Il risveglio delle coscienze con “17 Re” e i Litfiba

Non potevamo mancare all’ultima tappa del tour dei Litfiba, sabato 15 agosto al Beky Bay di Bellaria-Igea Marina. Decisamente un Ferragosto da incorniciare.

Ho iniziato ad ascoltare i Litfiba fin da adolescente e sono sempre stati uno dei miei gruppi preferiti, un gruppo che ha segnato la storia del Rock italiano e che ha delineato una linea ben precisa di ribellione nel nostro paese.

Questo ritorno dei Litfiba, nuovamente nella formazione storica con Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, insieme al batterista Luca Martelli non è da considerare assolutamente una mera mossa di marketing ma una vera e propria celebrazione di quel capolavoro di “17 Re”, che nonostante i suoi 40 anni, riflette fra simbolismi e visioni sia il passato che il presente che stiamo attraversando, “bestie in guerra, sulla terra, sulla terra“.

Quello dei Litfiba non è solo un concerto ma una presa di posizione non solo del gruppo stesso ma di tutto il pubblico presente che continua a lottare e sperare in un mondo migliore, nonostante stia cadendo tutto a pezzi. Cantare tutti insieme pezzi come “Re del Silenzio”, “Sulla Terra”, “Apapaia”, “Oro Nero”, “Resta”, non solo ci hanno riportato indietro nel tempo, con l’effetto nostalgia ma guardandoci attorno, diverse generazioni presenti, tutte unite per un’ideale, in quel preciso momento ti rendi conto che dopotutto esistono ancora esseri umani degni di essere chiamati tali e che esiste ancora qualcosa di bello in questa terra.

Da far padrone alla serata è indubbiamente Piero Pelù, da sempre l’istrionico-teatrale leader e frontman che fra un pezzo e l’altro alterna momenti di dialogo e non le manda di certo a dire, commentando lo stato attuale del nostro paese e di tutto il mondo, con parole e affermazioni che vorrei tanto riportare qui, ma con la sfiga che ho mi querelano, quello che voglio dirvi è che quello che ha fatto Piero sul palco è raccontare la verità, nuda e cruda, difendere le proprie idee e cosa più importante è risvegliare le coscienze e solo chi era presente sa di cosa sto parlando.

Dopo aver eseguito magistralmente tutto l’album del 1986, non potevano mancare pezzi iconici della band, come Istambul”,“La preda”, “Tex” , “Cangaceiro” , “Eroi nel vento”, ricordando il grande storico batterista Ringo De Palma.

Sulle note della maestosa Carmina Burana” tutto il gruppo e lo staff sono sul palco, chiudendo questo tour con la consapevolezza di aver ricreato qualcosa di grande e memorabile e di aver reso tutti noi degli “Eroi nel vento”, che hanno scelto di esserci, essere presenti nel nome della musica e della libertà.

“Un uomo è perso senza la sua storia
E io non voglio dimenticare”

 

2 COMMENTS

  1. Ho assistito al concerto a Bellaria-Igea Marina…dal punto di vista musicale fantastico.
    Per il resto lasciamo perdere:un’autentica vergogna!Se devo pagare 55€ per assistere a un comizio vero e proprio,vado a un comizio e non a un concerto.
    Piero Pelu’ che pensasse a cantare,che peraltro fa benissimo,invece di ergersi a paladino del mondo ovviamente con una visione molto molto molto discutibile.
    Se quello che ha detto e fatto lui durante il concerto,l’avesse fatto qualcuno con ideologie politiche opposte,apriti cielo,sarebbero partite interpellanze parlamentari con la parola “fascismo” usata di continuo a vanvera.

    • Ciao Mattia, ognuno la pensa come vuole questo è indubbio, ma credo che l’indifferenza sia uno dei grandi mali della nostra società.
      Un abbraccio,
      Cristina

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