Dieci giorni per camminare, ascoltare, creare e riscoprire un territorio attraverso la sua materia più preziosa. Dall’11 al 20 settembre torna il Festival dei Calanchi e delle Argille Azzurre, il progetto ideato dal Museo Carlo Zauli che, giunto alla quinta edizione, invita a vivere il paesaggio della Romagna attraverso l’arte, la natura, la cultura e la partecipazione.
Ci sono luoghi che non si possono raccontare soltanto con le parole. Vanno attraversati. Bisogna seguirne i sentieri, fermarsi davanti a un calanco, ascoltare i suoni del paesaggio, toccare la terra e lasciarsi sorprendere dalle storie che custodisce.
È proprio da questa idea che nasce il Festival: trasformare il territorio in un grande spazio di esperienza e incontro, coinvolgendo Faenza, Brisighella, Riolo Terme e Imola in un percorso che intreccia linguaggi e sensibilità diverse.
Un festival dentro il paesaggio
Per dieci giorni il paesaggio dei calanchi diventa protagonista di un programma fatto di trekking, camminate sensoriali, percorsi notturni, laboratori di ceramica e disegno, teatro, performance, letture e musica.
Non si tratta soltanto di assistere agli eventi, ma di partecipare e di entrare in relazione con i luoghi. Il paesaggio diventa così parte dell’esperienza: si attraversa, si osserva, si ascolta e si interpreta.
Un modo diverso per conoscere un territorio, mettendo in relazione la sua dimensione naturale con le persone, le comunità e le tante forme della creatività contemporanea.
Arte, ambiente e memoria
Il tema della memoria assume un significato particolare in questa edizione, che dedica attenzione alle trasformazioni del paesaggio e al ricordo dell’alluvione che ha segnato profondamente la Romagna.
In questo contesto si inserisce Sedimenti, progetto partecipativo che porta al centro la relazione tra materia, ambiente e memoria.
Il laboratorio ceramico Terra Emersa, curato da Giorgia Severi ed Emidio Galassi, mette in dialogo argilla e materiali di riciclo, trasformando la materia in uno strumento per riflettere sui cambiamenti del territorio e sulle tracce lasciate dagli eventi naturali e dall’intervento umano.
L’argilla, elemento identitario di questo paesaggio e protagonista della tradizione ceramica faentina, torna quindi a essere non soltanto materia da plasmare, ma anche materia da ascoltare e attraverso cui raccontare il territorio.
Quando la musica incontra la natura
A completare il programma ci sono le realtà agricole ed enogastronomiche del territorio, che contribuiscono a raccontare il paesaggio anche attraverso i suoi prodotti e le sue tradizioni.
Un ruolo importante è affidato anche alla musica, grazie alla collaborazione con Recondita Armonia Festival – Note in Natura. Le note arrivano così nei luoghi più suggestivi dell’area dei calanchi e del Parco della Vena del Gesso Romagnola, creando un dialogo particolare tra suono e natura.
Una modalità ulteriore per abitare il paesaggio e scoprirne atmosfere e prospettive inattese.
Il viaggio continua in ottobre
Il calendario del Festival non si esaurisce con il 20 settembre. Il percorso prosegue anche in ottobre con due appuntamenti.
L’11 ottobre sarà la volta di Primitivo Interiore, una giornata dedicata all’incontro tra ceramica primitiva, mindfulness e trekking: un’esperienza che unisce il lavoro con la materia alla dimensione del cammino e dell’ascolto interiore.
Il 18 ottobre, invece, sarà dedicato alla restituzione pubblica del progetto Sedimenti, momento conclusivo per condividere con il pubblico il lavoro sviluppato durante il percorso.
Programma completo su https://museozauli.it/2026/09/festival-dei-calanchi-edizione-2026/


