale stesso, un piccolo ricordo che voglio assolutamente posizionare nella mensola del mio salotto, ed infine il 31 luglio con “Applausi” ci sarà l’evento conclusivo di questa lunga storia. Si alterneranno in consolle una dozzina di dj che sono passati nel locale in tutti questi anni.
Applausi ai gestori, ai baristi, ai dj, e a tutte le persone che hanno collaborato a creare cultura, aggregazione e respiro europeo e ovviamente applausi anche a noi, quelli che ci hanno sempre creduto.
Come ha scritto anche la mia amica Holly in un suo post in questi giorni sulla chiusura del locale, citando “Bye Bye Bombay” degli Afterhours, “È solo un po’ di me che se ne va”, nonchè anche frase di un mio tatuaggio, non potevano essere parole migliori per concludere questo grande viaggio.


