Hanno una potenza enorme: possono distruggere o salvare…probabilmente sta tutta qui la “Bellezza delle Parole”. Da nove anni Cesena rende omaggio ad un sì profondo concetto organizzando un festival letterario “Che ogni volta propone programmi di altissimo livello – presenta l’Assessore alla Cultura municipale, Camillo Acerbi- il cui valore non è dato dalle tante edizioni, ma dalla partecipazione sempre più forte”.
S’intitola proprio “La bellezza delle parole” la rassegna che dall’8 all’11 ottobre porterà, nei luoghi storici della città malatestiana, alcune tra le voci più interessanti del panorama culturale italiano. E che sarà anticipata, dal 2 al 4 ottobre, con la sezione “OFF”, serie di presentazioni/incontri con autori e studiosi ospitati nelle librerie e spazi culturali del centro storico.
Questo sarà il secondo evento sull’onda della scrittura: “Abbiamo iniziato ch’era ancora estate con ‘Fu-Me, Futura Memoria’ infatti – riprende Acerbi- e si proseguirà con la seconda edizione di ‘Agorà festival’ dal 6 all’8 novembre” nell’evidente scopo di offrire sguardi diversi sulle modalità comunicative in letteratura. Dalla commistione delle forme artistico/espressive, infatti, passando per l’afflato canonico si arriva all’impegno sociale e civile.
“Siamo parte di una qualità -Elena Di Gioia interviene a nome di ERT (Emilia Romagna Teatro)- che disegna una mappa urbana. Questi quattro giorni trasformeranno ancora una volta i luoghi simbolo della città come Teatro Bonci, Cinema Eliseo, Biblioteca Malatestiana e Sala Sozzi, che diventeranno palcoscenici d’eccezione”.
L’aspetto logistico, vista la complessità organizzativa per tanti interventi da coordinare, non dev’essere stato facile: “Il desiderio di condividere ha animato tutte le realtà partecipanti, tra cui anche quest’anno, le scuole del territorio” dice Elisabetta Bovero per l’istituzione ‘Biblioteca Malatestiana’. Curiosamente, tale intenzione si riflette nella filosofia sottesa all’edizione 2026: “L’anno scorso – riprende – il filo che legava quelle parole era intimità/interiorità, ora non più soltanto parole per capire se stessi, dunque, ma parole che chiedono di essere condivise, rese comuni”.
E infatti i termini di questa edizione sembrano muoversi lungo un asse più ampio, quello del rapporto tra l’esperienza individuale e ciò che riguarda tutti: una storia di cronaca che diventa memoria collettiva, una malattia che si scopre condivisa, un desiderio di maternità che si fa rivendicazione pubblica, una fuga privata che racconta l’ansia di un’intera generazione. Giorgia Reuter, per il ‘Presenting Partner’ dell’evento, spiega: “Tornare a riflettere sul valore delle parole significa farlo anche sulla qualità delle nostre relazioni. Le aziende non devono solo ‘produrre’ ma sostenere buone cause, dare coraggio agli altri promuovendo sviluppo culturale e sociale lasciando qualcosa alla città e alle persone che la vivono”.
Pure quest’anno il festival propone un percorso costruito ‘parola per parola’ e c’è un filo che lega tra loro i concetti, ognuno sviluppato dai vari ospiti. La giocondità di chi scrive poesia affidata a Mariangela Gualtieri, e il buio di chi indaga i culti più spietati visto da Stefano Nazzi; la leggerezza di un incontro inatteso secondo Viola Ardone e la cura che si impara accanto a un letto d’ospedale nelle riflessioni di Concita De Gregorio; l’eccetera di ciò che non entra mai per intero in un racconto di sé da Veronica Raimo e la costellazione di vite che, messe insieme, disegnano il ritratto di un’intera generazione per Vincenzo Latronico; la scelta di raccontare un giorno che ha cambiato una vita con Antonio Vassallo e ciò che rende un’esperienza personale, all’improvviso, universale con lo sguardo di Chiara Tagliaferri; il partire che per qualcuno è scelta e per qualcun altro necessità nell’interpretazione di Enrico Brizzi e Nicola Borghesi.
E poi, anzi in apertura, c’è ‘OFF’… “L’anteprima del festival La bellezza delle parole -commentano gli Assessori alla Cultura, Acerbi e allo Sviluppo Economico, Lorenzo Plumari – si configura come un percorso attraverso alcuni dei luoghi che, ogni giorno, alimentano la vita culturale e libraria della nostra città. I Libri di Elena, Mondadori Bookstore, Libreria Albizzi, Giunti al Punto, Libreria Ubik, Librerie Coop e Viale dei Ciliegi 17, insieme alla Biblioteca Malatestiana, costituiscono una vera e propria rete di incontri che, a una settimana dall’inizio del festival letterario, ne anticipa i contenuti e ne prepara il terreno con un programma ricco e variegato. È un’esperienza che si è consolidata nel corso degli anni e che ha saputo raccogliere una significativa partecipazione di pubblico in ciascun appuntamento. Dal 2 al 4 ottobre saranno dunque le librerie a portare la letteratura fuori dagli scaffali e dentro la città, trasformando il centro storico in un luogo di incontro, partecipazione e condivisione. La scelta di concentrare tutti gli eventi in questa parte di città – proseguono – nasce dalla volontà di contribuire alla sua vitalità grazie alla collaborazione con le librerie e alla sinergia tra Cultura e Sviluppo Economico. Due dimensioni socio/economiche strettamente connesse: investire nella prima significa anche creare occasioni di frequentazione del centro, favorire nuove relazioni e sostenere le attività commerciali”.
Le parole ci salvano, ci feriscono, ci scelgono.
Ingresso libero. Programma completo su www.comune.cesena.fc.it


